Raffiche fino a 118 km/h al Manghen, crollo delle temperature e ritorno della neve: alberi abbattuti e strade chiuse, cresce il rischio valanghe
A Passo Sella, alcuni veicoli sono rimasti temporaneamente bloccati dalla neve caduta durante la notte. I forti venti hanno inoltre determinato accumuli di neve ventata, con conseguente aumento del pericolo valanghe, che è marcato (grado 3) oltre il limite del bosco

TRENTO. Raffiche di vento che al passo Manghen hanno raggiunto i 118 chilometri orari, un brusco calo delle temperature in quota, diminuite di circa 7 gradi e il ritorno della neve.
E' la situazione che sta registrando in queste ore in Trentino dove sono ore di intenso lavoro per i vigili del fuoco impegnati da ieri sera in numerosi interventi legati al forte vento che sta interessando l’intero territorio provinciale. Tra le 20 di ieri sera e le 10 di questa mattina sono stati 35 gli eventi gestiti dal Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento e dai Corpi dei Vigili del fuoco volontari.
Gli interventi hanno riguardato in particolare il taglio e la rimozione di piante cadute, oltre alla messa in sicurezza di elementi pericolanti, come coperture, grondaie, tegole, reti di cantiere e strutture temporanee.
Molti interventi hanno riguarda il territorio del Comune di Trento assieme alla Piana Rotaliana, la Val di Sole e diversi comuni della Valsugana. A Trento Laste le raffiche di vento hanno raggiunto i 90 chilometri orari.
Per quanto riguarda la viabilità, non si registrano disagi di rilievo. Le principali criticità - comunica il Servizio Gestione strade - hanno interessato alcune strade provinciali: la SP 1 del lago di Caldonazzo, tra Levico Terme e Caldonazzo, è stata temporaneamente chiusa per la caduta di alberi ed è stata successivamente riaperta al termine delle operazioni di rimozione; chiusa anche precauzionalmente la SP 2 dir della Parisa, nel tratto tra Serrada e Fondo Grande.
Nel corso della notte si sono registrate nevicate in montagna con apporti mediamente compresi tra 5 e 15 centimetri, localmente anche superiori, mentre oltre i 1.300 metri si sono verificati accumuli significativi anche sui passi dolomitici.

A Passo Sella, alcuni veicoli sono rimasti temporaneamente bloccati dalla neve caduta durante la notte. I forti venti hanno inoltre determinato accumuli di neve ventata, con conseguente aumento del pericolo valanghe, che è marcato (grado 3) oltre il limite del bosco.
Dal puynot di vista termico se in quota si è registrato un brusco calo delle temperatura, nelle valli c'è effetto foehn. Alle 9.15 di questa mattina si misuravano 10 gradi a Trento e -6 gradi sul Cermis a 1.900 metri, con quota dello zero termico stimata attorno ai 1.300 metri.
E' bene ricordare che sul territorio provinciale è in vigore l’allerta gialla per vento forte fino alle ore 24 di domani, venerdì 27 marzo. Nelle prossime ore e fino a sera sono ancora attesi venti forti o molto forti e non si esclude che le raffiche massime finora registrate possano essere ulteriormente superate.
Anche nella giornata di domani, venerdì 27 marzo, la ventilazione resterà sostenuta: secondo Meteotrentino tenderà ad attenuarsi soprattutto in alta quota, ma in valle e alle quote medie soffierà ancora forte o localmente molto forte.
Si consiglia di controllare ed assicurare impalcature e tettoie, di evitare di parcheggiare sotto gli alberi, di prestare particolare prudenza alla guida dei mezzi telonati o trainanti rimorchi. È probabile inoltre che, soprattutto nelle zone esposte, alcuni impianti di risalita saranno chiusi. Il Servizio Gestione strade, in caso di strade innevate, invita a moderare la velocità, ad aumentare la distanza di sicurezza, a porre particolare attenzione ai mezzi spazzaneve e spargisale e ad utilizzare pneumatici da neve o catene a bordo fino al prossimo 15 aprile.












