''In Trentino perse quasi 1.000 attività commerciali in 10 anni''. Commercio di prossimità in crisi, Confesercenti scende in piazza: "Persi 85 milioni di euro"
Il 17 e il 24 settembre Confesercenti sarà in piazza per raccogliere firme a sostegno della propria proposta di ddl "Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità"

TRENTO. “Il commercio di prossimità è in crisi. Dal 2019 al 2025 abbiamo perso il 12,8 per cento di attività commerciali sul territorio, per una perdita economica attorno agli 85 milioni di euro”. È l’appello di Confesercenti del Trentino, che il 17 e il 24 settembre scenderà in piazza a Trento per promuovere la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare "Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità".
“Il trend non è cambiato – spiega Mauro Paissan, presidente di Confesercenti del Trentino –. Solo in Trentino negli ultimi 10 anni abbiamo perso quasi 1000 attività commerciali, principalmente commercianti al dettaglio. Per questo a livello nazionale abbiamo deciso di proporre questo ddl, che introdurrebbe degli strumenti per contrastare la crisi”.
Secondo Paissan, le ragioni della crisi sono molteplici e vanno ricercate in un cambiamento strutturale del mercato e in un sistema che fa fatica ad adattarsi: “Le liberalizzazioni hanno modificato in profondità la rete distributiva, le abitudini di consumo e l’organizzazione delle imprese. A questo si è aggiunto l’ecommerce, che oggi non è più un fattore esterno, ma una componente strutturale del mercato. Pensare a un semplice ritorno al passato non è realistico”, scrive.
Le principali misure proposte da Confesercenti prevederebbero vantaggi fiscali per i commercianti, sostegno economico diretto e una semplificazione burocratica. Il tutto con particolare attenzione agli esercizi di vicinato e in generale a tutte le attività in stato di sofferenza. Le misure interesserebbero le cosiddette Zone Economiche Speciali di Prossimità (Zespro), ovvero delle aree urbane e periurbane individuate a livello locale come più fragili.
“Dietro ogni serranda abbassata ci sono lavoro, servizi e relazioni che vengono meno. Nelle valli come nei quartieri delle città, i negozi di prossimità sono punti di riferimento per chi vive e lavora sul territorio, soprattutto per gli anziani e per chi ha difficoltà a spostarsi. La loro presenza contribuisce a rendere i luoghi più vivi, accoglienti e sicuri”, conclude Paissan.
La proposta di Confersercenti ha quasi raggiunto le 45 mila firme, avvicinandosi sempre di più all’obiettivo delle 50 mila. Il 17 e il 24 settembre, dalle 9.30 alle 11.30, saranno allestiti dei gazebo a Trento, in via don Arcangelo Rizzi, per continuare la raccolta.















