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Belluno
16 dicembre | 06:40

Il futuro di Luca De Carlo in Veneto: “Mi rimetto al partito, ma non c’è un clima ostile verso di me”. E sul lavoro la delega a Pavanetto è “segnale di attenzione al tema”

In occasione della presentazione dei rappresentanti bellunesi di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, il coordinatore veneto del partito Luca De Carlo ha fatto il punto sul suo futuro in Regione, negli scorsi giorni messo in discussione dopo il superamento della Lega alle urne. Ecco cosa è emerso

BELLUNO. In occasione della presentazione dei due rappresentanti bellunesi di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, il coordinatore veneto del partito Luca De Carlo ha fatto il punto anche sul futuro in Regione.

 

Dopo il sorpasso della Lega nelle urne elettorali, infatti, la gestione regionale del senatore sembrava essere in discussione. Alcuni giornali davano per certa la fine del suo ruolo in Veneto, ma il diretto interessato non è preoccupato. “Per noi Belluno - spiega, affiancato dai neo eletti Dario Bond e Silvia Calligaro (qui il dettaglio) - è la provincia più importante del mondo, ma oggettivamente è piccola dentro la regione perciò la soddisfazione oggi è ancora più grande. Ora si apre una sfida diversa, cioè incidere sul territorio grazie a due esponenti che sapranno farsi onore e che racconteranno quanto stanno facendo. Appare infatti fondamentale che si conosca il nostro lavoro, perché spesso facciamo cose che non riusciamo a comunicare: motivo quindi per essere ancora più presenti. Qualcuno ci rimprovera di essere sempre sulla stampa, ma negli anni ho imparato che un atto non è completo finché non viene comunicato. Perciò meno annunci e più concretezza”.

 

Vale anche per il suo lavoro in Veneto? “Per sapere come finirà - afferma De Carlo - serve la sfera di cristallo. Al momento va bene: abbiamo fatto la giunta e aumentato il numero delle nostre presenze in Consiglio regionale. Le valutazioni vanno sempre fatte rispetto alle elezioni: abbiamo un 32% alle politiche, 37% alle europee, 18,5%, con punte del 27% guarda caso nella mia provincia, alle regionali. Questo nonostante le oggettive difficoltà date, da un lato, dal non avere avuto il candidato presidente, cosa che ha scoraggiato coloro i quali se lo aspettavano di Fratelli d’Italia e che, con molta probabilità, non hanno partecipato al voto; dall'altro dal fatto che il partito del presidente ha raccolto il cosiddetto il voto utile. A questo si aggiunge la performance del governatore uscente, cosa che ha ridotto quella parte di voto utile. Se andiamo a vedere le percentuali delle preferenze, però, FdI è il partito nel quale gli elettori ne hanno date di più, a dimostrazione di liste forti fatte dal coordinatore regionale”.

 

Dunque la colpa è stata del voto utile e della scelta del candidato leghista - arrivata, lo ricordiamo, a ridosso della data delle elezioni. “In queste condizioni - prosegue ancora De Carlo - tale voto è andato a chi aveva il candidato governatore. Noi, grazie alle liste forti, abbiamo raggiunto l'obiettivo. Dopodiché, io faccio il coordinatore regionale da quasi sei anni, e se aggiungiamo l’incarico da commissario sono di più: credo quindi di essere il più longevo coordinatore del partito in Italia. Certo non sono eterno, ma sono pendente da quello che sceglie il mio partito, che in tempi difficili ha scelto me per crescere. E i dati sono innegabili: mi rimetto quindi alle valutazioni, ma non sento un clima ostile nei miei confronti”.

 

Se non c’è stata la presidenza per FdI, è però del partito il vice Lucas Pavanetto, cui passa la delega al lavoro prima dell’assessora Valeria Mantovan. Un tema cruciale per Belluno, viste le crisi aziendali in atto (qui l’intervento della Regione).

 

Come mai questo cambio, in un momento così delicato? “Il tema lavoro - conclude De Carlo - è passato al vice governatore, quindi abbiamo dato un segnale forte di attenzione al tema considerata l’autorevolezza del ruolo. Pavanetto è stato capogruppo e conosce perfettamente la macchina amministrativa, mentre a Mantovan è stata data la cultura unendola così a formazione e istruzione in un filone omogeneo. Su tante questioni ci stiamo già interfacciando con il Ministero e con alcune realtà produttive per arrivare a un accordo, anche perché qualche azienda che viene da altre nazioni forse non aveva chiara la normativa italiana. Siamo quindi sul pezzo e il lavoro di squadra tra Regione, la mia commissione e il Ministero, le amministrazioni e i nostri rappresentanti regionali è continuo. A prescindere dalla delega, credo quindi che l’attenzione che vi stiamo dando sia palese: valutateci sempre su quello che facciamo più che sugli incarichi”.

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