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Il futuro di Trento? Più legami tra la città e l'Università grazie a studenti, dipendenti comunali, cittadini e società civile

L'idea di fondo è una sola: fare in modo che la città diventi un vero e proprio laboratorio affinché le attività di ricerca non rimangano chiuse solo all'interno delle mure dell'ateneo. L'iniziativa nata da un protocollo  che punta a rafforzare la relazione di reciprocità e integrare sempre più la comunità nativa con quella universitaria

Di G.Fin - 28 giugno 2017 - 13:02

TRENTO. Da “Università della Città” a “Università nella Città”, uno slogan forte e chiaro quello che è stato utilizzato nel 2016 per la firma di un importante protocollo tra il Comune e l'Università di Trento.

 

L'avvio di un cammino comune tra la città e la sua università fatto di scambi di idee, progetti e professionalità per rafforzare la relazione di reciprocità e integrare sempre più la comunità nativa con quella universitaria. L'idea di fondo è una sola: fare in modo che la città diventi un vero e proprio laboratorio affinché le attività di ricerca non rimangano chiuse all'interno delle mure dell'ateneo. 

 

“L'obiettivo di questo protocollo – ha sottolineato i professor Ivano Bison – è la valorizzazione dei saperi e delle professionalità dell'Ateneo rispetto alla formazione della cittadinanza, del mondo economico e sociale e del Comune di Trento. Dall'altro la valorizzazione delle professionalità di alta qualificazione del Comune di Trento e del mondo economico e sociale, messe a disposizione delle iniziative formative dell'Ateneo”.

 

Il protocollo ha visto negli scorsi mesi l'attivazione di alcuni tavoli misti di lavoro e di confronto con  la partecipazione non solo dei rappresentanti istituzionali e del mondo universitario ma anche rappresentanti del mondo economico e sociale. Un confronto e una condivisione di idee che si è tradotta in proposte che andranno a formare il primo programma annuale di interventi .

 

I progetti proposti sul tema degli “Aspetti giuridici e sicurezza” riguardano l'attivazione di laboratori per ripensare gli spazi pubblici: luoghi di sperimentazione di forme di collaborazione fra cittadini ed amministrazione. Il tutto con il contributo di studenti, dipendenti comunali, cittadini e società civile per elaborare forme e strumenti per ripensare, riallestire, rigenerare gli spazi pubblici come luoghi di sperimentazione di forme di collaborazione fra cittadini e amministrazione.

 

Sono poi proposti dei seminari tematici in materia di sicurezza urbana con l'organizzazione di momenti di confronto fra esponenti dell'Università di Trento e rappresentanti degli enti locali sulle normative locali e nazionali in materia di sicurezza urbana, con l'esame e la valutazione delle iniziative adottate e utilizzabili per fronteggiare i fenomeni di degrado delle aree cittadine.

 

Ultimo punto dal punto di vista di questi temi, è rappresentato dal progetto "defibrillazione precoce" che prevede il posizionamento sul territorio comunale di defibrillatori semiautomatici (DAE).

 

Per quanto riguarda il tema degli “Aspetti sociali ed economici” troviamo il progetto “Nutrire la città” che punta all'informare e sensibilizzare al consumo sostenibile attraverso azioni di educazione e informazione sugli stili di vita e di consumo sani e sostenibili, alla produzione sostenibile di cibo e alla razionalizzazione della logistica.

 

Ci sarà poi tre indagini campionarie rivolte ai cittadini, alle realtà economiche e alle realtà sociali con l’obiettivo di sondare la percezione che hanno i cittadini dell'Università e recepire le istanza che provengono dal territorio.

 

Sul tema della “Comunicazione” l'intenzione è quella di bandire un concorso aperto a gruppi di lavoro formati da docenti e studenti che abbiano competenze nel campo dell’architettura, del design, dell’elaborazione di un’idea chiara ed efficace che consenta di dare riconoscibilità al marchio Università di Trento, tanto nelle sedi dell’Ateneo quanto nelle strade cittadine. C'è poi l'intenzione di una App per Trento & Informazioni utili per vivere in città.

 

L'ultimo tema è “Studenti e partecipazione” con la creazione di un archivio pubblico delle Tesi di laurea magistrale e di dottorato che affrontano temi rilevanti per il territorio trentino. Oltre a questo anche la presentazione pubblica dei lavori di tesi maggiormente meritevoli, in spazi e tempi extraaccademici.

 

“Questo protocollo – ha affermato il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta – ad un anno di distanza dall'attivazione sta già portando risultati importanti nell'interesse reciproco e toccando temi vari tutti importanti per la città”.

 

Soddisfatto anche il rettore Paolo Collini. “ A Trento – ha spiegato - la presenza dell'Università ha inciso significativamente sul tessuto urbano. Questa è storia e noi con questo protocollo abbiamo deciso che questo processo non lo vogliamo solo vivere e favorire ma lo vogliamo anche progettare. Siamo davanti ad una nuova fase che ci aiuterà a far evolvere il nostro territorio”.

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