Contenuto sponsorizzato
Trento
18 febbraio | 06:00

“Dissero che era una puntura d’insetto, invece avevo un tumore”, il dramma di Enrico Facchinelli: dalla caviglia violacea al pronto soccorso alla terribile diagnosi

Un vicenda drammatica iniziata nell'agosto del 2023 al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento, la visita medica lavorativa, gli esami che mostravano valori sballati e poi la corsa da uno specialista di ematologia e la diagnosi terribile. Ora Enrico Facchinelli ha perso il lavoro ed ha una invalidità del 67%: " Una sua più tempestiva diagnosi, risalente alla data della prima visita, avrebbe certamente evitato, se non ritardato, l’insorgenza dei sintomi e delle patologie successivamente accertate, migliorando la qualità di vita del paziente” ha scritto l'avvocato in una lettera 

“Dissero che era una puntura d’insetto, invece avevo un tumore”

TRENTO. Quei segni sulla caviglia e quel dolore sono stati liquidati come una banale puntura d'insetto. Ma sotto quelle tumefazioni si nascondeva un nemico silenzioso e raro. Una forma rara di tumore del sangue, una “policitemia vera Jak2 positiva”. E' una vicenda delicata e drammatica quella che ha visto protagonista Enrico Facchinelli, 52 anni, residente a Lavis. “Ora voglio capire cosa è successo, è giusto che io lo sappia e che le persone siano tutelate" spiega mentre ci racconta la sua storia. Una vicenda che coinvolge la sanità trentina e per la quale ora si attendono delle risposte.

 

Per capire questo dramma occorre tornare all'agosto del 2023 quando Enrico Facchinelli, con una caviglia gonfia, violacea e dolorante ha deciso, assieme alla moglie, di recarsi al pronto soccorso di Trento. Qui dopo circa un'ora di attesa viene sottoposto ad alcuni esami venosi e dopo un'altra ora e mezza viene richiamato in ambulatorio per i risultati e la diagnosi. “Sono entrato e mi è stato detto che era tutto a posto. La caviglia dolorante e violacea era l'effetto di una presunta puntura di insetto” ci racconta il 52enne.

 

Con questi risultati non gli resta altro che tornare a casa. Dopo circa una settimana il gonfiore alla caviglia e le tumefazioni migliorano, il dolore diminuisce. Ma qualcosa continuava a non andare e poco dopo comparve un forte bruciore al collo e alle spalle , altri sintomi di una malattia che, però, fino a quel momento non era stata riconosciuta.

 

“Ad un certo punto mi sono rivolto al mio medico di base – ci racconta il 52enne – per spiegargli quello che mi stava accadendo. Da lui mi è stato consigliato di prendere della tachipirina dicendomi che mi avrebbero aiutato”. Un consulto che purtroppo non ha portato a grandi risultati.

 

La svolta si è avuta a circa sei mesi dalla prima visita al pronto soccorso, quella nella quale si era parlato di una presunta puntura di un insetto. “Io lavoravo come operaio edile in un'azienda in Valsugana e come ogni anno sono stato sottoposto a delle analisi. Controlli di routine richiesti per la professione svolta. Gli esami li ho fatti alla mattina e attorno a mezzogiorno la segreteria della mia azienda mi ha contattato dicendomi che il laboratorio aveva bisogno di parlarmi e da qui ho saputo che alcuni valori non andavano bene e servivano ulteriori accertamenti”.

 

Enrico Facchinelli decide quindi di tornare il giorno successivo dal suo medico di base che una volta viste le analisi decide di fargli un'impegnativa per una ecografia completa all'addome e degli accertamenti ematologici. “Per gli esami l'attesa era di sei o sette mesi e non avevo tutto quel tempo. Ho scelto quindi di rivolgermi al privato e dopo due giorni ho trovato posto per l'ecografia che mi ha diagnosticato dei problemi alla milza. Un altro sintomo della malattia che mi sarebbe stata da lì a poco diagnosticata visto che va ad intaccare gli organi interni” ci spiega.

 

Per la visita ematologica Facchinelli decide, invece, di rivolgersi ad uno specialista a Bolzano. E' qui che arriva la prima diagnosi di una “policitemia vera Jak2 positiva”. “Mi è stato detto che il mio sangue era come il dentifricio ed immediatamente sono stato sottoposto ad una terapia con la necessità di salassi continui e controlli ogni 15 giorni”.

 

I sintomi che inizialmente sembravano dovuti, secondo il medico del pronto soccorso, a una puntura d'insetto, o il bruciore al collo e alle spalle 'curato' con una tachipirina, in realtà erano campanelli di allarme di un tumore. Una notizia tremenda dalla quale Enrico Facchinelli si è visto crollare il mondo addosso. “In poco tempo la mia vita è cambiata completamente. Gli stessi professionisti con cui ho iniziato la terapia non riescono a capire come possa essere successo che al pronto soccorso non fosse stato visto che c'era qualcosa di più grave”.

 

Enrico a causa del tumore in poco tempo perde il lavoro e gli viene poi riconosciuta un’invalidità al 67 per cento, con l’accesso ai benefici della legge 104, riconosciuti ai disabili. “Una sua più tempestiva diagnosi, risalente alla data della prima visita 26.08.2023, avrebbe certamente evitato, se non ritardato, l’insorgenza dei sintomi e delle patologie successivamente accertate, migliorando la qualità di vita del paziente” viene riportato nella lettera che l'avvocato Stefano Tomaselli, il legale a cui si è affidato Enrico Facchinelli, ha inviato all'Azienda per avere delle risposte a quello che gli è successo.

“E' giusto che io sappia che cosa è successo, perché i sintomi del tumore sono stati scambiati per una puntura di un insetto. Ora stiamo attendendo delle risposte dall'Azienda sanitaria di Trento. Lo faccio a tutela di tutti e non solo mia” conclude Enrico.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 15:01
Intervento di soccorso nel canyon del torrente Albola, nel territorio comunale di Riva del Garda
Montagna
| 08 agosto | 13:38
Il perdurare delle temperature elevate unito alla scarsità delle precipitazioni impone alle strutture in quota di riorganizzarsi per affrontare un [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato