''Ho provato stanchezza, un rigonfiamento alle gengive e mal di testa. In poche ore il ricovero, la vita stravolta e la perdita di autonomia. Mi ha salvata un donatore''
Giovedì a Lasino una serata di Admo Trentino per sensibilizzare la comunità sull'importanza della donazione di midollo osseo. Tra le persone che saliranno sul palco anche Alice Dallapiccola che racconterà di come in pochi giorni tutto è cambiato con la diagnosi di leucemia mieloide e di come solo grazie a un donatore è tornata a vivere

MADRUZZO. “Nel giro di pochi giorni ho iniziato a provare una forte stanchezza, un rigonfiamento delle gengive e, soprattutto, un mal di testa intenso e costante che non rispondeva a nessun tipo di antidolorifico. Dopo una settimana di malessere, su insistente consiglio di mio padre, ho deciso di recarmi al pronto soccorso di Cavalese. Lì il medico ha notato la presenza di ematomi su braccia e gambe e ha richiesto immediatamente gli esami del sangue e una Tac cerebrale. Nel giro di un'ora sono stata trasferita in ambulanza al reparto di ematologia dell'ospedale di Trento, dove mi è stata comunicata la diagnosi di leucemia mieloide e mi hanno ricoverato immediatamente”. A raccontare la sua storia è Alice Dallapiccola, oggi 35enne, tornata alla vita grazie alla donazione di midollo osseo da parte di uno sconosciuto. Dallapiccola sarà una delle persone che giovedì 29 ottobre 2026 alle 20 al Teatro Comunale di Lasino (Via Giuseppe Verdi, 1-4) interverranno alla serata di Admo Trentino, in collaborazione con il Comune di Madruzzo, organizza per informare e sensibilizzare la comunità sull'importanza della donazione di midollo osseo.
Nel corso della serata Monica Fantini, responsabile della sensibilizzazione di Admo Trentino, spiegherà come un gesto semplice può diventare speranza di vita per chi è affetto da leucemia o da altre malattie del sangue. L’incontro sarà arricchito da due testimonianze dirette. Alice Dallapiccola continua a ricordare come quel periodo sia stato ''surreale: la mia quotidianità era stata stravolta così profondamente e rapidamente che non riuscivo ancora a metabolizzare la gravità della situazione. Poco dopo mi hanno informata che, data la gravità della malattia rivelatasi in forma acuta, l'unica opzione sarebbe stata il trapianto di midollo osseo. Ci sono stati giorni in cui la debolezza era tale da impedirmi anche di alzarmi dal letto; il personale sanitario e i miei familiari dovevano provvedere alla mia igiene personale a letto, imboccarmi e assistermi in ogni minimo gesto quotidiano. La totale perdita di autonomia è stata una prova durissima”.
Alice è tornata alla vita grazie al dono di uno sconosciuto. “Penso molto spesso al mio donatore, a volte mi chiedo il motivo per cui si è iscritto, cosa fa nella sua vita, se è consapevole della gratitudine che provo nei suoi confronti e della straordinaria opportunità che mi ha dato. Quando ero ricoverata - conclude - ero tormentata dall’idea che non avrei più potuto fare un bagno al lago o al mare. È solo grazie al suo gesto generoso e altruista se ho potuto riappropriarmi della mia vita e se, finalmente, posso tornare a fare un tuffo o un qualsiasi semplice ma prezioso gesto”.
Patrick Scarpari, che ha donato il midollo osseo a una persona sconosciuta, offrirà invece il suo punto di vista di donatore effettivo di midollo osseo: “Quando ho donato ho provato un’emozione così forte da cambiarmi la vita. Mi sento una persona diversa, migliore: ho regalato speranza mettendo a disposizione solo qualche ora del mio tempo”. “Finita la donazione - conclude - ho incrociato nei corridori dell’ospedale il corriere arrivato per ritirare la sacca contente una parte di me: sapere che il mio midollo stava per essere trasportato mi ha colpito tantissimo. Stavo realmente facendo la differenza per la vita di qualcuno”.
Durante l’evento sarà possibile iscriversi ad Admo Trentino e diventare aspiranti donatori di midollo osseo. L’ingresso è libero e gratuito.














