Pesce andato a male, conservato nel ghiaccio sporco e pronto per essere servito (VIDEO), riso per sushi scaduto da mesi: nei guai un ristorante e un grossista, maxi sequestro
Sono stati sequestrati complessivamente 2 tonnellate di prodotti ittici e alimentari in cattivo stato di conservazione. L'operazione portata avanti dalla Guardia Costiera sul territorio assieme al Servizio Veterinario e dell’Unità Operativa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Asuit

TRENTO. Pesce senza tracciabilità pronto a essere servito anche crudo e riso scaduto da mesi. Raffica di controlli in Trentino portati avanti dalla Guardia Costiera assieme al Servizio Veterinario e dell’Unità Operativa Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’Asuit.
L'operazione ha portato al sequestro complessivo di circa 2 tonnellate di prodotti ittici e alimentari in cattivo stato di conservazione, scaduti o non in regola con le norme in materia di etichettatura e tracciabilità, al termine di 3 intense giornate di ispezioni, che hanno comportato l’elevazione di 6 sanzioni amministrative per un totale di circa 75 mila euro e una denuncia penale.
L’attività di verifica è partita da un noto grossista, che rifornisce numerosi alberghi e ristoranti dal lago di Garda sino alle vallate trentine , riscontrando da subito gravi carenze igienico-sanitarie dei prodotti ittici e alimentari conservati nelle varie celle frigorifere dell’azienda.
L’approfondita verifica nelle celle frigorifere dei prodotti refrigerati tra 0 e 4 gradi, ha permesso di individuare 75 chili di prodotti ittici freschi quali rombi, ombrine, ricciole e orate in cattivo stato di conservazione, che presentavano alterazioni fisiche ed emanavano odore acre, ed inoltre molluschi bivalvi, che andrebbero mantenuti in stato vitale fino al consumo, che invece non presentavano più segni di vitalità, con le valve aperte e la perdita dei liquidi.
L’ispezione è proseguita nelle celle dei prodotti congelati a meno 20 gradi di temperatura, dove la situazione è risultata ancora più compromessa, con condizioni di igiene e manutenzione carenti per la presenza di sporco diffuso e polvere, ghiaccio sporco accumulato, residui di confezioni danneggiate, tale da indurre al blocco ufficiale del locale per diversi giorni, al fine di poter individuare tutti i prodotti ittici e alimentari non tracciati, ovvero già scaduti o mantenuti in condizioni igieniche non più idonee al commercio.
Nel complesso sono stati sottoposti a sequestro od avviati direttamente a smaltimento circa 600 chili di prodotti ittici e alimentari, con l’elevazione di una sanzione amministrativa di 2 mila euro e il deferimento del responsabile dell’azienda all’Autorità Giudiziaria per il reato di commercio di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione e alterazione.
Sotto la lente dei controllo anche un rinomato ristorante etnico, dove gli ispettori pesca della Guardia Costiera hanno individuato numerosi prodotti privi di informazione di tracciabilità e conservati nei numerosi frigoriferi del locale, senza alcuna indicazione sulla tipologia, origine, provenienza, procedure di abbattimento e scadenza.
Anche in questo caso è stato richiesto l’intervento del servizio veterinario e dell'unità Igiene dell'Azienda sanitaria. Sono stati così sequestrati e smaltiti circa 1.400 chili di prodotti ittici non tracciati, già sfilettati e pronti per essere serviti anche a crudo sui piatti dei numerosi clienti presenti nel locale, tra cui gamberi, mazzancolle, tonni, polpi, calamari, branzini, salmoni, scampi, ricciole, seppie e anche il riso per le relative preparazioni di sushi, già scaduto da mesi.
Da un’attenta verifica del menù digitale proposto ai clienti su tablet è stata anche rilevata la violazione delle pratiche leali di informazione sugli alimenti somministrati, con informazioni fornite alla clientela atte a indurre in errore gli avventori sulla natura, qualità, caratteristiche e gli ingredienti delle pietanze servite, presentate come specie particolarmente pregiate ma non rivelatesi poi come tali, quali il polpo indopacifico del Vietnam spacciato per il più pregiato Moscardino.
Le numerose violazioni hanno comportato l’elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 75.000 euro.














