Chico Forti, parla il fratello della vittima: "Liberatelo, è innocente. Ecco chi è il colpevole". L'intervista a Bradley Pike: "Negli atti processuali diverse incongruenze"
Bradley Pike parla di “indagini approssimative” e richiama in particolare la figura di Thomas Knott, cliente del padre, che secondo lui avrebbe avuto un ruolo centrale nella morte del fratello. L'intervista è stata mandata in onda nel corso della trasmissione "Quarto Grado" su Rete 4

TRENTO. "Liberatelo, liberatelo". Sono le parole pronunciate da Bradley Pike, fratello di Dale Pike, l'uomo per il cui omicidio Chico Forti sta scontando l'ergastolo.
Ventisei anni dopo quel delitto consumato a Miami, la verità processuale viene messa in discussione da chi avrebbe avuto più di chiunque altro il diritto di difenderla. Nell'intervista rilasciata a Quarto Grado, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi, Bradley racconta il percorso che lo ha portato a ribaltare la sua posizione.
Nel corso della trasmissione andata in onda nei giorni scorsi su Mediaset, è stata ripercorsa la storia di Chico che dal 18 maggio del 2024 sta scontando la sentenza americana nel carcere di Verona. Qui in Italia sta usufruendo di alcuni benefici stabiliti dalla legge, i permessi premio per vedere la madre di Trento ma anche la possibilità di lavorare o fare volontariato all'esterno del carcere. Chico Forti aveva chiesto però anche di poter godere della libertà condizionale ma gli è stata negata. Alla base di questi rifiuti ci sarebbe stata la mancanza di un ravvedimento e il non aver offerto spontaneamente un risarcimento ai familiari della vittima.
A dividere oggi ancora l'opinione pubblica è la voce del fratello di Dale, Bradley Pike. “Sin dall'inizio ho avuto il sospetto che Chico Forti fosse coinvolto – spiega nel corso dell'intervista Pike - ma che non fosse stato lui. Chico aveva una vita meravigliosa, una moglie, delle bellissime figlie, era in ottima salute e realizzava produzioni straordinarie. Era un uomo d'affari di successo, perché avrebbe dovuto mettere a rischio tutto?”.
Il vero punto di svolta, racconta il fratello di Dale Pike, arriva nel 2008, quando viene contattato dalla trasmissione americana CBS 24 Hours. “Una delle condizioni per il mio coinvolgimento – spiega – era quella di leggere integralmente gli atti processuali”. Ottiene così circa 3.500 pagine di trascrizioni che studia personalmente.
“Ho analizzato le prove, le incongruenze, le contraddizioni” racconta spiegando i dubbi che sono emersi sempre più forti sulla ricostruzione dell'accusa. Successivamente Pike racconta di essersi recato anche in Florida con l'intenzione di incontrare Forti in carcere. In un primo momento l'autorizzazione viene concessa, ma pochi giorni dopo la visita viene revocata. “Mi dissero che nella sua cella era stato trovato un cellulare rotto e quindi avevano annullato le visite. Mi sembrò una cosa molto strana”. La decisione, quindi, di incontrare il pubblico ministero che aveva seguito il caso. “Mi ha chiesto come poteva aiutarmi – racconta – ed io gli dissi che non credevo più in quella detenzione e che Chico doveva essere liberato. Si arrabbiò moltissimo e un'altra persona che si trovava nella stanza con lui ha impedito che potesse rispondere alle domande che dovevo fargli”.
Bradley Pike parla di “indagini approssimative” e richiama in particolare la figura di Thomas Knott, cliente del padre, che secondo lui avrebbe avuto un ruolo centrale nella morte del fratello. Lo descrive come un uomo affascinante, capace di conquistare facilmente la fiducia delle persone, ma con precedenti per frode aggravata in Germania. “È scomparso per qualche anno e quando ha contattato mio padre era in carcere per frode” spiega sempre Bradley Pike.
Secondo quanto raccontato da Pike nell'intervista, Knott avrebbe avuto un alibi nel giorno della morte del fratello. Aveva infatti organizzato una festa. Ma riferisce anche di un incontro con la moglie dello stesso Knott durante il quale gli avrebbe confidato che il marito avrebbe lasciato per circa due ore la festa organizzata proprio nella fascia oraria in cui Dale Pike venne ucciso. Circostanze, queste, riferite durante l'intervista televisiva nella trasmissione Quarto Grado.
Bradley Pike è arrivato in Italia dove ha avuto l'occasione di poter incontrare Chico Forti in carcere. “La prima cosa che ho visto sono stati i suoi occhi. Si vedeva l'anima. Lui ha iniziato a piangere, poi ho pianto anch'io e ci siamo abbracciati” racconta. “Stiamo vivendo insieme questa tragedia. Finché lui non sarà libero, nemmeno io potrò esserlo”. Bradley Pike continua spiegando di aver parlato a lungo con Chico. “È innocente al mille per cento. Ci siamo lasciati come fratelli”. Immaginando il giorno in cui Chico Forti sarà libero ha concluso: “Chico mi insegnerà a fare windsurf. Quando tutto questo sarà finito pranzeremo insieme alle nostre famiglie e ai nostri amici. Saremo legati per il resto della vita”.


















