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Belluno
16 novembre | 06:44

Elezioni regionali, Maurizio Gasparri: “A Belluno più infrastrutture: l’ambientalismo estremo crea solo paralisi”. Si punta al dopo Zaia: “Ora l’opportunità di contare”

Si è svolto al Centro Giovanni XXIII il convegno di Forza Italia sul futuro della montagna. Presente il senatore Maurizio Gasparri, che ha elogiato il recente (e ulteriore) passo indietro del Parlamento europeo sul green deal e auspicato maggiori infrastrutture anche per la provincia di Belluno. E non sono mancati gli appelli contro l’astensionismo, colpa anche e soprattutto del Movimento 5 Stelle

BELLUNO. Come costruire il futuro della montagna? Per rispondere arriva a Belluno Maurizio Gasparri, senatore e capogruppo di Forza Italia in Senato, che punta alla risalita del partito alle prossime elezioni regionali. “FI ha l’obiettivo di recuperare una forza a due cifre, con una presenza seria nel governo della Regione Veneto da cui siamo stati ingiustamente espulsi. Abbiamo avuto fasi difficili, ma oggi c’è una crescita positiva del nostro consenso in tutto il territorio nazionale e siamo convinti che anche in Veneto potremo fare altrettanto”.

 

L’occasione è il convegno di FI e Azzurro Donna su “Infrastrutture, sanità, sociale e lavoro con la forza delle donne” che si è tenuto ieri, venerdì 14 novembre, al Centro Giovanni XXIII. Diversi i relatori intervenuti, sullo sfondo inevitabile del tema voto. “Siamo contenti di questa fase di FI – prosegue Gasparri - che in Veneto ha scritto pagine di storia e ora sta recuperando. Il nostro compito è dare voce a tutti i territori, tra cui Belluno, una zona importantissima con sacche di ricchezza e aree interne più disagiate alle quali vogliamo dare un servizio moderno. Oggi ci si illude che la tecnologia possa arrivare ovunque, ma oltre alla banda larga servono risposte in collegamenti e sanità e le infrastrutture sono una delle vocazioni di FI, da sempre contro i partiti del no perché la tutela dell’ambiente e dei territori non vuol dire condannarli all’isolamento”.

 

Gasparri cita inoltre il voto di giovedì al Parlamento europeo, che ha fatto un’altra marcia indietro nel travagliato cammino del green deal alleggerendo la normativa che obbliga le aziende a rispettare regole di rendicontazione e sostenibilità. “Il partito popolare, di cui siamo esponenti - conclude - ha votato contro le politiche dei socialisti che tengono il green deal come una camicia di forza dell’Europa, la quale deve rispettare l'ambiente ma anche creare infrastrutture e sviluppare attività produttive. A volte infatti l’ambientalismo estremo crea solo paralisi: lo vediamo con la Tav, per lungo tempo il Mose, ora il Ponte sullo stretto. C’è sempre un partito del no, noi invece vogliamo tutelare le risorse ma anche garantire lo sviluppo di infrastrutture fondamentali per aree come la provincia di Belluno”.

 

Non sono mancati però anche gli appelli al voto, di fronte all’unica certezza oggi: la continua crescita del partito dell’astensione. “Per il Veneto è un momento storico significativo – afferma Patrizia Bisinella, consigliera comunale a Verona e già senatrice - perché negli ultimi 15 anni c’è stato un monocolore Zaia-Lega, mentre ora abbiamo l’opportunità di contare in maniera precisa, arrivare in Consiglio regionale con quanti più candidati possibile e determinare le scelte politiche per i territori. E quello bellunese è stato tra i più trascurati in termini di servizi, perciò i nostri candidati hanno bisogno del vostro sostegno: la più grande preoccupazione è infatti l’astensionismo e FI è stata andare nei territori esortando a votare, perché solo la partecipazione attiva consente di cambiare le cose”.

 

“Viviamo in un momento storico delicato – aggiunge Isabella Dotto, coordinatrice Azzurro Donna per la provincia di Vicenza – caratterizzato dall’affievolimento della partecipazione elettorale, da una disillusione collettiva e da una stanchezza diffusa nei confronti della stessa democrazia. Le ragioni di questo sono molteplici: una delle principali è da attribuire a certa politica, cioè il M5S, che ha fatto molto male al Paese dicendo ad esempio che avrebbe abolito la povertà e che si sarebbe potuti campare su una poltrona grazie al reddito di cittadinanza. Ma c’è anche una comunicazione politica fuorviante, fatta di linguaggio aggressivo e troppi slogan, nella quale FI si distingue per un approccio più equilibrato. Infine una parte della cittadinanza ha smesso di lottare per ciò che conta: eppure oggi dobbiamo soffermarci sul significato più autentico del voto, perché è lo strumento attraverso cui la democrazia prende forma, si rinnova e fa sì che quel voto sia libero e consapevole”.

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