"Voglio capire cos’è successo e dimostrare la mia innocenza". Alex Schwazer accetta le controanalisi sul campione B: "Nada le farà con un metodo nuovo e diverso"
"E’ una strada che per me sarebbe importante, soprattutto sul piano scientifico"

BOLZANO. “Da anni combatto la mia battaglia per la verità e la giustizia. Mi sono reso disponibile alle controanalisi del campione B per una questione procedurale e, dopo varie richieste dei miei legali, la NADA ha manifestato la disponibilità alla possibilità di un esame del campione B da fare con un nuovo e diverso metodo rispetto al campione A. E’ una strada che per me sarebbe importante, soprattutto sul piano scientifico. Voglio capire cos’è successo e dimostrare la mia innocenza”.
Usa le sue parole e si affida ai social Alex Schwazer e lo fa per spiegare il senso della sua ennesima rincorsa alla verità. Un messaggio chiaro con cui il marciatore altoatesino annuncia la svolta su una vicenda che rischiava di rimanere bloccata in un vicolo cieco procedurale e che ora, invece, torna a spostarsi su un terreno puramente scientifico.
I fatti partono dalla scorsa primavera, quando l'atleta è tornato al centro della bufera per via di una presunta positività all'Epo riscontrata ad aprile durante i campionati tedeschi di marcia.
Di fronte alla sospensione cautelare e all'apertura del nuovo procedimento da parte dell'Agenzia antidoping tedesca, la primissima reazione di Schwazer era stata di totale sfiducia verso i meccanismi tradizionali del sistema d'analisi: per settimane la linea della difesa aveva puntato tutto sulla necessità di analizzare la cosiddetta "terza provetta" (ovvero l'urina residuale conservata dal suo staff) prima di procedere a qualsiasi altra verifica.
Un'opzione respinta al mittente dagli organi antidoping poiché non contemplata dai regolamenti delle controanalisi internazionali, spingendo inizialmente Schwazer a rinunciare alle tradizionali verifiche sul campione B per stanchezza e mancanza di garanzie.
Nelle ultime settimane, però, gli avvocati del marciatore sono riusciti a convincerlo a sbloccare la situazione, incardinando una nuova richiesta formale: effettuare la verifica sul campione B, sì, ma abbandonando i vecchi protocolli usati per il campione A per adottare una metodologia d'esame alternativa, evoluta ed in grado di fare una chiarezza definitiva sulla natura delle molecole analizzate.
La novità sostanziale comunicata da Schwazer è l'apertura arrivata in queste ore dalla stessa NADA. L'ente tedesco ha infatti dato il via libera al test con la nuova metodologia scientifica. Un passaggio che di fatto riapre il fascicolo su basi completamente differenti e offre alla difesa dell'atleta quella sponda tecnica finora negata per smontare le accuse o quantomeno fare luce su cosa sia realmente successo in laboratorio.














