Investì e uccise la giovane promessa del ciclismo Sara Piffer, il pensionato 72enne patteggia due anni per omicidio stradale
Si è chiuso il procedimento giudiziario a carico del pensionato che investì e uccise la giovane promessa del ciclismo Sara Piffer, due anni con pena sospesa

TRENTO. Sono passati 14 mesi dalla tragica mattina del 24 gennaio 2025 quando la 19enne ciclista Sara Piffer morì travolta da un auto mentre si allenava in bici con il fratello Christian (QUI ARTICOLO): il 72enne che la investì ha patteggiato due anni per omicidio stradale, con pena sospesa.
Sì è chiuso il procedimento giudiziario a carico del pensionato residente in Rotaliana, un falegname in pensione, che era finito sul banco degli imputati per aver investito la giovane promessa del ciclismo di Palù di Giovo che correva per la Mendelspeck e aveva iniziato a gareggiare per il Velo Sport Mezzocorona.
Tornando al tragico incidente, secondo le ricostruzioni l'uomo - alla guida della sua utilitaria in via Battisti che unisce Mezzolombardo a Mezzocorona - proveniva dalla direzione opposta rispetto ai due giovani ciclisti e stava superando un altro mezzo quando ha investito Sara Piffer. Un impatto tremendo che non aveva lasciato scampo alla giovane promessa del ciclismo e che ha reso vano l'immediato intervento dei sanitari.
Il tragico episodio sconvolse molto la comunità e mise prepotentemente al centro del dibattito pubblico, trentino e nazionale, la questione della sicurezza delle due ruote sulla strada (QUI ARTICOLO).
Tornando al procedimento giudiziario, al termine dì questo non è stato previsto inoltre alcun risarcimento danni in favore della famiglia di Sara Piffer, che non si è costituita parte civile. Al 72enne è stata inoltre sospesa la patente per quattro anni.












