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FVG
01 settembre | 15:39

Sicurezza negli ospedali. La replica della Questura dopo i casi di aggressione: “Non abbiamo le risorse per un presidio permanente”.

Dopo le aggressioni al personale sanitario degli scorsi mesi a Trieste e a Monfalcone, Questura e Asugi ribadiscono la solidità e l'efficacia dell'attuale sistema di sicurezza, pur riconoscendo la necessità di dover riflettere sul disagio percepito da chi ha bisogno di cure 

Sicurezza negli ospedali. La replica della Questura dopo i casi di aggressione

TRIESTE. A margine della firma del nuovo protocollo d'intesa sulla sicurezza informatica tra la Polizia di stato e l'Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina (Asugi), siglato nella mattinata di oggi, 1° settembre, la questora di Trieste Lidia Fredella e il direttore dell'Azienda Antonio Poggiana hanno offerto una riflessione di ben più ampio spettro in merito alla situazione della sicurezza all'interno delle strutture ospedaliere delle province di Trieste e Gorizia.  

 

La Polizia ha inoltre dichiarato di continuare a monitorare il fenomeno, riuscendo comunque ad agire tempestivamente per la sicurezza negli ambienti sanitari, nonostante siano state messe in luce alcune difficoltà strutturali. 

 

Purtroppo le risorse attualmente disponibili sono limitate – ha dichiarato per Il Dolomiti la questora Lidia Fedrella -, e non ci consentono un presidio 'h24' all'interno degli ospedali. Tuttavia riusciamo a essere assolutamente presenti perché abbiamo delle linee dirette per le quali possiamo garantire l'immediatezza dell'intervento anche nelle fasce orarie nelle quali non dovesse esserci del nostro personale all'interno delle strutture”. 

 

La richiesta di un presidio permanente delle forze dell'ordine era stata richiesta a gran voce dai sindacati Uil, Fpl, Nurisind e Cisl Fp già lo scorso novembre, dopo aver diffuso la notizia di un uomo che, in forte stato di agitazione, aveva seminato il panico al Pronto Soccorso dell'ospedale di Cattinara, aggredendo fisicamente due infermiere e un barelliere, e danneggiando anche una serie di attrezzature e arredi del nosocomio. 

 

All'episodio sono poi seguiti altri gravi fatti di violenza avvenuti all'interno di strutture ospedaliere di competenza dell'Asugi, culminati con la doppia aggressione in poche ore contro operatori sanitari, avvenuta tra il 27 e il 28 luglio scorsi all'ospedale di Monfalcone, prima da parte di un paziente che aveva sferrato un pugno al collo ad un infermiere, poi di una donna, già nota per problemi di tossicodipendenza, che diede in escandescenze causando il ferimento di un'infermiera e di un'operatrice socio-sanitaria.

 

Chiediamo più presenza delle forze dell'ordine – riportava una nota a cura di Stefano Bressan, segretario della Uil Fp -,  sistemi di sicurezza e percorsi per pazienti a rischio”, auspicando inoltre “la severa applicazione delle norme nei confronti degli aggressori e maggior investimento nella cultura del rispetto”.

 

Casi di violenza ripetuti, che Fredella ha ricondotto a un senso di disagio accresciuto in una parte della società. “Sicuramente alcuni episodi richiedono molta attenzione – ha aggiunto la questora -, anche perché non sono più riconducibili a una certa insofferenza manifestata nella fase post-Covid, io personalmente vedo molto disagio nel senso proprio del termine. Insofferente è invece chi si trova ad avere necessità di qualche tipo di cura ed è per questo che si creano situazioni complicate, analogamente a quanto accade per le strade. Ma certamente il tasso di disagio oggi è tale che ci deve far indurre a delle riflessioni non solo dentro gli ospedali”.

 

Secondo Asugi inoltre nessun intervento è al momento necessario per aumentare la sicurezza, anche quella percepita, da parte del personale che opera all'interno delle strutture sanitarie, come ha sottolineato il direttore Poggiana.

 

Penso che abbiamo tutti gli strumenti per garantire la sicurezza negli ospedali – ha riferito -, in caso di emergenza possiamo attivare immediatamente la sala operativa direttamente attraverso la pressione di un pulsante ed è un sistema efficace. A questo si aggiunge il servizio delle guardie giurate. Dopodiché è chiaro che il comportamento improvviso di uno squilibrato che si mette ad alzare le mani non è sempre semplice da prevenire”. 

 

A completare ulteriormente la sinergia tra l'Azienda sanitaria e la Polizia, infine, subentra ufficialmente il nuovo protocollo d'intesa sulla sicurezza informatica, volto alla salvaguardia dei dati personali relativi alla salute, che sono stati definiti come un “valore inestimabile che il cittadino affida ad un ente terzo”, e quindi meritevoli di particolare tutela. Si tratta infatti di una misura di carattere preventivo sulla base di casi riscontrati perlopiù all'estero, in quanto non si sono verificati, allo stato attuale, attacchi di hacker in tal senso tanto verso l'Asugi quanto nel resto della regione.

 

 

 

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