Chico Forti ci riprova: dopo 26 anni di carcere ha chiesto la semilibertà
Lo scorso anno la richiesta di libertà condizionale era stata bocciata. Nei giorni scorsi l'udienza al tribunale di Sorveglianza di Venezia, ora si attende la decisione del collegio

TRENTO. Chico Forti ci riprova con una nuova richiesta di misura alternativa al carcere. Nei giorni scorsi al tribunale di Sorveglianza di Venezia è stata presentata, una richiesta di semilibertà.
Una misura alternativa dopo circa 26 anni di carcere per l'omicidio di Anthony Dale Pike, ucciso a Miami nel 1998, per il quale si è sempre dichiarato innocente.
A luglio Bradley Pike, fratello di Dale, aveva espresso solidarietà a Forti e chiesto di liberarlo. “Stiamo vivendo insieme questa tragedia. Finché lui non sarà libero, nemmeno io potrò esserlo” aveva detto durante una intervista televisiva nella quale aveva espresso i suoi dubbi sulle indagini che in passato erano state portate avanti.(QUI L'ARTICOLO)
Già nel corso del 2025 Chico Forti aveva chiesto al Tribunale di Sorveglianza la libertà condizionata. Una misura, però che non gli era stata concessa e anche il ricorso presentato successivamente in Cassazione era stato respinto.
In quel caso a pesare era stata la mancanza “di un ravvedimento” e il nodo del mancato risarcimento” (QUI L'ARTICOLO). Nella sentenza i giudici avevano ripreso alcuni stralci dell'ordinanza del tribunale di Venezia con riferimento alle relazioni di osservazione inframurarie, precisando “l’assenza di un sentimento in qualche modo empatico verso i familiari della vittima, potendosi desumere, anzi, una totale insensibilità verso il dolore cagionato tanto alla famiglia della vittima quanto alla sua”.
Forti alla fine dello scorso anno aveva ottenuto la possibilità di lavorare fuori dal carcere di Verona e fare volontariato. Ora, Dopo la richiesta della semilibertà, l'imprenditore trentino attende la decisione del collegio.














