Lei adesca i ragazzi sui siti di incontri ma all'appuntamento si presenta un uomo con passamontagna, coltello e tirapugni: rapine (da horror) in serie. Beccati fratello e sorella
L'ultimo fatto è avvenuto nella notte tra l'8 e il 9 gennaio quando un 29enne ha raggiunto il parco Gino Pastorello di Bassano ma non ha visto arrivare la ragazza bensì l'energumeno armato e minaccioso che gli ha rubato il telefono e la macchina. Qualche sera prima una sorte simile era capitata a un altro giovane derubato dell'Iphone e di oltre 500 euro. Prima ancora un 24enne che aveva intuito la fregatura e non era sceso dall'auto era poi stato inseguito da un altro veicolo e al semaforo l'uomo con passamontagna era sceso e gli aveva forato una ruota

BASSANO. Lei adescava uomini sui social, chat e siti di incontri poi all'appuntamento compariva il fratello alto e ben piazzato e scattava la rapina. Due ragazzi di Mussolente, una 21enne e il fratello 18enne, sono stati arrestati dai carabinieri di Bassano del Grappa per rapina aggravata in concorso. L'arresto è avvenuto in flagranza di reato la mattina di venerdì 9 gennaio dopo che la notte precedente si è consumato l'ennesimo colpo.
Protagonista ignaro della vicenda un ragazzo di 29 anni, di origine macedone, residente nel Padovano. E' lui che all'una di notte si è presentato alla stazione dei carabinieri di Bassano del Grappa per denunciare quanto appena accaduto. Il giovane aveva conosciuto una ragazza su una chat di incontri ed aveva raggiunto Bassano per incontrarla. Arrivato al parco pubblico “Gino Pistorello” è sceso dall'auto e si è seduto su una panchina come da accordi presi con la giovane.
All'appuntamento, però, non si è presentata la giovane ma un ragazzone alto e muscoloso con il volto coperto da un passamontagna, un tirapugni in una mano e un coltello nell’altra. In pochi attimi il 29enne si è visto raggiungere da una serie di pugni alla testa e poi è stato minacciato dall'altro soggetto che brandiva il coltello. Preso il cellulare per chiedere aiuto è stato subito derubato del telefonino ma il passaggio di un'auto ha distratto l'aggressore e così la vittima è riuscito a fuggire.
L'uomo non lo seguiva, perché? Il giovane incappucciato si era diretto all'auto della vittima lasciata aperta e con le chiavi inserite e in pochi attimi ha rubato il mezzo e si è allontanato a bordo di esso. A quel punto al 29enne non è rimasto altro da fare che recarsi alla caserma dei carabinieri dove ha denunciato il fatto.
Le indagini, sono partite subito e sono andate a innestarsi su un'attività investigativa già in essere visto che episodi analoghi erano già avvenuti in altri luoghi del borgo e i sospetti portavano ai due fratelli. E così al mattino è scattata la perquisizione nell'abitazione dei due giovani. Qui i carabinieri hanno trovato i vestiti usati dall'aggressore (dal passamontagna al tirapugni). Nell'auto dei giovani è stato trovato anche il coltello. A quel punto fratello e sorella hanno anche confessato dove si trovava l'auto rubata (era in un'area agricola nel Comune di San Zenone degli Ezzelini ed è stata poi restituita al proprietario).
La perquisizione ha poi fatto emergere una serra, con lampade e impianto di areazione, con 12 piante di marijuana e altri oggetti che hanno ricondotto gli inquirenti a delle rapine simili a quella avvenuta la notte tra giovedì e venerdì.
Il primo caso racconta di un 27enne giunto dal Trevigiano che doveva vedersi con la giovane, ha raggiunto parco ''Ragazzi del '99'' e si è visto spuntare il solito energumeno. Risultato: rubato un IPhone 15 Pro Max e 300 euro che il 27enne ha dovuto prelevare dal bancomat (un altro prelievo avvenuto tramite l'app sul telefono è stato fatto i giorni successivi per un valore di 250euro).
Nel secondo caso la vittima, un 24enne di Colceresa, aveva intuito che qualcosa non andava nel comportamento della ragazza sulla chat e così aveva evitato di scendere dall'auto ed era ripartito dopo aver raggiunto il luogo dell'appuntamento. Il problema è che poco dopo si è accorto che un'auto lo seguiva. Arrivato a un semaforo rosso tra viale Venezia viale delle Fosse l'omone è sceso dall'altra auto e gli ha piantato una coltellata in uno pneumatico e poi ha cercato di aprirgli la portiera. Il 24enne è riuscito a fuggire e si è recato diritto dai carabinieri mentre l'auto dell'aggressore ha smesso di seguirlo.
Per questi due episodi i fratelli sono stati denunciati a piede libero per rapina aggravata e violenza privata. Per i fatti della notte del 9 gennaio, invece, su disposizione del Pubblico ministero di turno della Procura di Vicenza, la 21enne è stata posta agli arresti domiciliari, mentre il fratello 18enne è stato condotto in carcere, in attesa dell’udienza di convalida fissata per la mattinata odierna.













