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Bolzano
26 gennaio | 12:18

“Non c'entra l'overtourism, i turisti non disturbano, ma il paese rischia di bloccarsi”: così Funes riorganizza l'accesso alla chiesetta presa d'assalto per i selfie

"Non sono contro il turismo o contro i turisti - spiega il primo cittadino Pernthaler - siamo abituati a ogni tipo di visitatore. Ma, come comune, dobbiamo organizzarci per garantire l'ordine e gestire il flusso di persone"

FUNES. “Io non voglio parlare di overtourism. Non è la parola giusta. Non dico nemmeno che i turisti disturbano. Ma ne arrivano tanti e dobbiamo gestirli. Per la tranquillità dei residenti e anche per garantire agli stessi turisti un'esperienza positiva”.

 

A parlare è Peter Pernthaler, sindaco di Funes. Divenuto famoso in tutta Italia per essere “uno di quelli che vuole cacciare i turisti”, cerca di fare chiarezza intorno a quella che è stata una decisione presa dal comune: installare una sbarra, a partire dal prossimo maggio, che permetta l'accesso alla chiesetta di Santa Maddalena solo ai residenti e ai turisti che soggiornano in zona. Insomma, come altri prima di lui è divenuto protagonista di una storia che è stata riassunta come “assalto dei turisti, il sindaco chiude l'accesso alla chiesetta”.

 

“Non è proprio così – ci spiega il primo cittadino, raggiunto telefonicamente – la sbarra esiste già e noi la vogliamo spostare al centro del paese di Santa Maddalena, dove si trova la chiesetta, in modo che i turisti non arrivino con l'auto, ma a piedi. L'obiettivo è far parcheggiare l'auto in paese, dove sono disponibili oltre cento parcheggi”. “La strada a Santa Maddalena è molto stretta e piccola e noi, come comune, dobbiamo mettere in campo tutte le soluzioni possibili per fare si che sia i residenti che i turisti si possano muovere in libertà e senza restare incastrati nel traffico – prosegue Pernthaler -ci vuole ordine, sia per chi vive qui sia per chi vuole arrivare, fare la classica foto e andarsene”. 

 

“Quindi le va bene che arrivino tutti questi turisti “mordi e fuggi” che fanno un selfie e vanno via? Vengono a disturbare e non portano nulla a livello di indotto”, chiediamo allora al sindaco.

 

“Ma i turisti non disturbano. E' questo il punto – ci risponde chiaramente – sono tanti, è vero. Parliamo di 500/600 persone al giorno, quantificabili. Non possiamo avere il numero esatto, ma sono tanti, soprattutto per paesi piccoli come quelli in Val di Funes. Ma noi siamo abituati. Sono decenni che la nostra valle è diventata famosa in tutto il mondo per le sue bellezze e sappiamo che le persone arrivano da ogni angolo del globo". 

 

"Ci sono fotografi professionali che vengono qui per fare dei reportage e ci sono i turisti che non vedono l'ora di fare un semplice selfie - prosegue ancora Pernthaler - Ci sono persone che si fermano e pernottano qui per giorni, ma ci sono anche quelli che arrivano e vanno via nel giro di un'ora e mezza. Sappiamo che è così ormai da tempo, sappiamo che non possiamo farci nulla se non gestire la situazione e dobbiamo organizzarci. Ci vuole ordine. Quindi mettere la sbarra in accesso al paese e di conseguenza alla chiesa, non vuol dire che vogliamo impedire l'accesso ai turisti, ma che vogliamo regolamentarlo. Non si può pensare che un paese così piccolo resti bloccato per il traffico di auto". 

 

Quindi, quando arriverà la primavera, i turisti dovranno fermarsi “un po' più in là”. La Polizia Municipale sarà messa in campo per aumentare i controlli e, come riferisce ancora il sindaco, verrà studiato un sistema che, all'ingresso della Val di Funes, segnali ai turisti quali sono i parcheggi presenti e quanti posti liberi vi sono.  “Non è una situazione come quella del tornello sul Seceda – commenta in chiusura il sindaco – non è paragonabile. In quel caso si parla di un terreno privato". 

 

L'installazione del famoso tornello sul Seceda, come era stato ampiamente illustrato dai diretti interessati (ne avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO) il loro era un grido di aiuto dovuto a una vera e propria invasione di turisti che, per fare un selfie, non si facevano remore, entrando in terreni privati e scavalcando staccionate. Come nel caso, simile, di Gerhard Runggatscher, contadino e proprietario del maso Ranui. Proprio sul suo prato sorge la chiesetta di San Giovanni, una delle prime a finire nei profili Instagram di turisti asiatici e statunitensi. “Me li sono trovati in casa”, raccontava Runggatscher sulla stampa locale, spiegando che le chiarissime motivazioni che nell’estate del 2022 lo hanno portato ad installare un tornello all’ingresso del prato. Del suo prato.

 

E poi c'è il caso del lago di Braies (QUI l'articolo). Divenuto celeberrimo dopo le registrazioni della fiction “A un passo dal cielo”, sono anni che viene preso d'assalto, anche nei modi più irrispettosi possibili. Sono, ad esempio, famose le foto di persone immerse nel lago, nonostante vi sia un divieto di accesso.

 

Da tre anni il comune ha adottato misure stringenti per l'accesso alla valle. Nel periodo compreso tra il 10 luglio e il 10 settembre, dalle 9:30 alle 16:00, l'accesso con veicoli privati è consentito solo a chi ha prenotato in anticipo online. Chi non ha una prenotazione può raggiungere la valle e il lago a piedi, in bicicletta o utilizzando i mezzi pubblici. La popolazione locale beneficia di permessi di transito speciali.

 

Il sindaco di Braies, Friedrich Mittermair ha confermato che il sistema ha dato ottimi risultati, nonostante alcune difficoltà iniziali, come la necessità di spostare la barriera d'ingresso per trovare la posizione più adatta. A testimonianza della riuscita dell'iniziativa, anche la popolazione locale si è detta soddisfatta del sistema di gestione.

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