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Carcere, il radicale Valcanover visita il carcere di Spini: "Servono educatori". E propone un provveditorato autonomo per la Regione

L'avvocato ha effettuato l'ispezione con il deputato Francesco Palermo: “La situazione strutturale non è come quella del carcere di Bolzano, sicuramente è molto migliore. Ma occorre che ci siano interventi finanziari per impedire che subentri il degrado strutturale”

Pubblicato il - 15 luglio 2017 - 19:38

TRENTO. Non è la prima volta che l'avvocato Fabio Valcanover, storico militante radicale, entra nel carcere trentino per delle visite a sorpresa. Lui non potrebbe da solo effettuare queste ispezioni, serve una persona titolata, ed è per questo che ha chiesto al deputato Francesco Palermo di bussare alla porta della struttura di Spini.

 

Lo comunicazione la dà lui stesso: “Alle ore 10:30 è iniziata la visita ispettiva eseguita dal senatore Francesco Palermo – afferma – per la valutazione delle condizioni di detenuti e personale di Polizia Penitenziaria. Questa visita – spiega - è il seguito delle precedenti, volte anche all’istituzione di un autonomo provveditorato, scorporato da quello attualmente esistente per Trentino, Sudtirolo, Friuli Venezia Giulia e Veneto”.

 

Valcanover si riferisce all'ipotesi, avanzata da alcuni giuristi trentini, di promuovere presso il Governo una richiesta di 'distacco' dal provveditorato del Triveneto, proponendone una sezione autonoma regionale, que3sto in un'ottica di gestione autonoma dell'amministrazione carceraria anche dal punto di vista amministrativo e educativo dei reclusi.

 

Nel corso di un periodico contatto con la realtà di 'detenuti e detenenti' – spiega Valcanover – abbiamo analizzato e approfondito alcuni aspetti”. I dati aggiornati che fotografano la situazione sono questi: personale previsto 214 unità, quello effettivo 130, con un consistente livello di sotto-organico. I detenuti sono 330 a fronte di una capienza massima di 240, che significa un 40% in più oltre la soglia".

 

“La situazione strutturale non è come quella del carcere di Bolzano – spiega l'avvocato – sicuramente è molto migliore. Ma occorre che ci siano interventi finanziari per impedire che subentri il degrado strutturale”.

 

Occorrono manutenzioni degli impianti di riscaldamento (d’inverno) e ora di manutenzione degli impianti di climatizzazione in alcuni luoghi di lavoro della polizia penitenziaria, schermi video per la sicurezza nel braccio femminile che ora non funzionano”.

 

“Il reparto femminile – continua Valcanover - vede la chiusura del secondo piano e quindi le celle sono poche, al limite della capienza”, con nostri dubbi della compatibilità con le metrature conseguenti alla sentenza Torreggiani”.

 

Per quanto riguarda il lavoro durante il trattamento penitenziario, 8 detenuti svolgono un lavoro esterno ma sempre intramurario, 6 sono addette alla cucina (3 fisse e 3 in rotazione), 7 temporaneamente impegnate in tinteggiatura, 6 in lavori di manutenzione, 10 nella lavanderia industriale (gestita da una cooperativa) e 15 nell'assemblaggio di detersivi.

 

Per Valcanover “occorre urgentemente un'implementazione del numero degli addetti alla area educativa”. E spiega che “per questo è competente il Provveditorato di Padova” sottolineando così il motivo per cui “è urgente l'istituzione di un provveditorato autonomo per la Regione”.

 

E sul fronte educatori lancia anche un allarme: “Ci è stata ventilata l’ipotesi che gli educatori di Trento debbano in un futuro prossimo farsi carico anche della struttura di Bolzano a causa del blocco del turn-over che non sostituirebbe il personale in pensione”.

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