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Belluno
11 maggio | 16:39

Via Feltre, al via il cantiere. Attesa per il Tar che ha sospeso l’abbattimento di 100 tigli. Il Comune: “Non possiamo permetterci che il donatore ritiri il finanziamento”

Parte il primo lotto di lavori per la discussa riqualificazione di via Feltre. Nel frattempo, il 21 maggio il Tar si pronuncerà sul ricorso di Italia Nostra ma il sindaco ribadisce la necessità degli interventi previsti e auspica che la memoria presentata in difesa del progetto faccia ripartire gli abbattimenti

BELLUNO. “Sono contento di vedere uno striscione di ringraziamenti per il donatore. Credo che l’azione di Umberto verso i cittadini e il suo attaccamento alla città siano importanti, per cui anche noi siamo qui a ribadire la nostra vicinanza nella speranza che non decida di ritirare il finanziamento”. Sono queste le parole con cui il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin dà avvio al primo lotto dei lavori che interesseranno la riqualificazione di via Feltre.

 

Un progetto (i dettagli) che sta tenendo banco nella cronaca cittadina da mesi, tra ricorsi, polemiche ed entusiasmi, tanto che all'incontro è insolitamente presente ampia parte della maggioranza di governo, oltre a cittadini e commercianti della zona. Si parte dunque con il primo segmento dei lavori, che interesseranno piazzale Marconi con cambio del senso di marcia per l’ingresso in via Caffi (salendo dalla panoramica). Nel frattempo, c’è però attesa per il 21 maggio quando il Tar - che al momento ha sospeso l’abbattimento degli alberi iniziato circa un mese fa - si pronuncerà in merito al ricorso presentato da Italia Nostra.

 

“Sono felice di aver letto sui giornali - prosegue il sindaco - che commercianti e abitanti di via Feltre si siano espressi positivamente in merito al progetto, che, va rimarcato, punta alla sicurezza prima di tutto di pedoni e ciclisti. Negli anni sono infatti emerse molte criticità, anche con segnalazioni di infortuni avvenuti lungo marciapiedi rovinati dalle radici degli alberi: per questo è importante che tutta via Feltre si sia fatta sentire chiedendo di intervenire. La via come la vediamo oggi è frutto di un progetto approvato nel 1960 e completato nel 1965, quindi ha bisogno di manutenzione: faremo nuovi marciapiedi e sei passaggi pedonali rialzati che ridurranno la velocità delle auto, oltre ad ampliare la ciclopedonale con uno studio che ha trovato il migliore compromesso con la larghezza della carreggiata. Inoltre, interverremo con ulteriori 600 mila euro circa per rifare l’acquedotto e una parte della fognatura".

 

Ciclopedonale e verde urbano sono però i due punti più critici, perché su essi si sono concentrate le posizioni contrarie, ben espresse da Fiab Belluno (qui). Oltre al doppio senso di marcia per ciclisti e pedoni, giudicato non sicuro, l’altro grande tema restano infatti gli oltre 100 tigli che da progetto dovrebbero essere abbattuti - tutto dipende dal Tar - lungo la via. Al momento, in risposta alla sospensione dei tagli, l’amministrazione ha preparato una memoria in cui si dà risposta alle problematiche sollevate lasciando, almeno per il momento, trasparire ottimismo sull’esito favorevole.

 

“La necessità di rimuovere gli alberi per piantarne di nuovi - spiega De Pellegrin - è dettata dal fatto che, in questi sessant’anni, hanno rovinato i marciapiedi creando problemi alla viabilità pedonale. In attesa quindi della pronuncia del tribunale, il cantiere procede: vorrei però riallacciarmi alle preoccupazioni dei residenti nella speranza che la memoria faccia capire al Tar che la sospensione era lecita, ma che ora si deve andare avanti affinché Umberto non perda la voglia di finanziare i lavori”.

 

E se così non fosse? “Per ora non ci penso - risponde - perché il timore dei cittadini è anche il mio e non vorrei mai che chi ha sostenuto questo intervento si tirasse indietro per alcune voci dissonanti, che sono sempre apprezzate ma che riguardano comunque un progetto portato avanti con criterio e approvato nel rispetto delle normative vigenti”.

 

Auspico quindi davvero che tutti i bellunesi - conclude - siano propensi ai lavori perché parliamo di una via molto trafficata, nonché porta di accesso a Belluno, e averla nelle migliori condizioni di sicurezza è la cosa migliore. Inoltre il progetto guarda al futuro di una città che è soprattutto pedonale: oggi tocca a via Feltre, domani a un'altra strada, perché abbiamo davvero bisogno di riqualificare tante zone che a volte diventano pericolose per i pedoni che vi transitano”.

 

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