"Manca benzina? Colpa del turismo straniero e dell'effetto psicologico della guerra in Iran: tanti sono corsi alle pompe spaventati dai primi cartelli di scorte esaurite"
L'analisi di Mirko Saffioti (rappresentante per Confesercenti dei gestori delle pompe in Alto Adige): "Effettivamente c’è una criticità legata alla disponibilità di carburante, ma la tensione bellica in Medio Oriente c’entra relativamente e quasi esclusivamente come effetto psicologico"

BOLZANO. C’è davvero un allarme approvvigionamento per la benzina in Alto Adige? Sì, ma non direttamente per "colpa" della guerra in Iran. E la situazione si andrà a normalizzare nei prossimi giorni.
Questo in estrema sintesi il risultato di un sondaggio che Confesercenti Alto Adige, in seguito alle tante segnalazioni degli ultimi giorni, ha voluto mettere in campo direttamente tra i suoi gestori delle pompe.
“Effettivamente, come evidente, c’è una criticità legata alla disponibilità di carburante - spiega il rappresentante della categoria Mirko Saffioti - ma la tensione bellica in Medio Oriente c’entra relativamente e quasi esclusivamente come effetto psicologico”.
La prima grande causa della scarsità di offerta alle pompe di questo periodo, infatti, secondo Confesercenti è legata al flusso turistico. “I giorni di Pasqua - continua Saffioti - sono, chiaramente, un momento di grande afflusso dai Paesi limitrofi come Austria e Germania. Con l’attuale congiuntura economica e il taglio delle accise in questi giorni il prezzo della benzina é più conveniente su suolo italiano rispetto a quello austriaco o tedesco”.
Così moltissimi turisti stranieri si sono portati oltre confine souvenir, immagini di una natura indimenticabile e un pieno di benzina. “Esatto. Pieno di benzina, peraltro, fatto spesso a ridosso dell’ingresso in autostrada, quindi anche a Bolzano".
"La seconda concausa è l’effetto psicologico a catena della crisi petrolifera e dei primi cartelli di scorte esaurite alle pompe. Tantissimi altoatesini hanno fatto rifornimenti superiori alle proprie abitudini, come fare il pieno anziché mettere 20, 30 o 40 euro, e sballando così le previsioni delle scorte”.
Il risultato complessivo è stato un +20% di vendita rispetto alla media con molti distributori finiti sold out. Cosa accadrà ora?
“Non essendo immediata la ricaduta alla pompa del crisi del traffico petrolifero negli oceani - chiude il rappresentante della categoria - con ogni probabilità la disponibilità tornerà ad equilibrarsi nei prossimi giorni. Il turismo diminuirà la sua pressione e chi ha fatto più benzina ci metterà più giorni a smaltirla regalando il tempo necessario a ripristinare la regolare offerta di carburante alle pompe”.












