Fratelli d’Italia: cinque candidati bellunesi in Veneto. Si punta su esperienza amministrativa e sanità. "Dopo l’era Zaia, pronti a governare e far crescere la regione"
Presentati gli aspiranti consiglieri regionali per la provincia di Belluno di Fratelli d'Italia, alla presenza del senatore Luca De Carlo e del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti. Tra le priorità sanità, Terna, spopolamento e la rivendicazione delle concessioni idroelettriche. "Il risultato del partito sarà sicuramente importante"

BELLUNO. Fratelli d’Italia mette in campo cinque candidati, "come i cerchi olimpici", con l'obiettivo di essere il primo partito anche in Regione.
Presentazione ufficiale per gli aspiranti consiglieri regionali per la provincia di Belluno, alla presenza del senatore Luca De Carlo e del ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti, che commenta: "Sono certo che Belluno sarà la primogenita come risultato elettorale di tutto il Veneto".
Si parte dalla "fine dell’era di Zaia e dell’uomo solo al comando", alla quale fa seguito "una sfida affascinante - afferma De Carlo - che affrontiamo con una squadra rappresentativa di tutti i territori e di grande esperienza amministrativa: caratteristiche importanti per rappresentare la provincia concretamente e senza chiacchiere. Abbiamo infatti pensato che quando c'è un cambio radicale in Regione, si debba fornire capitale umano fatto di persone che sanno come funziona la macchina amministrativa, perché non crediamo agli improvvisati. In Veneto siamo il primo partito già dal 2022, ma più che i numeri quello che conta è raccogliere il consenso come punto di partenza per soddisfare i bisogni dei veneti".
Ecco allora i candidati: Dario Bond, imprenditore agricolo di 64 anni, già consigliere regionale e deputato, oggi presidente del Fondo comuni confinanti, Silvia Calligaro, avvocata di 38 anni, sindaca di Vigo di Cadore, vicepresidente della Provincia di Belluno e presidente provinciale del partito (temporaneamente sostituita dal neo nominato commissario provinciale Alessandro Urzì), Massimo Bortoluzzi, 51 anni, geometra, consigliere provinciale e consigliere comunale ad Alpago, con deleghe a difesa del suolo, protezione civile e mobilità, Milena De Zanet, bancaria di 49 anni, già sindaca di Limana per due mandati e presidente del Gal Prealpi e Dolomiti e Alessandro Farina, 42 anni, graduato dell’Esercito Italiano e capogruppo di FdI in consiglio comunale di Belluno.
Tra le priorità, al primo posto la sanità. "Uno dei temi fondamentali - esordisce Bortoluzzi - sono le concessioni idroelettriche, a scadenza nel 2029: se otterremo tutte le risorse, potremo "girare" la provincia sottosopra, mettendo soldi su infrastrutture, trasporti e, in primis, salute e medicina di base".
"Concordo - fa seguito Bond - anche contro spopolamento e carenza di alloggi. Nel 2029 bisogna dunque attuare un’azione di rivendicazione: si parla di 900 milioni di euro, che servono sia per evitare la valanga demografica sia per avere i medici negli ospedali. Come? Dando loro garanzia di elevate tecnologie, perché in questi anni la montagna, a livello di sanità, è stata abbandonata".
De Zanet porta invece la questione Terna, suo cavallo di battaglia. "Ho lavorato sul tema per anni - spiega - perché l'interramento delle linee è fondamentale e su quello voglio concentrarmi. Centrale però è anche l'ascolto: in Regione serve una persona presente nel territorio e che porti i bisogni a Venezia. Abbiamo solo due rappresentanti in Consiglio e dobbiamo contare per molti di più".
Punto sul quale interviene anche De Carlo, che fa sapere di aver parlato con il candidato presidente Alberto Stefani per riportare a tre il numero di consiglieri bellunesi a Palazzo Ferro Fini.
Infine la montagna. "Come amministrazione - rivendica Farina - abbiamo affrontato tutti questi temi e continueremo per far sì che ci sia grande un'attenzione anche con il prossimo governo regionale. Sarò dunque l'anello che può unire tutte le istanze del territorio, con la caparbietà e la coerenza tipiche di FdI".
"Se una delle peculiarità della provincia - aggiunge Calligaro - è quella di essere interamente montana, ogni tema va allora declinato in questa chiave perché non possiamo avere regole uguali per tutta la regione. È infatti inevitabile che
soffriamo di sfide diverse dalla pianura, che derivano dalle caratteristiche orografiche del territorio".
Infine il Ministro Foti, che conclude: “Ringrazio i candidati per una campagna elettorale che sarà all’attenzione anche nel post voto, poiché il risultato di FdI sarà importante. Se nel 2026 avremo le Olimpiadi sportive, quelle politiche sono adesso e, poiché vogliamo che Belluno sia olimpionica, avete il dovere di fare percentualmente il migliore risultato del Veneto. Già nel 2018 la provincia si è distinta per una crescita del partito e, nel capoluogo, abbiamo conquistato il Comune prima delle politiche: dunque non c’è dubbio che il risultato sarà buono. Si dice "dopo la Meloni il diluvio", invece no: dopo la Meloni, sui territori c’è una classe dirigente capace, grazie alla quale, dopo 15 anni di risultati molto positivi per la regione, faremo crescere ancora di più questo modello di governo, tipico del centrodestra e diverso invece dal modello di potere del centrosinistra, come ci insegna la Campania"












