Droga del palloncino, bombolette trovate nei parchi: scatta l'ordinanza in tre Comuni
I Comuni interessati sono nel Bresciano, poco lontano dalla zona del Garda: l'ordinanza è scattata dopo il ritrovamento, nei parchi pubblici delle zona o nelle vicinanze dei luoghi di aggregazione giovanile, di palloncini e bombolette esauste di protossido di azoto (N2O)

BRESCIA. Del fenomeno ne avevamo parlato negli scorsi mesi: in particolare tra i giovanissimi, la cosiddetta 'droga del palloncino' – l'inalazione di gas esilarante tramite l'utilizzo, appunto, di normali palloncini – si sta diffondendo in particolare in Lombardia, dove il ritrovamento di bombolette esauste di protossido di azoto (N2O) è sempre più frequente in zone pubbliche come parchi e giardini pubblici (Qui Articolo).
L'ultima segnalazione in merito al fenomeno arriva ora dal Bresciano e in particolare da tre Comuni poco lontani dalla zona del Garda: Mazzano, Nuvolera e Nuvolento. I sindaci delle tre località hanno infatti adottato un'ordinanza urgente contro l'uso ricreativo del “gas esilarante”. Un provvedimento, dicono le autorità, nato a seguito di “numerosi episodi segnalati sul territorio, in particolare il rinvenimento di palloncini e bombolette esauste. Tali evidenze indicano una crescente diffusione dell'uso ricreativo della sostanza, soprattutto tra i più giovani, con conseguenze preoccupanti”.
Il protossido di azoto è normalmente utilizzato per uso medico, alimentare, commerciale o scientifico. In altre parole non è attualmente considerata di per sé una sostanza illegale, rappresentando quindi un'alternativa a basso costo e particolarmente accessibile per giovani e giovanissimi, aumentando così la portata del rischio. L'effetto di una boccata dura circa dieci-quindici minuti, rendendone frequente l'uso ripetuto: negli utilizzatori provoca euforia, intorpidimento, distacco della realtà. I rischi a livello fisico non sono di poco conto: oltre alle possibili ustioni da freddo che il gas può provocare quando viene erogato, si parla anche di insufficienza respiratoria, carenza di ossigeno nei tessuti e persino infarti. L'uso prolungato può poi provocare un'importante carenza di vitamina B12, con potenziali effetti a livello neurologico. A tutto ciò va poi aggiunto il rischio dipendenza.
Nei tre Comuni, con decorrenza immediata e fino alla fine dell'anno, sarà quindi “vietata la vendita ai minori (e/o l'acquisto) di protossido d'azoto, in contenitori di qualsiasi ordine e dimensione, salvo giustificato motivo (medico, alimentare eccetera). È vietata la detenzione e/o l'utilizzo del protossido d'azoto (ossido nitroso, gas esilarante, N2O o qualsiasi altro nome o sigla lo individui) in contenitori di qualsiasi ordine o dimensione, salvo giustificato motivo (medico, alimentare eccetera)”.
L'inosservanza delle ordinanze porterà alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 25 a 500 euro, con pagamento in misura ridotta di 50 euro. Qualora la stessa violazione sia commessa per due o più volte in un anno, la sanzione sarà raddoppiata con pagamento in misura ridotta di 100 euro. La violazione, quando commessa da minorenni, comporta anche il sequestro e l'immediata distruzione del contenitore di protossido d'azoto – previa messa in sicurezza – e “di ciò sarà dato atto nel verbale di contestazione della violazione all'esercente la potestà genitoriale, quale autore del fatto, in quanto responsabile della violazione commessa dall'autore materiale minorenne”.












