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Chiude il bar dei Cavai a San Martino, un pezzo di storia della città di Trento

Il 31 dicembre sarà l'ultimo giorno di apertura per Maria Rita Zonin e Bruno Battistoni. L'apertura avvenne nel 1946, il lunedì del giorno di Pasqua, da parte di  Augusto Angeli. Da sempre punto di ritrovo storico della città

Di G.Fin - 28 dicembre 2016 - 17:12

TRENTO. Il “Bar dei Cavai”, uno dei luoghi storici del quartiere di San Martino e dell'intera città, da sempre capace di conciliare memoria e contemporaneità, il 31 dicembre chiuderà i battenti.

 

A comunicarlo sono Maria Rita Zonin e Bruno Battistoni che in questi ultimi sei anni hanno gestito il locale che è sempre riuscito a richiamare l'attenzione e gli apprezzamenti di intere generazioni. Un luogo dove tutti sono sempre stati i benvenuti e si sono sempre potuti sentire a proprio agio.

 

“Per noi – ci spiega Maria Rita – si è concluso un ciclo e ora vogliamo rimetterci in gioco. A fine anno lasceremo la gestione di questo locale e cercheremo qualcosa di più piccolo e pratico. Stiamo guardando altri posti in città e forse abbiamo trovato già qualcosa, ma non è stato deciso ancora nulla”.

Bottega Storica, sul sito dedicato viene descritto come "il baluardo dell'identità dell'antico rione artigiano di Trento; oggi impegnato a conciliare memoria e contemporaneità. L'atmosfera quasi bohemien lascia spazio alla convivialità di un bar affacciato sulla strada che guarda alla modernità e a tutte le clientele".

 

L'apertura del bar dei Cavai in via San Martino 90 avviene nel 1946, subito dopo la seconda guerra mondiale nei locali che prima ospitavano una mescita di vini. L'avvio dell'attività viene fatta da Augusto Angeli. E' proprio lui a decidere di evitare di mettere tavoli e sedie per non incoraggiare la permanenza di chi non aveva soldi. Si beveva lo stesso, ovviamente, ma “en pe' come i cavai”. Ed ecco da dove arriva il nome. Ovviamente, poi, non mancava anche il frequente passaggio di cavalli e carri per il trasporto della merce.

 

Il bar diventa immediatamente un punto di incontro importante della zona, prima porto fluviale poi comunque snodo di passaggio di merci. E da sempre il tempo per un bicchiere di buon vino al bar dei Cavai era un must per commercianti e abitanti del posto.

 

Il locale divenne punto di incontro di artisti e intellettuali fino ad arrivare per qualche tempo negli anni Ottanta, con la gestione di Guido Fedel, ad essere la sede del circolo dei "Redicoi, reversi e policarpi".

 

Maria Rita Zonin e Bruno Battistoni hanno deciso di prendere le redini del bar nel 2011 circa, dopo aver gestito per alcuni anni la caffetteria del museo del Castello del Buonconsiglio. L'arrivo, ci racconta Maria Rita, non è stato dei più tranquilli visto alcune problematiche che esistevano nel rione e che un po' alla volta, grazie alla collaborazione di tutti, si è riusciti a superare. Il locale, intanto, è diventato “bottega storica” ed ha mantenuto il proprio “carattere” e l'affetto della clientela.

“Negli ultimi anni – ci ha spiegato Maria Rita – la situazione di via San Martino è migliorata anche grazie la collaborazione e la vitalità di quasi tutti quelli che ci abitano e lavorano. Questa zona è però sempre stata vista 'fuori dalle mura' e spesso non molto considerata da chi di dovere”.

 

La decisione di chiudere non ha certamente lasciato indifferente la fedele clientela che da anni frequenta il bar dei Cavali anche spesso più di casa propria. Proprio in questi giorni in molti si sono presentati al bancone del locale rammaricati e dispiaciuti. “Ormai ho un blocchetto di foglietti – ci dice Maria Rita – pieno zeppo di numeri di telefono perché i clienti che da anni vengono a trovarci non ci vogliono lasciare e ci hanno chiesto di tenerli informati su dove andremo. Ci sono persone che si sono presentate con quasi le lacrime agli occhi e questo emoziona tantissimo”.

 

Sul futuro del bar dei Cavai al momento, invece, ancora non si sa nulla. “Non sappiamo se arriverà qualcun altro” dicono i gestori. La speranza è che un luogo così bello e importante della città non resti sguarnito a lungo.

 

 

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