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Contadino in Mali, vignaiolo in Trentino. La storia di Moussa: "Sogno di riabbracciare i miei due figli"

La storia, raccontata da Cinformi, del giovane richiedente asilo oggi lavoratore a tempo indeterminato alle dipendenze di una cantina vinicola di San Michele all’Adige

Di gf - 16 April 2017 - 21:48

TRENTO. E' scappato dal Mali per raggiungere del 2014 la Libia dove alcuni scafisti lo hanno fatto salire su un barcone per farlo arrivare prima in Sicilia e poi in Trentino dove la solidarietà di una famiglia è diventata opportunità di lavoro in una cantina vinicola.

Questa è la storia di Moussa. Lui ha 29 anni, anche se i documenti indicano 34 a causa di un errore al momento della registrazione dopo le concitate fasi di soccorso in mare vicino alla Sicilia.

 

Da allora sono trascorsi tre anni e la sua storia è stata raccontata da Cinformi. Il giovane richiedente asilo è un lavoratore a tempo indeterminato alle dipendenze di una cantina vinicola di San Michele all’Adige, in Trentino. Moussa ha un permesso per motivi umanitari che gli ha consentito di restare in Italia e lavorare.

 

Dopo alcuni mesi nei quali si è impegnato ad imparare la lingua italiana e le regole della società in Italia, Moussa ha svolto un primo tirocinio nell’ambito del progetto “Ciclofficina”, gestito dalla cooperativa Kaleidoscopio nell’ambito del progetto trentino di accoglienza.

Da quando è arrivato in Trentino, però, il suo desiderio era però quello di trovare un lavoro simile a quello di contadino che ha svolto nel proprio paese d’origine. L'occasione è arrivata quando gli è stato proposto un tirocinio presso una cantina della Piana Rotaliana.

Moussa, ha colto l’occasione al volo e le sue capacità sono state riconosciute dall’azienda, che all’inizio l’ha assunto come tirocinante e dopo un anno con un contratto a tempo indeterminato.


Paolo Endrici, titolare dell'azienda agricola, ha precisato a Cinformi che per quanto riguarda l’accoglienza del giovane maliano in azienda c’è stata un’apertura reciproca. Da un lato la famiglia del datore di lavoro voleva compiere un gesto di solidarietà e contribuire al progetto di accoglienza dei giovani migranti che arrivano in Italia dopo un lungo e rischioso viaggio per lasciarsi alle spalle la guerra o altre situazio

ni difficili; dall’altro lato Moussa è riuscito a farsi accettare dagli altri collaboratori dell’azienda e a inserirsi in modo professionalmente valido, umanamente piacevole e simpatico, diventando effettivamente uno del gruppo. Di qui la decisione della cantina di tenerlo in azienda a lavorare assumendolo a tempo indeterminato.

 

È un ragazzo che sorride sempre, estremamente positivo, non porta problemi ed è pronto a portare soluzioni per cui direi che ha delle grandi positività, che è una persona che noi apprezziamo e stimiamo”, afferma il signor Endrici aggiungendo: “Rispetto al lavoro, il suo passato da contadino l’ha aiutato ad adattarsi in fretta allo svolgimento delle mansioni sul campo ma allo stesso tempo Moussa ha imparato anche il lavoro da fare in cantina; quindi c’è stata una crescita dalla parte agricola alla parte industriale per la vinificazione, per esempio. Anche per quanto riguarda l’apprendimento della lingua italiana, Moussa ha fatto dei passi avanti in quanto dopo il lavoro frequenta un corso di italiano e questo l’aiuta ancor di più ad integrarsi. Forse un po’ di difficoltà potrebbero esserci nel capire il dialetto trentino che spesso si parla qui da noi”.


Per Moussa ora rimane un altro sogno. Quello di avere vicino a sé i propri due figli di sei e otto anni che sono rimasti in Mali. 

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