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Sondrio
22 marzo | 14:10

Dalle sedie, ai soprammobili, dai passeggini ai lettini, oltre 21mila oggetti salvati dalla discarica in meno di due anni, boom di cittadini al Centro del Riuso

Dal maggio 2024 al marzo 2026 il Centro del riuso ha registrato complessivamente 21.295 articoli in entrata e 18.088 in uscita. Nello stesso periodo, le persone che hanno utilizzato il servizio sono state 2.014 per il conferimento e 2.474 per il ritiro gratuito degli oggetti

di Redazione

UDINE. Un presidio importante per la sostenibilità ambientale, l’economia circolare e la diffusione di pratiche di consumo responsabile. Sono numeri in crescita nei primi due anni – quasi – di attività, del Centro del riuso di Udine che ha registrato una forte partecipazione dei cittadini, migliaia di oggetti rimessi in circolo e sottratti alla produzione di rifiuti.

 

Dal maggio 2024 al marzo 2026 il Centro del riuso ha registrato complessivamente 21.295 articoli in entrata e 18.088 in uscita. Nello stesso periodo, le persone che hanno utilizzato il servizio sono state 2.014 per il conferimento e 2.474 per il ritiro gratuito degli oggetti. Si tratta di individui singoli, non di accessi, il numero dei quali è ben più alto: almeno 4000 accessi totali per il rilascio degli oggetti, e oltre 7800 accessi per il ritiro.

 

Passando all’ “inventario” anno per anno, nel 2024 il Centro ha registrato 4.615 articoli consegnati e 4.035 ritirati, mentre nel 2025 — primo anno completo di attività — gli articoli in entrata sono stati 13.078 e quelli in uscita 11.325. Nei primi mesi del 2026, fino al 17 marzo, si contano già 3.602 articoli conferiti e 2.728 ritirati, ben più di mille al mese nel caso degli oggetti “donati”, a conferma di un servizio ormai stabilmente inserito nel contesto cittadino.

 

Un bilancio che evidenzia che evidenzia la capacità di offrire una seconda vita a beni ancora utilizzabili e contribuendo in modo diretto alla riduzione dei rifiuti.

 

“Il Centro del riuso è un progetto che, come amministrazione, abbiamo voluto sbloccare e avviare nel più breve tempo possibile dopo anni di immobilismo di chi ci ha preceduto, perché eravamo consapevoli dell’utilità di questo servizio. Questi numeri ci dicono che stiamo facendo scelte consapevoli e che la strada della sostenibilità ambientale può qualificare Udine a livello nazionale”, sottolinea l’assessora alla sostenibilità ambientale Eleonora Meloni.

 

Tra gli oggetti più consegnati, visibili anche nella pratica vetrina online, ci sono soprattutto beni legati alla vita quotidiana e alla casa: piatti, bicchieri, bottiglie e brocche, ciotole, vassoi, quadri, posate, soprammobili, pentole, libri e riviste, oltre alle sedie. Una graduatoria che trova ampio riscontro anche tra i beni più richiesti e ritirati, con piatti, bicchieri, bottiglie e brocche, posate, pentole, ciotole, lettini, passeggini, sedie, seggiolini e soprammobili tra gli articoli maggiormente scelti dagli utenti.

 

“I risultati raggiunti certificano non solo il buon funzionamento del servizio – ha spiegato l'assessora - ma anche una volontà chiara da parte dei cittadini di adottare e consolidare buone pratiche legate al riuso. Quasi il 90% degli oggetti passati per il centro ha trovato nuova vita, un dato che conferma la lungimiranza del progetto e la sua utilità per tutta la comunità udinese. Oggi il Centro del riuso è un incentivo a ridurre i rifiuti e a trasformare la cura degli oggetti e il riuso in una pratica quotidiana, concreta e sempre più condivisa”.

 

Soddisfatto dei risultati anche Claudio Siciliotti presidente di Net che gestisce la struttura.“I numeri del Centro raccontano meglio di qualsiasi parola quanto il riuso sia diventato una pratica concreta e quotidiana per i cittadini. Il 2025 rappresenta il primo vero anno a pieno regime del servizio e i risultati sono molto significativi, con migliaia di utenti coinvolti tra conferimenti e ritiri, che continuano anche nel 2026.Il Centro del riuso è un esempio concreto di economia circolare applicata: ogni oggetto che entra in questo circuito non solo prolunga il proprio ciclo di vita, ma evita anche di generare costi economici di trattamento e smaltimento, trasformando un potenziale rifiuto in una risorsa condivisa”.

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