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Belluno
15 dicembre | 19:22

Bond e Calligaro, Fratelli d’Italia porta due bellunesi in Regione: “Montagna al centro: servono risorse e un approccio diverso ai problemi del territorio"

A poche ore dall’ufficializzazione della nuova Giunta regionale, Fratelli d’Italia presenta i suoi due eletti bellunesi Dario Bond e Silvia Calligaro. Il coordinatore Luca De Carlo: "Ora non c’è più solo un partito guida, ma c’è un ritorno alla politica e al confronto e noi lo faremo con due persone di esperienza che saranno il nostro presidio dentro la Regione”

BELLUNO. “Giorni intensi ma ricchi di soddisfazione”. Così, a poche ore dalla nomina della nuova Giunta del Veneto, il senatore Luca De Carlo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, apre la presentazione dei due candidati bellunesi del partito eletti a Venezia. Dall’incontro sono emerse prospettive e gli immancabili buoni propositi, non senza togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa.

 

Sabato 13 dicembre il neo presidente Alberto Stefani ha ufficializzato gli assessorati, di cui uno è finalmente andato a Belluno. Le deleghe su agricoltura, foreste, politiche venatorie e aree montane vanno infatti al presidente del Fondo comuni confinanti Dario Bond (qui la composizione completa), mentre entra come consigliera Silvia Calligaro - che decade da sindaca di Vigo di Cadore (elezioni a primavera 2026) e da vice presidente della Provincia (elezioni a marzo, salvo proroghe).

 

“Per FdI - prosegue De Carlo - Belluno è stata la provincia migliore nel Veneto. Ci eravamo abituati nel 2018, ma stavolta, viste le difficoltà in Regione, c’è ancora più orgoglio. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al risultato straordinario di Bond e Calligaro: una crescita sul territorio non solo estemporanea, ma di tutto il movimento”. Soddisfazione quindi per le deleghe definite strategiche per la provincia, ma anche per un bellunese in Giunta che potrà mantenere un “occhio di attenzione particolare” sulle questioni rilevanti per la montagna. “Ora - conclude De Carlo - non c’è più solo un partito guida, ma c’è un ritorno alla politica e al confronto e noi lo faremo con due persone di esperienza, che saranno il nostro presidio dentro la Regione”.

 

La montagna: equità nei fondi e regole su misura

 

A iniziare è Dario Bond: dopo i ringraziamenti agli elettori, non manca di evidenziare un paragone con Forza Italia che, alcuni anni fa, lo aveva escluso nonostante i voti presi. “Pur essendo stato il secondo più votato in Veneto in relazione alla popolazione - puntualizza - 15 anni fa Forza Italia mi girò le spalle perché riteneva che a Belluno non servisse un assessorato. Con FdI invece la serietà è emersa tutta, perciò ringrazio la presidente Meloni, il ministro Lollobrigida, il coordinatore De Carlo e il senatore Speranzon, che hanno blindato la posizione di Belluno senza avere alcun dubbio sul risultato finale”.

 

In particolare si occuperà di agricoltura, caccia e pesca, bonifiche, demanio idrico e coordinamento dei fondi europei. A pesare è però soprattutto la questione bellunese, i cui temi toccano in realtà l’intera montagna. “Il presidente Stefani ha rimarcato con forza un assessorato alla montagna - spiega Bond - perché a monte c’è una legge, da poco approvata, che, pur non avendo molti soldi, crea un quadro di riferimento ben inserito nella vita quotidiana dei cittadini e sul quale dovremo costruire un’impalcatura. Attualmente infatti a Venezia non c’è una posta di bilancio dedicata, ma è tutto da costruire e potremo farlo grazie alla dignità data alla montagna a livello nazionale” (qui Calderoli).

 

Con il prossimo bilancio (verosimilmente tra gennaio e febbraio) si tratterà quindi di costruire le possibilità per il futuro, in particolare dando indicazione sull’uso dei fondi europei. Infine, servirà un coordinamento su quelli già a disposizione. “Non è possibile - specifica Bond - che ci siano fonti di finanziamento che intervengono su alcuni territori e ne lasciano in disparte altri. Per coprire il gap con le aree che beneficiano dei fondi di confine, dunque, servirà un ufficio dedicato a tutte le risorse, in vista della ridefinizione dei fondi europei nel marzo 2028 (quando partirà il nuovo Quadro finanziario pluriennale Ue, ndr)”.

 

Non si esprime invece su caccia e pesca, temi sui quali Bond promette di “farsi aiutare” e dei quali si è invece finora occupata, aiutata anche lei dagli esperti, Silvia Calligaro, che in Provincia ne aveva la delega (oltre ai trasporti). “I miei voti - conclude - sono stati presi soprattutto nelle terre alte, dove è servito il gioco di squadra. Grazie quindi ai miei montanari che hanno dato fiducia a una ragazza giovane, sdoganando un concetto per cui siamo visti come chiusi e retrogradi”. Anche per lei, sarà al centro la montagna. “Deve esserlo - conclude - anche come approccio: la specificità della provincia richiede regole cucite su misura, perché abbiamo problematiche diverse dalla pianura. Il fatto che Bond ne rappresenti la parte bassa e io quella più alta permetterà un’importante complementarietà: tra di noi c’è un ottimo rapporto e possiamo fare un amalgama vincente per il territorio”.

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