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10 marzo | 18:39

Le nozze gay dei sindaci di Fratelli d'Italia e Lega: il 27 giugno Alessandro Basso e Loris Bazzo convoleranno a nozze

Da cinque anni Alessandro Basso e Loris Bazzo sono una coppia e svolgono il medesimo lavoro. Nulla di strano se non fosse, caso unico in Italia, che entrambi sono sindaci. Dal 2025 Basso, esponente di Fratelli d'Italia, è infatti il primo cittadino di Pordenone, il secondo, in quota Lega, è al suo secondo mandato alla guida di Carlino, comune di circa 3mila abitanti della provincia di Udine

PORDENONE. Matrimonio politico. E adesso anche civile.

 

Da cinque anni Alessandro Basso e Loris Bazzo sono una coppia affiatatissima e, curiosità, svolgono il medesimo lavoro. Nulla di strano (in quante famiglie accade? Tantissime) se non fosse, caso certamente unico in Italia, che entrambi sono sindaci.

 

Dal 2025 Basso, esponente di Fratelli d'Italia, è infatti il primo cittadino di Pordenone, il secondo, in quota Lega, è al suo secondo mandato alla guida di Carlino, comune di circa 3mila abitanti della provincia di Udine.

 

La data fissata per le nozze è il 27 giugno e la location scelta è il Chiostro di San Francesco a Pordenone: a celebrare il matrimonio sarà Alvaro Cardin, sindaco del capoluogo friulano dal 1983 al 1993 ed è certo che il testimone del primo cittadino di Carlino sarà l'imprenditore Vincenzo Zanutta, titolare dell'omonimo colosso internazionale nell'ambito della fornitura di materiali per l'edilizia e presidente del Cjarlins Muzane, club calcistico che milita in serie D.

 

La coppia vive a Carlino in compagnia dei quattro animali di casa, due bulldog francesi e due gatti, dividendosi tra gli impegni professionali e la vita coniugale. Basso e Bazzo (che in precedenza è stato sposato ed è padre di due figli) hanno superato pregiudizi e vissuto la loro storia alla luce del sole, confidando di non essere mai stati vittima di discriminazioni.

 

Il Partito Democratico del Friuli Venezia Giulia ha rivolto, tramite una nota ufficiale, "felicitazioni sincere senza polemica" ai due sindaci, che "compiono assieme un passo così importante per loro e per le famiglie, reso possibile dalla legge sulle unioni civili approvata da un governo di centrosinistra con voto di fiducia".

 

"Allora - prosegue il comunicato - il centrodestra fu contrario, ma la scelta dei due sindaci è la prova che i tempi erano maturi per una buona legge, ed è stato capito. Poteva esserlo anche il ddl Zan".

 

Ai due futuri sposi il Pd "augura di poter vivere questo momento di gioia privata e sociale con l'animo sgombro dalle ombre della polemica politica", nella speranza che "la  felicità di Basso e Bazzo possa essere un buon presagio per molte coppie che, per status, pregiudizi o altro, non possono vivere in piena luce il loro amore né tantomeno formalizzarlo acquisendo pari diritti e doveri".

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