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Belluno
30 gennaio | 06:41

Al via “Up!Gen”, un progetto per aiutare i giovani bellunesi a realizzare i loro progetti. Si punta a coinvolgere oltre 800 ragazze e ragazzi del territorio

Si chiama “Up!Gen. Traiettorie da generare” ed è il nuovo progetto in partenza rivolto ai giovani bellunesi per aiutarli a realizzare i loro progetti di vita e lavoro. L’iniziativa mette in campo risorse per quasi 240 mila euro, di cui 190.470 finanziati da Fondazione Cariverona. Capofila è il Gal Prealpi e Dolomiti, cui si affiancano l’associazione Amici delle scuole in rete e la fondazione Elserino Piol Epi Hub

BELLUNO. Si chiama “Up!Gen. Traiettorie da generare” ed è il nuovo progetto in partenza rivolto ai giovani bellunesi per aiutarli a realizzare i loro progetti di vita e lavoro. “Spesso i ragazzi ci dicono che non vengono ascoltati: questo progetto li ascolta, li coinvolge e li rende concretamente protagonisti del loro futuro”.

 

Il progetto, di durata biennale, mette in campo risorse per quasi 240 mila euro (238.180 euro), di cui 190.470 finanziati tramite un bando di Fondazione Cariverona. Capofila è il Gal Prealpi e Dolomiti, cui si affiancano l’associazione Amici delle scuole in rete e la fondazione Elserino Piol Epi Hub, ma anche diversi istituti scolastici, Comuni e associazioni di categoria. Obiettivo principale è creare una comunità educante stabile tra i vari enti e le nuove generazioni, che in questi 24 mesi si impegnerà ad attivare percorsi formativi ed esperienze partecipative per i giovani delle scuole superiori.

 

Questi ultimi potranno infatti non solo presentare i loro progetti ed essere aiutati nel realizzarli, ma anche far parte dei processi decisionali. Sarà infatti creato all’interno del Gal un Gruppo giovani, composto da una decina di ragazze e ragazzi tra i 17 e i 20 anni che avranno a disposizione un budget dedicato (circa una decina di migliaia di euro) da investire nei progetti.

 

“Questa iniziativa - specificano dal Gal il direttore Matteo Aguanno e la presidente Sara Bona - segue altre già sviluppate dal territorio, con l’ambizione di fare un salto in avanti. Vogliamo infatti far sì che i giovani siano protagonisti in maniera attiva: non stabilire target che noi immaginiamo possano andare bene per loro, ma permettergli di mettere a terra le loro idee”.

 

Inoltre, con le Scuole in rete sarà realizzata una seconda indagine dopo quella del 2024 (qui i dati) per valutare se e come è cambiata la situazione rispetto alle principali tematiche che interessano gli studenti, e sarà aperto un portale di mentoring nel quale i ragazzi potranno trovare offerte formative e lavorative, orientamento universitario, risposte da parte di esperti di diversi settori, ma anche cercare supporto psicologico.

 

“L’attività della nostra associazione con e per i giovani - spiegano Daniela Mangiola, presidente dell’associazione Amici delle scuole in rete, e Franco Chemello, referente Scuole in rete - è già significativa e questa ulteriore possibilità incrementa obiettivi educativi per noi prioritari. Facciamo infatti attività di cittadinanza attiva a 360 gradi e abbiamo anche rinnovato il sito studentibelluno.it, nel quale il portale di mentoring permetterà ai ragazzi di trovare risposte alle loro esigenze formative e personali”.

 

Supporto sull’aspetto tecnologico arriverà invece dalla Fondazione Elserino Piol. “Noi puntiamo ad attrarre i giovani - concludono Andrea Piol e Claudio Canova - usando le tecnologie come leva. Il nostro ruolo sarà dunque aiutarli a mettere a terra i loro progetti, dalla fase di ideazione alla comprensione delle dinamiche d’impresa, ma anche fornire gli strumenti tecnologici necessari per operare. Non vogliamo usare la parola ‘startup’, perché spesso significa caricare i ragazzi e poi lasciarli a loro stessi: preferiamo pensare a spazi realizzati appositamente per farli lavorare insieme”.

 

Sul fronte della cittadinanza attiva, si punta a coinvolgere 800 giovani e 50 giovani volontari, realizzare 10 incontri nel territorio, 2 viaggi formativi e 5 incontri nelle scuole, oltre alla nuova indagine sui bisogni giovanili e la piattaforma digitale rinnovata. Dal lato invece della leadership, l’obiettivo è coinvolgere nei processi decisionali 20 ragazze e ragazzi, con 6 progetti da sviluppare sui temi dello sviluppo locale e della digitalizzazione.

 

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