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Anche l'Adige nelle mani degli Ebner? Le voci sul passaggio ad Athesia arrivano anche in consiglio

Se fossero confermate le indiscrezioni l'imprenditore altoatesino e politico Svp avrebbe il controllo dei maggiori quotidiani della Regione: Adige, Trentino, Alto Adige e Dolomiten. La discussione oggi nella bouvette provinciale

Di Donatello Baldo - 03 novembre 2016 - 20:04

TRENTO. Le voci si fanno sempre più insistenti. Michl Ebner starebbe per acquistare anche L'Adige. Oggi in Consiglio provinciale si parla di questo alla bouvette: “Hanno già firmato”, azzarda qualcuno, “Tra oggi e domani fanno l'annuncio”, dicono altri. Di ufficiale non c'è nulla ma ormai sembrerebbe l'unica proposta rimasta sul campo.
 

Che il giornale guidato da Pieragelo Giovenetti sia in vendita è cosa nota. Che il Gruppo Athesia sia interessato, anche. Nei giorni scorsi il quotidiano on-line Salto.bz scriveva, a proposito della trattativa in corso, “che è ormai solo una questione di tempo il fatto che Trentino, Alto Adige e L'Adige si uniscano” sotto l'ombrello dello stesso editore.

 

Il gruppo Athesia, per ricapitolare, è guidato come detto da Michl Ebner, deputato Svp per quattro legislature, eurodeputato e oggi presidente della Camera di commercio di Bolzano. Una famiglia importante che piazza uno dei suoi componenti, il fratello di Michl, alla direzione della Dolomiten.
 

E la Dolomiten è proprio il più prestigioso e importante “cavallo” della scuderia editoriale degli Ebner: è il maggior quotidiano di lingua tedesca del Sudtirolo, e con l'acquisto dell'Alto Adige (il più importante quotidiano di lingua italiana) il monopolio sull'intera provincia di Bolzano è pressoché totale. Con l'acquisto dell'Alto Adige il Gruppo Athesia si è preso anche il quotidiano Trentino e se adesso si dovesse portare a casa anche l'Adige l'egemonia editoriale sarà su tutta la regione. Un'altissima percentuale del mercato dell'informazione locale sarebbe nelle mani di un solo gruppo.
 

Dicevamo delle voci che ormai si rincorrono da giorni. Si parla del prezzo di partenza, quei 18 milioni di euro che nella trattativa sembra siano scesi a 14 ma che la famiglia Ebner vorrebbe abbassare ulteriormente a 10. Sembra che la cordata trentina di imprenditori non riesca a oltrepassare l'offerta di 7 milioni di euro e quindi sia ormai fuori dalla partita.
 

A meno che non intervenga qualcosa di nuovo, magari una volontà politica capace di rinforzare la proposta territoriale, quella proposta territoriale di cui lo stesso Giovanetti parlava – auspicandola – nel suo editoriale. “La sfida – scriveva infatti il direttore de L'Adige nelle scorse settimane annunciando la messa in vendita del giornale - è credere nello stesso ideale, con una visione lungimirante del domani, con un amore sincero per la propria terra”. Ma quale terra, potrebbe chiedersi qualcuno? Quella redenta del Trentino-Alto Adige italiano o quella strappata all'Austria?
 

La politica, come detto, vocifera ma non dice nulla di impegnativo. L'unico è Walter Kasswalder del Patt a esprimersi apertamente: “Io Ebner lo conosco e posso dire che è una brava persona”. Kasswalder è amico di Michl Ebner: “L'ho visto qualche settimana dopo l'acquisto di Alto Adige e Trentino, durante una pausa del Consiglio Regionale abbiamo bevuto un bicchiere e mi ha confermato che la trattativa per l'Adige era in corso e in dirittura d'arrivo”. Ma quando si chiede un'opinione sulla concentrazione del controllo editoriale la risposta è sempre vaga: “Quelli lì (riferito ai sudtirolesi ndr) sanno fare le cose bene”. Benissimo, considerando il colpaccio che rischiano di mettere a segno, ma un'analisi sulle conseguenze non sembra emergere dall'ex presidente del Patt.

 

Rodolfo Borga di Civica Trentina dice che “il problema maggiore possono averlo gli altoatesini di lingua italiana che sono una minoranza anche economica” in seguito al passaggio del loro giornale di riferimento, l'Alto Adige, nelle mani della famiglia Ebner. Ma per quanto riguarda la concentrazione trentina dice “che non ci si deve fasciare la testa”, che non è detto che cambierà qualcosa. “I giornali sono mezzi di informazione politica – ammette il consigliere – e questo si vede a livello nazionale, ma non credo sia scontato che l'editore voglia intervenire in modo diretto, sarebbe forse anche controproducente azzerare la pluralità. Anche se la pluralità – sottolinea Borga – nei giornali locali sembra inesistente: tutti e due i maggiori quotidiani sembrano condividere la stessa linea”.

 

Il consigliere è però dispiaciuto: “Premettendo che la politica deve rimanerne fuori, che si deve limitare a regolare le concentrazioni editoriali come giustamente si fa a livello nazionale – afferma Borga – spiace che l'imprenditoria trentina non sia capace di avanzare un'offerta migliore e non si curi di questo”.
 

Dell'imprenditoria sentiamo Gianni Bort, presidente della Camera di commercio trentina che dice di non sapere nulla: “Nulla, non so niente”, sembra quasi che non sapere nemmeno dell'interesse di Athesia per L'Adige. Sembra quasi non essere a conoscenza nemmeno della messa in vendita del giornale. Ma forse quello di Bort è un bluff: dicono che ci sia lui a capo della cordata di imprenditori trentini pronta a fare la miglior offerta per l'acquisto del giornale guidato da Giovanetti e posseduto, ancora per poco, dai conti di Caporiacco

 

Alessio Manica, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale non è convinto di questo scenario: "A me non risultano conferme". Ma se avessimo ragione? "Se si realizzasse questa ipotesi non potrei che esprimere preoccupazione per una concentrazione del controllo dell'informazione non accettabile per questo territorio. La pluralità deve essere un valore fondante della nostra autonomia - conclude -  e la politica non potrebbe sottrarsi dall'affrontare la questione".

Se non ora, però, quando?

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