Attacco hacker al policlinico "Salus": bloccati i dati personali dei pazienti, chiesto un riscatto in criptovalute
I fatti risalgono al pomeriggio del 31 agosto scorso. L'attacco è avvenuto tramite l'infiltrazione di un ransomware, un particolare virus capace di sottrarre o bloccare le informazioni personali

TRIESTE. Un grave attacco hacker ha colpito il Policlinico “Salus” di Trieste, dove dal pomeriggio del 31 agosto i sistemi informatici sono stati bloccati, comportando pesanti disagi alla struttura.
Ricoveri ordinari sospesi, prelievi e analisi di laboratorio rinviati, interruzione delle attività di prelievo, sono solo alcune delle conseguenze riportate nella casa di cura a seguito dell'emergenza.
Inizialmente i tecnici della Salus avevano ipotizzato che la paralisi dei sistemi fosse avvenuta a seguito di un importante guasto, ma le successive ricerche hanno fatto emergere una prospettiva ben più inquietante, vale a dire quella della pirateria informatica.
I seguenti approfondimenti hanno infatti evidenziato l'infiltrazione di un ransomware, una tipologia di virus frequentemente utilizzata nell'ambito della criminalità informatica per sottrarre o rendere inaccessibili i dati all'interno dei server, rischiando così anche di compromettere le informazioni personali contenute all'interno delle cartelle cliniche digitali dei pazienti.
La conferma dell'attacco hacker è arrivata quando ai vertici dell'azienda è pervenuta da parte dei malfattori una richiesta di riscatto espressa in criptovalute in cambio dello sblocco dei dati, anche in questo caso una modalità già riscontrata dagli organi inquirenti internazionali in altri fatti di aggressioni digitali ai danni di strutture sensibili.
In una prima fase, le indagini avviate hanno fatto emergere tra i possibili autori del grave attacco informatico un filone criminale russo-albanese già noto a livello europeo per la recente segnalazione di precedenti crimini inferti su scala internazionale, come l'attacco informatico registrato al Casinò della vicina Lipica, in Slovenia, di una settimana fa.
La ricorrente modalità della richiesta del riscatto mediante il pagamento in criptovalute viene sfruttata dalle gang informatiche, secondo gli investigatori, a causa dell'estrema difficoltà di tracciamento all'interno del mercato digitale. Attualmente il sito internet della struttura risulta ancora inaccessibile e le indagini proseguono.














