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Concorso Pat annullato, il centrodestra chiede le dimissioni della dirigente Luisa Zappini

E' la prima volta che la Provincia annulla un concorso senza il preventivo intervento della magistratura ma a seguito di un'inchiesta giornalistica (fatta da il Dolomiti) e le interrogazioni di un consigliere provinciale. Adesso Cia, Fugatti e Bezzi chiederanno un consiglio provinciale straordinario e una commissione d'inchiesta

Di Giuseppe Fin - 19 giugno 2017 - 19:35

TRENTO. “Chi rappresenta un servizio e un ente come la Provincia deve conoscere le norme e vigilare affinché siano rispettate. Se la dottoressa Luisa Zappini non le conosce, non può rivestire il ruolo di dirigente”. Questo il messaggio che arriva dal centro destra provinciale dopo l'inchiesta portata avanti dal giornale “Il Dolomiti” e i successivi approfondimenti arrivati con un'interrogazione del consigliere provinciale Claudio Cia in merito al concorso pubblico per la copertura di un posto a tempo indeterminato ad alta specializzazione per la Centrale Unica di Emergenza.

 

I fatti hanno portato nei giorni scorsi il presidente Ugo Rossi ad annullare l'intero concorso visto che la presidente della commissione esaminatrice, Luisa Zappini, non solo aveva fatto delle pubblicazioni con i tre finalisti (e dunque li conosceva), e quindi il vincitore, ma con loro e con Eledia, il centro di ricerca di cui fanno parte tutti e tre i candidati, aveva avuto in precedenza diversi rapporti di lavoro con il Cue e la dirigente.

 

Davanti all'ipotesi di un annullamento del concorso da parte dei giudici, la Giunta ha quindi deciso di procedere.

 

L'annullamento non sembra essere però bastato ai consiglieri Claudio Cia di Agire e Maurizio Fugatti della Lega Nord che oggi  hanno chiesto “le dimissioni immediate della dirigente Zappini” . Nel caso non arrivino spontaneamente, spiegano i consiglieri, dovrebbe essere il presidente Ugo Rossi a prendere in mano la situazione.

 

 

“E' la prima volta in assoluto – ha spiegato Claudio Cia - che la Provincia annulla un concorso senza preventivo intervento della magistratura e lo fa poche settimane dopo che è terminato. A Rossi riconosco di aver agito anche con coraggio perché evidentemente questo annullamento espone anche lui in quanto responsabile del personale e rappresentante della Giunta che ha istituito quella commissione”.

 

Per il consigliere di Agire “se un presidente arriva a fare un annullamento due sono i motivi: o questo concorso evidenza in modo chiaro tutta una serie di criticità che gli uffici legali della Provincia hanno deciso di annullarlo oppure forse la Procura si è già attivata per chiedere l'accesso agli atti”.

 

Oltre a questo i consiglieri hanno annunciato  l'intenzione di chiedere un Consiglio provinciale straordinario per discutere sulla situazione generale dei concorsi, un sistema spiegano “che oggi dimostra diverse falle”.

 

E' stata inoltre depositata una mozione firmata dai consiglieri Cia, Fugatti e Bezzi nella quale viene richiesto alla Giunta provinciale di promuovere nuove e più efficaci misure di prevenzione della corruzione all’interno della Provincia Autonoma di Trento, che garantiscano una maggiore trasparenza e più efficace vigilanza nei concorsi, identificando le attuali debolezze del sistema di prevenzione. Inoltre, di sottoporre al Consiglio provinciale la possibilità di costituire una commissione d’inchiesta per far luce sui tanti concorsi messi in discussione con la finalità di verificare i fatti contestati, identificare i soggetti coinvolti ed individuare ogni eventuale illecito commesso.

 

“Siamo davanti ad un fatto molto grave – ha spiegato infine Maurizio Fugatti della Lega Nord – e politicamente rilevante. Ora chiediamo che la dirigente Zappini si faccia da parte e che ci sia maggiore trasparenza”. 

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