Incendio di Spormaggiore, la pioggia ha raffreddato il terreno ma non è stata sufficiente a far considerare superata l’emergenza: "Teniamo la guardia alta"
Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha effettuato un sopralluogo alla base operativa dalla quale vengono coordinate le operazioni dello spegnimento dell'incendio boschivo sopra Spormaggiore: "Grande collaborazione e competenze in campo". Situazione sotto controllo, ma continua il presidio. I numeri dell'intervento

TRENTO. "Si è riusciti a contenere e controllare in sicurezza il fenomeno". A intervenire Maurizio Fugatti, il presidente della Provincia ha effettuato un sopralluogo alla base operativa allestita in località Priori, nel Comune di Cavedago, dalla quale vengono coordinate le operazioni per lo spegnimento dell’incendio boschivo che da giorni interessa le pendici del monte Bedolé, in località Contra, sopra l’abitato di Spormaggiore (Qui articolo). "Voglio ringraziare tutti per la grande collaborazione istituzionale e tra le forze intervenute sul campo. Sono stati giorni complicati, in un periodo di forte presenza turistica. È la dimostrazione che il gioco di squadra è essenziale per garantire sicurezza alla comunità".
Il presidente ha incontrato i vigili del fuoco volontari, il personale della Protezione civile e gli altri operatori impegnati nelle attività di spegnimento e di bonifica, per esprimere loro il ringraziamento per l’impegno e la professionalità dimostrati. E' stato fatto il punto sull’evoluzione dell’incendio e sulle operazioni ancora in corso. La situazione è attualmente sotto controllo, ma l’incendio non può ancora essere definito estinto.
"Consideriamo l'incendio un sorvegliato speciale", dice Umberto Meneghini, ispettore dell'Unione distrettuale di Mezzolombardo. "Non possiamo abbassare la guardia e abbandonare l’area fino a quando non arriveranno precipitazioni abbondanti". La pioggia caduta nel pomeriggio ha contribuito a bagnare e raffreddare il terreno, ma non è stata sufficiente a far considerare superata l’emergenza.
Terminata la fase più intensa della precipitazione, 20 minuti durante i quali sono caduti circa 10 millimetri di pioggia, il diradarsi della copertura nuvolosa e il vento hanno infatti favorito la ripresa di alcuni focolai. L’attività di monitoraggio e presidio proseguirà anche nelle prossime ore. L’elicottero, ha spiegato Meneghini, sarà operativo indicativamente dalle 7 alle 20, mentre nella mattinata di domani è prevista una ricognizione preventiva con i droni, per verificare la presenza di eventuali zone ancora calde.
L’obiettivo è mantenere sotto controllo il fronte e scongiurare il rischio che il fuoco possa spostarsi sul versante opposto, eventualità che renderebbe ancora più complesso intervenire contemporaneamente sui due versanti. Per tale ragione domani forze di terra realizzeranno in quota una striscia tagliafuoco per evitare che le fiamme possano interessare dei mughi e riprendere vigore. E' stato quindi illustrato, dati alla mano, il lavoro svolto negli ultimi giorni.
L’elicottero dei vigili del fuoco permanenti ha effettuato circa 500 lanci, per un totale di circa 360 metri cubi di acqua. Il Canadair intervenuto nelle operazioni di spegnimento ha effettuato 69 lanci, sganciando complessivamente circa 414 metri cubi di acqua.
Sul versante opposto, dal territorio di Sporminore, è stato inoltre assicurato il rifornimento idrico per gli interventi dell’elicottero. Dalle ore 23 del 15 agosto a oggi sono stati effettuati 183 viaggi dal consorzio irriguo alla malga Prà di Giovo, per un totale di circa 350 metri cubi di acqua, utilizzata per le operazioni aeree. Al campo base sono inoltre disponibili circa 50 metri cubi di acqua come riserva.
Da giorni sono impegnati nelle operazioni i 16 corpi dei vigili del fuoco volontari del distretto di Mezzolombardo, a partire dal corpo di competenza, guidato dal comandante Giuseppe Malfatti, che opera in costante raccordo con l’amministrazione comunale. Impegnati anche i corpi del Distretto di Cles, Fondo, Val di Sole e Trento per gli approvigionamenti d'acqua con le autobotti.
Il coordinamento delle attività a terra è eseguito con la collaborazione dell’Unità di comando locale del Distretto Vigili del fuoco volontari delle Giudicarie, mentre le operazioni aeree sono coordinate dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento del Corpo forestale trentino, con i propri collaboratori. Presenti al punto anche il Dipartimento protezione civile, foreste e fauna della Provincia, Stefano Fait, il sindaco di Spormaggiore, Alessandro Pezzi, di Cavedago, Corrado Viola, e di Andalo, Eleonora Bottamedi, il presidente della Federazione dei corpi dei vigili del fuoco volontari, Luigi Maturi.













