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Bolzano
27 marzo | 18:59

Soccorso in quota: così i droni rivoluzioneranno le emergenze tra le vette

Ogni minuto in alta quota può fare la differenza e la tecnologia può rivelarsi un aiuto fondamentale in caso di intervento, soprattutto in zone particolarmente impervie

di Margherita Tomadini

BOLZANO. In caso di emergenza in aree montane isolate, ogni minuto può fare la differenza.

 

In queste circostanze i droni possono rivelarsi strumenti utili nel localizzare rapidamente le persone, trasportare pazienti e attrezzature e alleggerire le squadre del soccorso alpino lungo percorsi complessi.

 

In quest'ambito negli scorsi giorni, presso il NOI Techpark di Bolzano si è tenuto l’evento conclusivo del progetto Interreg START2: 70 partecipanti (tra cui ricercatori, aziende e organizzazioni di soccorso) hanno discusso proprio riguardo allo sfruttamento delle capacità dei droni e sulla loro concreta efficacia sul campo.

 

Durante l’evento sono stati mostrati i principali risultati del progetto: dalle prospettive di mercato e tecnologiche fino alla ricerca su scenari di evacuazione medica e sulla valutazione automatizzata del rischio per la pianificazione dei voli.

 

Sono stati presentati anche diversi casi come una simulazione del trasporto di pazienti con un drone cargo di FlyingBasket e un nuovo drone vincolato via cavo sviluppato da MAVTech, pensato per garantire una connessione stabile anche in topografie particolarmente complesse.

 

Sono state definite anche alcune misure concrete da attuare nei prossimi anni in modo da delineare meglio i passi da compiere per portare avanti il soccorso aereo nelle regioni montane.

 

L’attenzione dovrà concentrarsi su quattro punti: il rafforzamento della catena di fornitura europea per preservare know-how e tecnologie chiave in Europa, lo sviluppo continuo delle soluzioni nate dal progetto per garantire un volo sicuro in ambienti estremi, la creazione delle condizioni affinché, ove opportuno, le organizzazioni di soccorso possano gradualmente passare a sistemi (semi)-autonomi a supporto di interventi rapidi e infine, la promozione di norme armonizzate per facilitare le operazioni transfrontaliere con droni.

 

“Nei progetti come START2, il nostro ruolo, in qualità di NOI, è mettere in rete aziende, istituti di ricerca come Eurac Research e utilizzatori, in questo caso le organizzazioni di soccorso alpino, affinché le tecnologie passino più rapidamente ed efficacemente dallo sviluppo dell’applicazione” afferma Vincent Mauroit, Director of Innovation & Tech Transfer del NOI Techpark.

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