"Ci abbiamo provato, ma non riusciamo a fermare l'impulso dell'endurista in moto di infilarsi sui sentieri per le bici". E, allora, l'associazione dice "stop" alla manutenzione
Da mesi, ormai, i sentieri che vengono utilizzati da istruttori, appassionati e utenti, alcuni dei quali realizzati ex novo proprio dall'associazione "Teste di Marmo" che ha sede a Lugo di Grezzana, in Lessinia, sono teatro delle scorribande di chi l'enduro lo pratica in moto. I percorsi realizzati in terra e argilla vengono letteralmente "scavati" e distrutti, diventando quasi inutilizzabili. "Da oggi i Trail verranno lasciati come sono. Non ce la sentiamo più di passare ore e ore a sistemare anche questo tipo di danni, come se non bastassero già quelli provocati dal maltempo"

GREZZANA. Amarezza, sconforto e anche rabbia. Sì, perché veder vanificato tutto il proprio lavoro per colpa del comportamento scriteriato e maleducato di "altri", fa tanto male, oltre a mettere a repentaglio l'attività che l'Asd "Teste di Marmo" svolge tutti i giorni, da oltre un decennio.
L'associazione sportiva dilettantistica, che ha la propria sede a Lugo, frazione di Grezzana, comune della Lessinia, a "due passi" dal confine con il Trentino, insegna la mountain bike e l'enduro ai giovani, che arrivano ormai da ogni parte del Veronese per cimentarsi sui percorsi che hanno reso la località delle Prealpi la "Capitale" delle due discipline in provincia.
Dunque cosa è accaduto che ha provocato in tutti i componenti delle "Teste di Marmo" (in zona ci sono tante segherie dove viene lavorato il marmo, da qui il nome) un senso di enorme amarezza, rabbia e, allo stesso tempo, impotenza?
E' presto detto: da mesi, ormai, i sentieri che vengono utilizzati da istruttori, appassionati e utenti, alcuni dei quali realizzati ex novo proprio dall'associazione, sono teatro delle scorribande di chi l'enduro lo pratica in moto. E, ovviamente spingendo al massimo, i percorsi realizzati in terra e argilla, vengono letteralmente "scavati" e distrutti, diventando di fatto inutilizzabili per i giovani.
Non ci sono solamente gli enduristi motorizzati veronesi, ma anche quelli provenienti da province limitrofe, Vicenza e Padova, che hanno trovato sulla Lessinia il luogo ideale per le proprie salite su rocce e terra.
"Noi ci abbiamo provato. Per anni. In silenzio - scrive l'associazione sui propri canali ufficiali -. Ma a un certo punto arriva, inesorabile, la rassegnazione. Abbiamo capito che non riusciamo a fermare l'impulso dell'endurista in moto di infilarsi sui sentieri dedicati alle bici. Sì, perché è proprio di questo che stiamo parlando. Non di sentieri che esistono da sempre e vengono utilizzati da tutti, cosa che sarebbe anche comprensibile, ma di Trail creati da zero per essere percorsi in bici, costruiti, puliti, mantenuti e segnalati appositamente. Eppure niente. Non ci si riesce. Siamo tutti pienamente d'accordo sul fatto che, nel week end, sia giusto che ognuno si diverta praticando la propria passione. Noi con le bici, altri con le moto. Ma la domanda rimane sempre la stessa: perché proprio sui Trail dedicati alle mountain bike, con le migliaia di chilometri che ci sono in giro? A questa domanda non siamo mai riusciti a dare una risposta. Forse quella più plausibile è anche la più semplice: quando trovi un sentiero curato, pulito e segnalato, fa gola a tutti".
La manutenzione dei sentieri viene svolta - in forma assolutamente gratuita - dai volontari delle "Teste di Marmo, che vedono quotidianamente rovinato il proprio lavoro. E, attenzione, perché poi c'è un altro enorme problema, il più "grande", quello legato alla sicurezza dei tracciati.
"Il problema è che dietro quel sentiero ci sono persone che dedicano gratuitamente ore e ore del proprio tempo per tenerlo in ordine - prosegue l'associazione dilettantistica -. E quando una moto lo percorre in salita, soprattutto con terreno bagnato, quello che rimane lo vedete nelle foto. Poi c'è un'altra questione, ancora più importante: la sicurezza. Il biker scende. La moto sale. E chi ci conosce sa bene che durante i weekend su questi Trail scendiamo anche con i bambini.
Prima o poi il rischio è che succeda qualcosa di serio. E sappiamo tutti come potrebbe andare a finire: quando succederà, forse qualcuno interverrà. E magari, alla fine, a rimetterci saranno tutti. Bici comprese".
E, alla fine, l'associazione ha deciso che no, stavolta la misura è colma e i sentieri non verranno sistemati. Con il rischio, tra l'altro, che i proprietari delle varie aree decidano di chiudere ogni transito: "per ottenere il via libera - spiegano le "Teste di Marmo" - e svolgere la nostra attività, chiediamo la possibilità di passare lì, garantendo in cambio la manutenzione dei percorsi e del bosco. Una sorta di "scambio" tra noi e i proprietari. Ebbene, se qualcuno, che non vuole assolutamente che vi passino le moto, deciderà per una scelta radicale, a rimetterci saranno tutti gli appassionati. Ci vuole rispetto e, da mesi, ci ritroviamo a dover rimediare agli scempi compiuti da altri".
I percorsi contraddistinti da un fondo roccioso non subiranno conseguenze (ma sono anche molto meno "gettonati" dagli enduristi in moto), quelli "terrosi" inevitabilmente sì.
"Quindi tutta questa pappardella serve semplicemente per comunicare ai nostri amici rider che amano la "Capitale" una cosa che sinceramente ci dispiace parecchio - conclude l'associazione -: da oggi i Trail verranno lasciati come sono. Non ce la sentiamo più di passare ore e ore a sistemare anche questo tipo di danni, come se non bastassero già quelli provocati dal maltempo. Sappiamo già che arriveranno commenti di motociclisti arrabbiati, convinti di avere tutto il diritto di passare con le proprie moto. Sul fatto che sia davvero così non entriamo nel merito: non siamo agenti di polizia e non vogliamo diventarlo. Questa comunicazione non nasce per creare una guerra tra bici e moto. Nasce solamente per informare chi percorre e ama questi Trail che, purtroppo, l'epoca dei Trail tirati a lucido finisce qui. Noi ci abbiamo provato. Davvero".


















