"Caporalato, la ricerca di manodopera delle aziende a conduzione familiare non può aprire la strada allo sfruttamento: dignità del lavoro pilastro non negoziabile"
Confagricoltura del Trentino interviene dopo il grave caso di caporalato in Valsugana: "Trasparenza e dignità del lavoro sono pilastri non negoziabili". Dura condanna anche da Coldiretti: "Quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il mondo agricolo sano"

TRENTO. Non mancano le reazioni al gravissimo episodio di caporalato verificatosi nella zona della Valsugana: una storia terribile, fatta di violenze, minacce e prevaricazioni nei confronti di chi si trovava in una condizione d'indigenza e bisogno (qui l'articolo).
Confagricoltura del Trentino è intervenuta non solo per denunciare con fermezza l'episodio, ma anche per ribadire che sta portando avanti quotidianamente un’attività di tutela delle numerose imprese agricole del territorio che operano nel pieno rispetto della legalità.
“La realtà che impone il caporalato - ha commentato il presidente di Confagricoltura del Trentino, Diego Coller - si basa sullo sfruttamento della vulnerabilità delle persone, sulla violazione dei diritti del lavoro, su intimidazioni e violenze. Una realtà che non combacia con i valori di legalità e giustizia sociale che devono invece caratterizzare il nostro territorio".
"Il settore agricolo trentino è costituito prevalentemente da piccole aziende, spesso a conduzione familiare, che in alcuni periodi dell’anno fanno richiesta di manodopera aggiuntiva; la ricerca di questa manodopera però non deve aprire la strada a sistemi di sfruttamento e intermediazioni scorrette. Il lavoro che l’organizzazione datoriale porta avanti con costanza è proprio la salvaguardia dei lavoratori e delle aziende che operano in buona fede. Stiamo collaborando infatti su più fronti con la Provincia e con il Servizio lavoro per mettere a disposizione strumenti in grado di garantire alle aziende la disponibilità genuina di manodopera", ha concluso il presidente.
La presa di posizione di Confagricoltura del Trentino si inserisce in un contesto di massima allerta per tutto il comparto. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (Inl), d’intesa con il comando carabinieri, l'Inps e l'Inail, ha infatti avviato una campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo. Questa operazione di controllo ispettivo interesserà tutto il territorio nazionale nel periodo compreso tra l'1 giugno e il 30 settembre 2026, con la possibilità di un'estensione delle attività anche nei mesi successivi.
Confagricoltura ribadisce che "la trasparenza e la dignità del lavoro sono pilastri non negoziabili per lo sviluppo dell'agricoltura trentina" e che "continuerà a cooperare con le istituzioni per sradicare qualsiasi fenomeno di criminalità e caporalato dal tessuto produttivo locale".
Coldiretti: "Fatti criminali estranei al nostro mondo agricolo"
Parole di dura condanna anche da parte di Coldiretti Trentino-Alto Adige: "Ci teniamo a sottolineare - afferma il presidente Gianluca Barbacovi - con assoluta chiarezza che quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il mondo agricolo sano, con il lavoro dignitoso nelle campagne e con i valori di etica, rispetto e trasparenza che animano quotidianamente centinaia di migliaia di imprese agricole italiane. L’episodio descritto rappresenta un fatto puramente criminale. Tali derive rendono ancora più urgente mantenere altissima la guardia contro ogni forma di sfruttamento del lavoro, illegalità, marginalizzazione sociale e tentativi di infiltrazione criminale nelle nostre filiere produttive".
L'accaduto secondo Coldiretti impone una riflessione profonda e un rinnovato senso di responsabilità da parte di tutte le istituzioni, delle forze sociali e del mondo produttivo. "Non ci può essere spazio per l’illegalità - conclude l'associazione - : il nostro impegno resta massimo nel difendere il lavoro regolare, garantendo condizioni di dignità, sicurezza e tutela per tutti i lavoratori che contribuiscono con onestà al valore del nostro settore agroalimentare".












