Contenuto sponsorizzato
Bolzano
14 agosto | 11:40

Affamati e sempre più in pericolo, tra pesticidi, tosaerba e cemento:  i ricci sono a rischio, l'appello dei volontari per salvare la specie

Sempre più esemplari feriti, orfani, denutriti vengono curati in provincia. Le cure sono complesse e molto lunghe

Affamati e sempre più in pericolo, tra pesticidi, tosaerba e cemento

BOLZANO.  Un riccio ferito non piange. Non si lamenta. Aspetta solo che qualcuno lo trovi in tempo. E a trovarli, ogni giorno, sono i volontari delle associazioni del territorio altoatesino, ai quali vengono affidati esemplari feriti o in difficoltà. E' l'associazione "Tiere in Not Südtirol", in particolare, a segnalare decine di telefonate per i piccoli ricci feriti, denutriti, rimasti orfani troppo presto.

"Ogni minuto conta", racconta il presidente Walter Pichler, e spesso sono proprio i volontari ad andare a recuperarli di persona, senza aspettare. Quando arrivano, le condizioni sono quasi sempre drammatiche: gli animali ospiti, dai cuccioli agli esemplari adulti, sono fortemente denutriti, feriti, disidratati o già così stremati da essere più di là che di qua.

 

Poi ci sono le cure, lunghe, pazienti, fatte di cibo specifico, medicinali, visite veterinarie, prima di poterli restituire alla natura. Un lavoro enorme, quasi sempre invisibile, che costa tempo e denaro: per questo l'associazione chiede donazioni, "perché ogni euro aiuta a salvare delle vite".

 

Dietro alle questione, però, c'è una storia più grande, e più preoccupante. Solo scorso ottobre il consigliere provinciale Franz Ploner (Team K) aveva infatti già lanciato l'allarme in Consiglio provinciale, presentando una mozione per chiedere misure concrete a tutela del riccio in Alto Adige. Le cause, secondo Ploner, sono chiare: meno insetti da mangiare per colpa dei pesticidi, meno habitat per colpa della cementificazione, più luce artificiale che disturba le loro abitudini notturne. "Se non agiamo ora - aveva avvertito - scomparirà silenziosamente dalla nostra natura locale".

 

Non è un'esagerazione. L'Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) ha inserito il riccio europeo, lo stesso che vive anche nei nostri giardini e nei nostri boschi, nella Lista Rossa delle specie a rischio. Negli ultimi dieci anni la sua popolazione sarebbe diminuita fino al 50%. Un animale che fino a poco tempo fa sembrava scontato incontrare, e che invece rischia di sparire quasi senza che nessuno se ne accorga.

 

Perché il riccio non muore solo di malattia o di fame. Muore sotto le ruote di un'auto. Muore per un tagliaerba passato al momento sbagliato, o per un robot rasaerba che lavora di notte, proprio quando lui esce a cercare cibo. Piccoli gesti quotidiani, quasi mai intenzionali, che sommati diventano un problema enorme. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 19 agosto | 11:04
In chiusura entro l’anno due alimentari di paese, a Limana e a Sant’Antonio Tortal (Borgo Valbelluna). Si tratta dei punti vendita Crai [...]
Cronaca
| 19 agosto | 10:42
Nei giorni scorsi un giovane, immortalato dallo scatto di un'altra persona presente in quel momento sul posto, si è arrampicato sulla schiena [...]
Cronaca
| 19 agosto | 09:39
L'impatto è stato violentissimo tanto che l'animale è morto sul colpo mentre i due motocilisti sono stati sbalzati uno oltre la sede stradale, [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato