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Caos Not, resa dei conti sulle responsabilità. Borga: "Allucinante è quello che avete combinato voi, non la magistratura". Rossi: "Lei è in malafede"

Acceso dibattito in Aula dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Borga accusa e Rossi replica: "Questa cosa deve essere chiara, ho detto che non commento sentenze ma norme". Ma le responsabilità sono chiare. Fu la Giunta a ratificare quanto espresso in una relazione che dava l'ok per "procedere in altro modo". Sei anni persi e oltre 150 milioni ma tutto finirà "con en bicer de vino"?

Di Luca Pianesi e Donatello Baldo - 03 ottobre 2017 - 16:49

TRENTO. Scintille sul Not in Consiglio provinciale. L'ultima sentenza ha esposto il presidente Rossi al fuoco incrociato e oggi la pallottola l'ha sparata Rodolfo Borga con un'interrogazione che ha fatto infuriare il governatore. "Abbia il coraggio di dire che allucinante è quello che avete combinato voi, non la magistratura", ha detto il consigliere di Civica Trentina al presidente della Provincia. "Affermazioni gravi, non glielo consento.Questa cosa la farò valere anche nelle sedi opportune" ha replicato successivamente Rossi.

 

I fatti sono noti: il Consiglio di Stato, pochi giorni fa, ha ribadito quanto aveva già detto nel 2014 quando aveva bloccato la procedura d'appalto per il Nuovo ospedale del Trentino (datata 2011) incardinata dalla Provincia. In quel caso aveva deciso di far ripartire tutto al momento in cui la stessa Provincia aveva fatto intervenire la commissione esaminatrice (delle proposte giunte dalle aziende che avrebbero poi dovuto eseguire la più grande opera della storia del Trentino, il Not appunto). Si doveva ricominciare da quel momento perché, da quel momento, due dei commissari (Luciano Flor e Livia Ferrario) che avevano redatto il bando erano intervenuti anche per esaminare le proposte, cosa non prevista dalla legge. Un errore madornale al quale, poi, si è sommata la chiave interpretativa che la stessa Provincia ha voluto dare di quella stessa sentenza leggendo la frase "la Provincia può procedere alla rinnovazione della gara a partire dalla fase di presentazione delle offerte" con un "non c'ha detto 'deve', quindi il 'può' può essere anche un 'ma anche no'" e, forte di questa interpretazione, ha fatto un bando ex novo al quale hanno partecipato ben 12 gruppi.

 

I giudici amministrativi, pochi giorni fa, non hanno potuto che ribadire che il loro "può" doveva interpretarsi come un "può" e che, quindi, la nuova procedura deve essere cassata, rilevando come la Provincia non abbia correttamente applicato la precedente pronuncia. "Il Consiglio di stato - scriveva questa mattina Borga nella sua interrogazione -  ha ritenuto che la PAT abbia interpretato il testo, definito 'cristallino' della sua precedente sentenza in palese contrasto con il 'principio di non contraddizione'. Le conseguenze di tale pronuncia sono di assoluta ed evidente gravità sotto diversi profili. Considerata la rilevanza della vicenda e la gravità delle responsabilità che emergono, pare necessario fare chiarezza circa alcune dichiarazioni del Presidente Rossi, assessore competente all’epoca della decisione sulla composizione della commissione da cui origina l’attuale disastro".

 

Parole forti che il consigliere ha suffragato con alcuni virgolettati attribuiti al governatore: "Risulta, infatti, che il Presidente Rossi, nel commentare la sentenza del TAR abbia dichiarato: 'Sapevamo che c’era una giurisprudenza in questo senso e i nostri advisor legali ce l’avevano detto ma è vero che ci sono sentenza in un verso e nell’altro”.

 

Borga ha quindi accusato Rossi anche di aver  imputato la colpa di quanto accaduto ad un sistema normativo definito dal governatore “allucinante” e di aver affermato che “ci è stato contestato che nella commissione c’erano persone che avrebbero utilizzato l’ospedale, cosa che è fuori da ogni logica di ragionamento”. "I miei giudizi - si è difeso Rossi in aula - non sono sulle sentenze e sull'operato dei giudici ma su come sono fatte le norme rispetto agli appalti pubblici. Quei virgolettati sono riferiti a questo. C'è un forte buco nella normativa - spiega a Borga - ma come lei mi insegna, sto parlando de iure condendo, non sto commentando sentenze". La risposta del consigliere di Civica trentina ha fatto salire la tensione. "Ho riportato le virgolette perché lei conferma che all'epoca avete deciso di avviare una procedura nonostante vi avessero avvisato che c'era una giurisprudenza contrastante. La giunta, pur sapendo questo, ha deciso di proseguire e questa è cosa inaudita".

 

"Abbia il coraggio di dire che allucinante è quello che avete combinato voi, non la magistratura". "Questo lo dice lei", l'ha interrotto Rossi, che ha chiesto poi di poter intervenire per fatto personale. "Questo non lo posso accettare - ha urlato Rossi - lei è in malafede. Ha appena affermato che io avei detto che la responsabilità è della magistratura? Non è vero. Mi conferma che ha usato questa parola - lo interroga - ha usato o no questa affermazione?". A questo punto è intervenuto il presidente Dorigatti, spiegando che non si era a un dibattito. Ma Rossi ha continuato: "Ma questa cosa deve essere chiara, ho detto che non commento sentenze ma norme.Si può criticare tutto ma non si può approfittare di un regolamento che le consente di avere l'ultima parola per fare affermazioni false e in malafede". 

 

I toni si sono, quindi, alzati: "Affermazioni gravi, non glielo consento.Questa cosa la farò valere anche nelle sedi opportune". La minaccia è dunque la querela. Ma Borga non si è fatto intimorire: "A lei la sentenza non va bene perché ci saranno responsabilità non da poco". La lite si è poi spostata, tra i due, alla buvette: "Ho forse detto che è colpa della magistratura?", ha chiesto ripetutamente Rossi. "Hai fatto di peggio", ha risposto Borga. "Ok, ci siamo capiti", "No, non ci siamo capiti per nulla", ha chiuso Borga. E Rossi allontanandosi ha detto questo: "Allora bevi en bicer che forse dopo...". In realtà le responsabilità sono chiare ed esplicite in questa vicenda. La Provincia ha affidato ai suoi uffici un analisi della situazione chiedendo che venisse elaborata una relazione sulle possibili soluzioni da seguire dopo la sentenza del 2014.

 

Nel testo si leggeva: "A seguito della citata sentenza del Consiglio di Stato, la Provincia ha svolto un'analisi comparativa delle possibili alternative da seguire nell'attività amministrativa conseguente. Sulla base degli approfondimenti svolti la Giunta provinciale ha ritenuto di assumere, con propria deliberazione, un atto di indirizzo in ordine alla realizzazione del Nuovo Polo Ospedaliero del Trentino. Dalla citata deliberazione giuntale - e questo è un passaggio cruciale - si evince che il Consiglio di Stato consente di rinnovare la procedura di gara oppure procedere in altro modo per la realizzazione e gestione del Not". Quindi le responsabilità sono, in ultima istanza, della Giunta, inutile girarci intorno. Poi come al solito "Dopo en bicer" e il relativo "vino" può darsi che spuntino anche i "tarallucci" ma per questi 6 anni persi e i relativi milioni (addirittura più di 150 se si fa il conto completo, come aveva fatto la Corte dei Conti) di euro buttati via tra appalti, contro-appalti, ricorsi, commissioni e quant'altro, c'è il sospetto che il conto finirà per pagarlo Pantalone.

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