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Caffetteria della biblioteca, braccio di ferro col Comune. Il futuro dello spazio a qualche cooperativa?

A inizio anno la famiglia Marconcini, da circa dieci anni dietro il bancone, ha chiesto il recesso anticipato del contratto per inadempienze dell'amministrazione comunale: "Siamo in trattativa per un risarcimento danni. Manca sicurezza, l'utenza è calata drasticamente e non possiamo organizzare nulla"

Di Luca Andreazza - 29 June 2017 - 15:23

TRENTO. Il braccio di ferro tra l'amministrazione comunale e la famiglia Marconcini continua. Come anticipato nel marzo scorso, Flavio Marconcini, dopo una decina di anni dietro il bancone della caffetteria all'interno della biblioteca di via Roma lascia in anticipo rispetto alla naturale scadenza fissata al 2019. I nodi sono diversi: si va dal calo dell'utenza e quindi degli incassi all'inutilizzabilità protratta dei servizi sanitari e alla mancanza di presidio nella struttura (Qui articolo completo). 

 

A questo si aggiunge anche la possibilità che il Comune sia venuto meno ad alcune condizioni contrattuali: "Le caratteristiche e il prestigio della struttura - spiega Marconcini - ma anche l'affluenza e la natura dell'utenza, erano tra i punti chiave che ci avevano indotto a partecipare al bando di concorso. Nell'ultimo periodo – e in particolare nell'ultimo triennio - la situazione dello stabile ha però subito notevoli e gravose modificazioni, come i bagni inutilizzabili per molto tempo e il trasloco della sala lettura per ragazzi". 

 

Il gestore ha quindi chiamato a rispondere il Comune di Trento: "Siamo in trattativa - aggiunge il titolare - per veder il risarcimento dei danni  per inadempienza contrattuale, diversamente saremo costretti a fare causa e andare davanti a un Giudice".

 

Una situazione nota e che si protrae dal 2015: "Già allora - evidenzia Marconcini - avevamo fatto presente all'amministrazione il precario quadro economico-finanziario del nostro esercizio, a causa del calo dell'utenza, gli incassi non riescono a far fronte ai costi di gestione. In quell'anno abbiamo cambiato assetto societario, riducendo il personale, ma la morsa resta soffocante".

 

Negli ultimi cinque anni l'offerta bibliotecaria in città ha vissuto, infatti, un innegabile e moderno cambio di passo: l'inaugurazione della nuova Lettere nel 2012, quindi nel 2015 la sezione dedicata a bambini e ragazzi che sbarca alla Palazzina Liberty e infine l'arrivo della Buc. Solo il polo comunale di via Roma sembra di soffrire in disparte e non registra evidenti interventi di riqualificazione.

 

E per cercare di ovviare a questa situazione, il titolare ha chiesto di poter ampliare l'offerta alla clientela: "Abbiamo chiesto - ricorda il gestore - di utilizzare il giardino per qualche evento oppure di poter tenere aperto alla domenica in occasioni particolari, proprio per vivacizzare il locale e garantire un afflusso di clientela per scoraggiare anche potenziale soggetti disturbatori, ma anche di poter aprire il cancello che dà su via Torre Vanga".

 

Il Comune però si sarebbe limitato a dire che il contratto non prevedeva questo genere di attività e che queste sarebbero iniziative incompatibili con il particolare pregio dell'immobile: "Invece - dice il gestore - nel caso del Liber caffè gli assessori Roberto Stanchina e Mariachiara Franzoia sono intervenuti direttamente per modificare il bando. Qui invece continuiamo ad avere gli orari di apertura dell'esercizio prefissati e legati quelli della biblioteca che, giustamente, chiude durante le festività, ma non possiamo lavorare proprio quando spesso il flusso turistico registra un'impennata". 

 

Ora il consigliere, in quota Civica, Claudio Cia si è interessato alla questione e "sembra che qualcosa si muova - conclude Marconcini - il vice-sindaco Paolo Biasioli e l'assessore Andrea Robol si stanno interessando alla questione e speriamo di poter trovare una soluzione condivisa".

 

Intanto però il prossimo 10 luglio la caffetteria della biblioteca chiude per il recesso anticipato e un bando per una nuova assegnazione ancora non si vede. Tra le ipotesi quella di togliere le macchinette all'ingresso e affidare l'attuale caffetteria a qualche cooperativa interessata a gestire gli spazi. 

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