Furti in casa, il gps delle cuffiette rubate "incastra" due ladri seriali: colpivano anche 6 abitazioni per notte e si spostavano in treno
Numerosi i colpi della coppia andati a segno durante le festività nel bellunese: nella sola notte tra il 22 e il 23 dicembre avevano preso di mira ben sei abitazioni nelle vicinanze della linea ferroviaria tra Santa Giustina e Busche di Cesiomaggiore

BELLUNO. Sono stati fermati qualche giorno fa due uomini, entrambi di origine albanese, catturati a Resana, nel trevigiano: secondo gli inquirenti sono loro i responsabili di svariati raid di furti in abitazione commessi tra fine dicembre ed inizio gennaio, in particolare nel territorio bellunese.
I furti sono stati commessi con lo stesso modus operandi, introducendosi nelle abitazioni senza svegliare i proprietari intenti a dormire, con la tecnica della foratura dell’infisso e rotazione della maniglia dall’esterno.
Tra la notte del 22 e 23 dicembre 2025, i malviventi hanno preso d’assalto addirittura sei abitazioni nelle immediate vicinanze della linea ferroviaria tra le stazioni di Santa Giustina e Busche di Cesiomaggiore. Scene simili a quanto avvenuto tra il 4 ed il 5 gennaio nella frazione Villapaiera di Feltre e il 12 e 13 gennaio a Castagnole di Paese.
Contanti, capi d'abbigliamento, orologi, accessori, monili: è stato rubato di tutto. Anche una coppia di cuffiette bluetooth di ultima generazione, dotate di gps: sono state proprio queste a "tradire" i responsabili dei furti, visto che grazie al segnale di localizzazione delle cuffiette i carabinieri sono riusciti a risalire al luogo del covo degli indagati.
Inoltre analizzando il tracciato delle stesse cuffiette si è appurato che i due erano soliti spostarsi in treno per raggiungere i luoghi dei raid:
Ulteriori accertamenti hanno consentito di individuare anche i mezzi utilizzati, una Mercedes Classe A di colore bianco e una Fiat Idea di colore grigio, utilizzati per raggiungere la stazione di partenza a Resana.
Il blitz dei carabinieri è scattato il 13 gennaio quando i militari hanno atteso i due complici rincasare presso il loro covo con lo stesso zaino notato in tutte le telecamere di sorveglianza, dove i due avevano riposto il bottino dell’ultimo raid.
Entrambi gli uomini, con precedenti di polizia, erano in possesso di documenti falsi che utilizzavano per risultare incensurati qualora controllati dalle forze di polizia. Inoltre uno di loro era destinatario di un ordine di carcerazione, dovendo scontare un residuo di pena di sei anni di carcere per reati contro il patrimonio commessi nel circondario di Monza.
La refurtiva, temporaneamente sottoposta a sequestro, verrà successivamente restituita ai legittimi proprietari. Inoltre i militari hanno sequestrato lo zaino in uso ai due uomini, nonché gli arnesi da scasso e i documenti falsi che utilizzavano.
I due fermati sono stati associati alla casa circondariale di Treviso e, a seguito dell’udienza di convalida, il Gip del Tribunale di Treviso ha convalidato il fermo e disposto per entrambi la misura cautelare della custodia in carcere.














