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Aumentano i furti negli appartamenti e lo spaccio. Incremento di omissioni di soccorso e guida in stato di ebbrezza. Inaugurato l'Anno Giudiziario

Dal Procuratore Generale sollevate perplessità sulla norma di attuazione relativa alla Giustizia: "I capi ufficio giudiziari diventano generali di truppa. A rischi indipendenza magistratura"

Di Donatello Baldo - 28 gennaio 2017 - 18:05

TRENTO. Inaugurazione dell'Anno giudiziario oggi a Trento. Nell'Aula delle assise la presidente della Corte d'Appello ha tenuto la sua relazione davanti ai vertici non solo della magistratura e dell'avvocatura della Regione ma di tutta la classe dirigente. C'erano i governatori Rossi e Kompatscher, consiglieri regionali, deputati e senatori.

 

Una lunga analisi sullo stato di salute del sistema giudiziario regionale che sembra mantenersi in buona forma anche quest'anno. “Un trend più che soddisfacente – afferma la presidente Gloria Servetti – da tempo patrimonio del territorio”.

 

Per quanto riguarda la Giustizia civile per il Tribunale di Trento la durata media della definizione dei procedimenti è di massimo 24 mesi, un dato importante e in linea con gli anni passati. Nel 2016 sono aumentate le separazioni consensuali (da 159 a 406) e per quanto riguarda i fallimenti si passa da 512 a 596. “Effetto della crisi – sottolinea la presidente – ma anche delle recenti modifiche legislative di recente introduzione”.

 

La Giustizia penale registra la pendenza di 1.455 fascicoli. Per quanto riguarda invece la tipologia di reati, quelli contro la Pubblica amministrazione sono 188, sensibilmente diminuiti rispetto ai 246 del 2015. Non risultano iscrizioni per il reato di associazione mafiosa, ma aumenta il fenomeno associativo volto al traffico di stupefacenti.

 

Per questo reato - appunto l'associazione con finalità di spaccio - sono stati infatti iscritti 23 procedimenti, a fronte dei 15 del periodo precedente. Per rimanere nell'ambito degli stupefacenti, i reati relativi a questo aspetto per il 2016 sono 232, mentre nel 2015 sono stati 145.

 

Assenti anche le iscrizioni per il reato di omicidio volontario, stabile invece l'omicidio colposo con l'aggravante della violazione della normativa stradale (10). Diminuiscono invece le iscrizioni per il reato di lesioni colpose aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica: si passa da 163 a 107.

 

Costanti i reati sessuali e riferibili allo stalking, mentre i fascicoli aperti per maltrattamenti in famiglia hanno registrato un significativo incremento, passando da 77 a 104, e altrettanto è avvenuto con riguardo ai reati in materia di pedopornografia.

 

Sono aumentati anche i reati contro il patrimonio, con particolare riguardo ai furti in abitazione, mentre è stabile il dato relativo a rapine e estorsioni. Aumentano i reati tributari.

 

Per quanto riguarda la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Trento alcuni dato sono da evidenziare: sono 43 i procedimenti, e 67 gli indagati, per la violazione della legge sugli stupefacenti, senza che ci sia tra essi un dato particolarmente rilevante di minori stranieri. Due invece sono state le iscrizioni di minorenni che hanno commesso reati di violenza contro le donne. 130 gli indagati per furto e rapina.

 

Le segnalazioni, a Trento, di minori non accompagnati sono 55. A Bolzano, invece, 223 provenienti in prevalenza da Eritrea, Somalia, Nigeria e Afghanistan. Sempre a Bolzano, da segnalare è la presenza del primo caso di una vera e propria baby gang, di formazione eterogenea per quanto riguarda l'etnia, che tra febbraio e marzo del 2016 ha generato un certo allarme sociale compiendo vari reati (furti, rapine, aggressioni): ragazzi minori di 14 anni.

 

Dopo la presidente hanno parlato i rappresentanti del Consiglio Superiore della Magistratura e del Ministero della Giustizia. Poi il Procuratore generale che ha posto l'attenzione su alcuni reati compiuti nell'anno scorso: “I procedimenti avviati dalla Procura della Repubblica di Trento per la violazione della legge sugli stupefacenti sono stati 232 a fronte dei 145 del precedente periodo, con un aumento del 60% che ha coinvolto 225 persone; la scomposizione del dato aggregato evidenzia che nel 72% dei casi le indagini hanno riguardato cittadini stranieri”.

 

“Il che significa – afferma il procuratore generale Giovanni Ilarda - che quello dell’immigrazione, che è innanzitutto un problema sociale che impone solidarietà, accoglienza, politiche dell’integrazione, attenzione per chi è stato meno fortunato di noi, controllo su chi specula sui bisogni altrui, è divenuto anche in Trentino un problema giudiziario per il quale, tuttavia, come è ovvio, la soluzione non può essere, giudiziaria“.

 

Per quanto riguarda la violenza sulle donne, viene sottolineato che sono vittime di lesioni con una parabola ascendente che fa registrare un aumento delle persone sottoposte ad indagini del 68% a Rovereto, del 61% a Bolzano e del 16% a Trento, mentre i casi di stalking si riducono a Trento, ma aumentano a Bolzano e Rovereto.

 

Il procuratore segnala anche “l’aumento delle persone indagate per omissione di soccorso”: + 40% a Trento, + 17% a Bolzano. “Così come aumentano anche le persone sottoposte ad indagini per guida in stato di ebrezza o dopo avere assunto stupefacenti e quelle che in tali condizioni hanno causato degli incidenti”.

 

Ma il dato più preoccupante, almeno sotto il profilo dell’allarme sociale percepito, è quello che riguarda i procedimenti per furto in abitazione a carico di ignoti – spiega il procuratore – per i quali è stato rilevato un imponente incremento sull'intero territorio regionale, essendo stati accertati 1.602 episodi a Trento a fronte di 996 dell’anno precedente, con un incremento del 37%, mentre sono stati 959 a Bolzano a fronte di 764, con un incremento del 25% e 288 a Rovereto, a fronte di 206, con un aumento percentuale del 40%;”

 

Il Procuratore generale della Repubblica entra anche nel merito della norma di attuazione affida alla Regione (e alle due Province) le funzioni riguardanti l’attività amministrativa giudiziaria. “Si tratta di un modello unico nel sistema giudiziario italiano che impone, però, una riflessione intorno alle possibili ricadute sull'autonomo esercizio della funzione giurisdizionale garantito dalla Costituzione” afferma Ilarda.

 

“Con il nuovo sistema, - esemplifica il magistrato – i capi degli uffici giudiziari diventano generali che dispongono di truppe la cui consistenza, la cui dislocazione e il cui armamento dipende da altri. In che misura ciò possa incidere sull'indipendente ed autonomo esercizio della giurisdizione è evidente per chiunque”.

 

Poi attenua le argomentazioni e spiega che “a straordinaria esperienza di autonomia trentina mi induce a ritenere che il pericolo sia soltanto teorico, ma il rischio in linea di principio esiste e suggerisce di tenerne conto, per quanto possibile, almeno in sede di stesura di quel protocollo che risulta previsto come ulteriore momento attuativo del trasferimento di funzioni”. 

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