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Il bullismo si sconfigge insieme, presentata la campagna di prevenzione

Iniziativa di Carabinieri, Provincia e Ministero dell'Istruzione per sensibilizzare famiglia e studenti

La campagna "Il bullo! Assieme lo possiamo smontare" promossa da Carabinieri di Trento, Dipartimento Conoscere della Provincia e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Di Luca Andreazza - 30 settembre 2016 - 13:43

TRENTO. "Il bullo! Assieme lo possiamo smontare". Questo il titolo della campagna lanciata dai Carabinieri di Trento attraverso un pieghevole che sarà distribuito nelle scuole del territorio provinciale. 

 

"Si tratta di un progetto ampio che coinvolge l'Arma, il Dipartimento della Conoscenza della Provincia di Trento e il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - ha introdotto il tenente colonnello Luca Volpi - un'azione concreta e fruibile, uno strumento pensato per studenti e famiglie per sensibilizzare la cittadinanza circa questo tema".

 

Presentazione del progetto che avviene proprio all'indomani del grave caso di bullismo registrato nella giornata di mercoledì sullo scuolabus di Villazzano a servizio dell'Enaip, quando un ragazzo di 14 anni sarebbe stato incapucciato e preso a calci e pugni. Una linea protagonista già in passato di altri episodi allarmanti.  

 

"Il fenomeno del bullismo è circoscritto e non rappresenta un'emergenza in Trentino", rassicura il Tenente Colonnello Giovanni Cuccurullo, prima di evidenziare le azioni messe in campo dall'Arma dei Carabinieri nel corso dello scorso anno scolastico per un progetto che si affianca ad altre iniziative dell'Arma, come l'educazione stradale. "Senza contare il mondo dell'associazionismo, l'anno scorso abbiamo raggiunto 10.560 persone in circa 150 incontri e abbiamo accolto 361 studenti in 18 strutture dell'Arma per un contatto diretto con la nostra attività. Siamo consapevoli che non basta un volantino per debellare questo problema, ma cerchiamo di veicolare un metodo per prevenire questa problematica attraverso educazione e informazione. Legalità è sinonimo di rispetto, vogliamo fornire degli strumenti per abituare i giovani a stili di vita sani e responsabili".

 

Partner del progetto è il Dipartimento per la conoscenza che nell'ultimo quadriennio ha ricevuto dalla Provincia un finanziamento per sviluppare e implementare la lotta al bullismo; dopo questa prima fase di lancio della campagna il contributo è cessato: "Ma non il nostro impegno - comunica Nicoletta Zanetti, responsabile del programma - proponiamo in questo caso un patto di corresponsabilità educativa. Ognuno ha un ruolo e i disagi si affrontano insieme per individuare una strategia vincente".

 

Un pieghevole esaustivo e diretto che affronta i principali casi e cerca di fornire le prime indicazioni comportamentali. "Il pieghevole riporta infatti consigli utili - specifica Cuccurullo - nulla di nuovo e problemi che possono essere superati grazie al buonsenso. Come la tecnologia, anche il fenomeno del bullismo ha subito un'evoluzione, ma le dinamiche sono sempre le medesime. E spesso la soluzione è semplicemente nascosta. Gli impegni sono tanti e la quotidianità frenetica, ma l'invito alle famiglie è di trovare il tempo per parlare e comunicare. Spesso infatti basta poco per spegnere sul nascere un disagio. Ci sono diverse ramificazioni e forme di bullismo, ma la radice è unica. Spesso il bullo sembra un ragazzo forte, ma in realtà nasconde tante fragilità e debolezze. Il dialogo è importante".

 

Lo strumento, distribuito sia in forma cartacea che elettronica, riporta anche alcune azioni e atti di bullismo che possono configurarsi come reati penali: "Questa iniziativa non è un'attività strettamente istituzionale ma il Carabiniere è un cittadino, padre, ma anche figlio, che si mette a disposizione della comunità. Sempre disponibile al dialogo. Il nostro slogan è 'Aiutateci ad aiutarvi' per prevenire atti che possono poi sfociare in aggressioni e reati penali. Rispondere inoltre con violenza ad azioni di bullismo non è una soluzione perchè da vittime ci si porrebbe sullo stesso livello anche dal punto di vista penale" - ha concluso Volpi.

 

 

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