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Dopo la tempesta "bufera" sul 112: tempi di attesa lunghissimi. Eppure il maltempo era annunciato. Mellarini: "In due ore 3.182 chiamate. Abbiamo fatto il massimo"

In tanti ci hanno girato gli screen shot delle chiamate fatte ieri alla centrale unica e una l'abbiamo fatta anche noi. Dopo 10 minuti abbiamo desistito ma c'è chi ha atteso anche più di 40 minuti. Zappini alla stampa dice "impossibile". Mellarini: "Troppe chiamate non di emergenza. Molte sono per sapere quali sono le farmacie aperte"

Di Luca Pianesi - 07 agosto 2017 - 19:12

TRENTO. L'abbiamo fatta anche noi una segnalazione ieri pomeriggio, meglio c'abbiamo provato: dopo 11 minuti di attesa abbiamo desistito. Volevamo comunicare ai vigili del fuoco che c'erano molti rami abbattuti lungo la strada tra il parcheggio ex Sit e la funivia per Sardagna e che le macchine, facendo slalom riuscivano a passare ma con un certo pericolo. Abbiamo chiamato il 112 alle 13.25: la prima risposta l'abbiamo avuta dopo 8 minuti. Poi siamo stati deviati alla centrale dei vigili del fuoco e dopo altri 3 minuti di attesa abbiamo desistito. Ci hanno gentilmente richiamato dopo un'ora con numero privato e intorno alle 14.40 siamo riusciti a fare la nostra segnalazione. 

 

 

 

 

E' stato un delirio, lo immaginiamo. Ieri l'intera provincia era in subbuglio (l'assessore Mellarini ci spiega che i vigili del fuoco hanno avuto 594 richieste di intervento) per cadute alberi, tetti scoperchiati, allagamenti, incidenti. Ma qualcosa non ha funzionato e questo è stato un ottimo stress test per capirlo. Ci sono arrivate segnalazioni da tutta la provincia con screenshot di cellulari e telefoni fissi che mostrano come molti utenti abbiano dovuto aspettare anche più di mezzora prima di segnalare la propria emergenza. In molti, poi, sconfortati hanno chiamato direttamente i comandanti dei vigili del fuoco dei diversi corpi o i telefoni fissi delle caserme trovati sull'elenco telefonico.

 

E le segnalazioni erano anche di primaria importanza. Clamoroso il caso di un albero crollato su una casa in Cimirlo dove l'anziana signora è stata soccorsa dai vigili del fuoco volontari di Povo che si erano già recati in zona per varie cadute alberi mentre la famiglia era al telefono con il 112 in attesa di una riposta. Sono passati 45 minuti durante i quali l'unica risposta è stata "da dove chiamate?" senza nemmeno chiedere se si trattasse di un malore, di un incidente, di un guasto di qualche tipo. La famiglia è stata messa in attesa senza che sapere chi gli avrebbe poi risposto.

 

Eppure tutto era previsto: la protezione civile aveva diramato l'allerta meteo già sabato e i soccorritori, ad ogni livello, erano pronti ad intervenire. Si sapeva quel che sarebbe potuto accadere (cosa che non sempre capita, anzi quasi mai, quando di mezzo ci sono i disastri naturali: si pensi all'imprevedibilità di un terremoto) e quindi, ipotizziamo si sia mobilitato anche il massimo del personale nella centrale unica del 112, quella che poi si deve occupare di smistare le telefonate a vigili del fuoco, carabinieri, polizia, sanitari. "Presente il personale previsto - ci spiega l'assessore competente Mellarini - e in più c'era la coordinatrice del Cue e il dirigente generale De Vigili. Tutto ha funzionato h24 anche perché sapevamo che si sarebbero verificati eventi di straordinaria intensità". 

 

Insomma, c'era da aspettarselo che sarebbero piovute le segnalazioni. Il risultato, invece, è stato quello di un imbuto: le telefonate si bloccavano una prima volta al 112, con una perdita di tempo di circa 10 minuti per avere la prima risposta, e poi si veniva dirottati al numero di competenza. Gravissimo. Anche se oggi la dirigente della Centrale Unica Zappini sul quotidiano "il Trentino" alla domanda "attese di 5 minuti?" lei rispondeva: "Questo è assolutamente impossibile. A noi risulta un tempo massimo di attesa di 60 secondi". Come dimostra il video, non è così.

