Stop alla caccia alla lepre, per un mese il "virus dei conigli" ferma i cacciatori di 12 ambiti territoriali e un comprensorio alpino. Stefani: "Misura cautelativa"
La Regione Veneto corre ai ripari per contrastare la diffusione della mixomatosi e tutelare le popolazioni di lepre europea. Il presidente Alberto Stefani: "Lo stop alla caccia fino al 30 novembre è una misura cautelativa, mirata e temporanea"

VENEZIA. “Quando ci sono segnali di sofferenza delle popolazioni selvatiche e una malattia che si sta diffondendo, la responsabilità delle istituzioni è intervenire senza aspettare che la situazione peggiori”, afferma il presidente della Regione Alberto Stefani, che ha firmato il decreto con cui si vieta la caccia alla lepre comune in 12 ambiti territoriali di caccia (Atc) e in un comprensorio alpino. L’obiettivo è contrastare la diffusione della mixomatosi associata alla variante virale Toledo-Myxv e tutelare le popolazioni di lepre europea.
Il divieto vale dal 31 ottobre al 30 novembre 2026 e riguarda alcune zone delle province di Rovigo, Verona, Padova, Venezia e Treviso, oltre al comprensorio alpino Tv14. Il provvedimento si basa sul quadro epidemiologico e sulle segnalazioni degli organismi di gestione faunistico-venatoria, che hanno evidenziato "criticità legate alla diffusione della malattia" e alla "contrazione della consistenza della specie" nei rispettivi territori.
La sospensione riguarda esclusivamente il prelievo venatorio della lepre comune nelle aree indicate e, si legge, resterà in vigore fino al 30 novembre compreso, termine del periodo di caccia previsto dal calendario venatorio regionale per questa specie. Non si tratta quindi di una chiusura generalizzata della caccia, ma di una misura localizzata.
“Ho firmato un decreto che sospende il prelievo venatorio della lepre nelle aree dove sono state segnalate criticità, tenendo conto delle indicazioni degli Ambiti territoriali di caccia e dei Comprensori alpini. È una misura cautelativa, mirata e temporanea, che mette al primo posto la salvaguardia della specie e del patrimonio faunistico del Veneto. La gestione della fauna richiede attenzione alle condizioni reali dei territori e la capacità di assumere decisioni conseguenti”, aggiunge Stefani.
Accanto al decreto, la Giunta regionale ha approvato, su proposta degli assessori Dario Bond e Gino Gerosa, il divieto su tutto il territorio veneto di ogni operazione di cattura di lepri finalizzata al ripopolamento, di traslocazione di esemplari provenienti da cattura o allevamento e di immissione in natura di lepri, comprese quelle provenienti dall’estero. Il divieto resterà in vigore fino a diversa disposizione regionale, sulla base dell’evoluzione epidemiologica e delle valutazioni della struttura regionale competente in materia di sanità animale.
“Di fronte a una malattia che può provocare mortalità anche importanti e mettere in difficoltà le popolazioni selvatiche, dobbiamo agire con prudenza e tempestività”, sottolinea l’assessore all’agricoltura, alla caccia e alla pesca Dario Bond. “In questa fase la priorità è evitare che la movimentazione degli animali contribuisca a diffondere ulteriormente il virus. Per questo abbiamo disposto il divieto dei ripopolamenti su tutto il territorio regionale e rafforzato le attività di sorveglianza. Non possiamo permetterci di intervenire sulla fauna senza avere garanzie adeguate sullo stato sanitario degli esemplari che immettiamo in natura”.
Tutte le informazioni tecniche sono disponibili sul sito della Regione Veneto.














