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| 27 ottobre | 17:53

Pesce scaduto e senza informazioni destinato ai ristoranti: sequestrati 1.800 chili di prodotti ittici. Controlli anche sul Garda: maxi operazione nel nord-est

L'operazione è stata portata avanti dalla Guardia costiera di Venezia, che ha sequestrato in tutto 1.800 chilogrammi di prodotti ittici scaduti o non in regola con le norme in materia di etichettatura e tracciabilità. Dieci in tutto le sanzioni amministrative, per un totale di 20mila euro

Pesce scaduto e senza informazioni destinato ai ristoranti: sequestrati 1.800 chili di prodotti ittici
di Redazione

VENEZIA. Maxi-operazione della Guardia costiera di Venezia: sequestrati 1.800 chili di prodotti ittici in tutto il nord-est. A riportarlo è la direzione marittima della Guardia costiera, che precisa come sia stato trovato pesce scaduto o non in regola con le norme in materia di etichettatura e tracciabilità: al termine di 52 ispezioni sono state elevate in tutto 10 sanzioni amministrative per un totale di 20mila euro.

 

Le ispezioni si sono svolte in tutto il territorio di competenza della direzione marittima di Venezia, dalla Lombardia Orientale al Veneto, dalle Province autonome di Trento e Bolzano alla Provincia di Pordenone, coinvolgendo il personale dei vari comandi di Venezia, Chioggia, Caorle e Jesolo.

 

“L'attività di verifica – dicono le autorità – è partita dai ristoranti delle principali mete turistiche venete, dal litorale veneziano sino al lago di Garda, riscontrando 50 chili di prodotti ittici con scadenza superata o non tracciati ed elevando sanzioni amministrative complessive di 8mila euro. In particolare, in un ristorante del circondario marittimo di Caorle sono state riscontrate gravi deficienze igienico-sanitarie, che hanno reso necessario l'intervento a supporto dell'Ulss 4, che ha disposto l'immediata chiusura del locale e la sospensione temporanea dell'attività di ristorazione”.

 

L'attenzione degli ispettori si è poi concentrata nell'entroterra sui rispettivi fornitori, sino ad arrivare alla provincia di Brescia: lì, in sinergia con il distretto di Lonato del Servizio veterinario dell'Ats, sono stati ispezionati tre ingrossi di prodotti ittici che riforniscono hotel e ristoranti sia del Bresciano che del comprensorio turistico del Lago di Garda.

 

“All'interno delle celle frigorifere di un grossista sono stati individuati – dice ancora la Guardia costiera – circa 640 chili tra totani, acciughe, salmoni, tonni pinna gialla, branzini, lavarelli, persici, stoccafisso privi della corrette informazioni sulla tracciabilità, che potessero far risalire alla tipologia dei prodotti, alla zona e metodo di cattura, alle informazioni sulla lavorazione e trasformazione, con relative date di produzione e scadenza, che ha comportato il sequestro di tutta la merce e l'elevazione di una sanzione amministrativa di 2000 euro”.

 

“Gli approfonditi controlli sulle procedure di lavorazione dell’azienda – continuano le autorità – hanno evidenziato anche gravi carenze sul ciclo di lavorazione, tali da non garantire la conformità dei prodotti in materia di sicurezza alimentare e pertanto è stato disposto il blocco ufficiale di circa 700 chilogrammi di prodotti ittici già lavorati e pronti per la commercializzazione e l’immediata sospensione dell’attività di congelamento, sino all’approvazione di una nuova procedura di lavorazione che garantisca i criteri valutativi ed i tempi di conservazione e scadenza dei prodotti sottoposti a lavorazione”.

 

Inoltre, da un'ispezione ambientale effettuata nell'azienda è emerso un irregolare smaltimento dei rifiuti, che venivano conferiti in un'isola ecologica del comune utilizzando gli stessi automezzi impiegati per il trasporto dei prodotti ittici: una condotta illecita che ha portato alla denuncia penale per il titolare dell'attività.

 

“Le ispezioni – conclude la Guardia costiera – sono poi proseguite presso un deposito di venditori ambulanti, che esercitano l’attività in alcuni paesi delle vallate prealpine tra Lombardia e Trentino, individuando 170 chili di prodotti ittici non più idonei alla vendita, contestualmente avviati a smaltimento con sanzione di 2.000 euro. Successivamente è stato verificato un magazzino cash & carry, presso cui si riforniscono i ristoratori del basso Garda, sanzionato con 4.000 euro per 240 chilogrammi di prodotti ittici scaduti o non etichettati correttamente con contestuale smaltimento della merce”.

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