 

Ma ragioniamo per assurdo: cerchiamo di capire cosa significano 10 minuti in caso di emergenza. Prima c'erano i diversi numeri da chiamare (112, 113, 115, 118 etc..). Arriva il disastro di ieri: le telefonate maggiori vengono fatte ai vigili del fuoco e quindi per allagamenti, cadute alberi, rami spezzati ci sarà da aspettare si dovrà restare in attesa su quel numero. Ma intanto chi è colto da infarto, chi esce di strada con l'auto, chi si trovava in casa un ladro ha la possibilità di chiamare il 118 o il 113 che saranno pressoché liberi. Oggi, invece, finisce nell'imbuto del 112: un malore, un infarto, un emergenza assoluta deve giocarsela per prendere la linea con le cadute alberi, con l'allagamento di una cantina, con i rami abbattuti dal vento. Una persona che si trova un ladro in casa, idem.

 

Insomma, così non funziona. C'è poco da fare. Se 10 minuti per segnalare un albero abbattuto possono anche bastare, per salvare la vita a una persona possono diventare un'eternità. E fortunatamente gli eventi di ieri erano annunciati. Sulla questione oggi è stata depositata anche un'interrogazione dal consigliere provinciale Claudio Civettini che chiede alla Giunta e all'assessore competente Mellarini le ragioni per le quali "il neo servizio 112 o Centrale unica emergenza parrebbe essere andato in crisi alla prima bufera e stato di necessità generale". Aggiungendo che: "Vero che la dottoressa Zappini si è precipitata a negare l’evidenza, forse con una certa mancanza di umiltà sull’analisi dei fatti - prosegue Civettini - poiché quando definendo che sia 'impossibile' che vi siano stati ritardi, di getto dà dei bugiardi alle fonti più che qualificate che hanno denunciato sui social i vari casi, dimostrando anche di mistificare, nel concreto, gli accadimenti".

 

Abbiamo chiesto spiegazioni proprio all'assessore Mellarini che c'ha risposto così: "Alla centrale unica tra le 12 e le 14 di domenica sono arrivate 3.182 chiamate, più del triplo di una giornata normale. Di queste 1.000 hanno abbandonato dopo 4 squilli. Circa 950 sono quelle che sono state inoltrate al secondo livello che quindi presentavano una qualche forma di emergenza. Uno dei problemi che vive, infatti, la Centrale unica, che, lo sottolineo, si chiama di emergenza, è che in molti chiamano non per emergenze. Il 112 riceve, per esempio, molte telefonate per sapere quali sono le farmacie di turno o per interventi minori che in una situazione come quella di ieri nulla avevano a che fare con l'emergenza in atto. Un evento straordinario affrontato bene, pensiamo, anche se so di ritardi e mi scuso per quello. A noi risultano, comunque, tempi medi di risposta di 50 secondi. E voglio sottolineare che se un evento simile fosse capitato in altre parti d'Italia probabilmente staremmo a contare ben più danni. Ciò dimostra l'ottimo stato di manutenzione del nostro territorio e le grandi capacità dei nostri vigili del fuoco e della nostra protezione civile".

 

E Mellarini c'ha fornito il dettaglio degli interventi: distretto Giudicarie 32 interventi; Alto Garda e Ledro 40 interventi; Vallagarina 128 interventi; Pergine 104; Trento 153; Mezzolombardo 6; Cles 15; Fiemme 16; Fassa 2; Valsugana e Tesino 82; Primiero 11; Fondo 3; Val di Sole 2. Obbiettivamente tantissimi. Il plauso va assolutamente a tutti i vigili del fuoco (permanenti o volontari non fa differenza) e agli operatori del 112 che, certamente, hanno fatto il massimo. Qualcosa da rivedere, se c'è (e secondo noi c'è da semplici utenti), casomai è nell'organizzazione. 

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