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| 07 gen 2017 | 17:18

Immigrazione clandestina, fermato dipendente dell'associazione Volontarius: "Organizzava viaggi per i clandestini chiedendo 500 euro"

L'uomo lavorava al Brennero. Lega Nord "Chiedere alle cooperative presenti nella nostra Regione un controllo costante e continuo sulla attività dei loro dipendenti pena la chiusura"

 

di Redazione

BOLZANO. Un iracheno di 38 anni è stato fermato e altre sette persone sono state denunciate dagli agenti della Questura di Bolzano per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

 

L'indagine è iniziata nel mese di luglio dello scorso anno ed ha portato allo smantellamento di una cellula criminale con al vertice due cittadini libanesi, che organizzavano viaggi di stranieri irregolari, in particolare siriani e iracheni, in Germania.

L'indagine, denominata "Nockel" è stata condotta dalla squadra mobile di Bolzano, dalla Bundespolizei tedesca e del Bundeskriminalamt (BK) di Vienna, sotto la supervisione di Europol ed è stata coordinata dalle Procure di Berlino, Vienna e Bolzano.
 

L'indagine coordinata dal Pm Igor Secco ha fatto emergere il ruolo fondamentale di Fadel Firas, iracheno di 38 anni, un dipendente di Volontarius che lavorava al Brennero, che agiva con scopo di lucro nell'organizzare viaggi per i clandestini, speculando sulla drammatica situazione dei migranti, chiedendo 500 euro a persona. Gli altri sette soggetti, invece, si preoccupavano di far avere ai clandestini i biglietti ferroviari necessari per poter proseguire il loro viaggio.

 

Ad commentare il fatto è immediatamente la Lega Nord con il segretario Maurizio Fugatti. “Questa – spiega - è la trasparenza e l'onestà che si nasconde dietro alcune di quelle cooperative che sono cresciute sotto l'ormai certo business dei rifugiati. Se è pure vero che non possiamo fare di tutta l'erba un fascio delle cooperative e dei loro dipendenti che gestiscono i profughi nella nostra Regione, questa inchiesta pone comunque in dubbio il livello di controllo e di trasparenza presente al loro interno”.

 

Per l'esponente leghista “è opportuno che chi di dovere chieda alle cooperative presenti nella nostra Regione un controllo costante e continuo sulla attività dei loro dipendenti pena la chiusura di ogni rapporto contrattuale nella gestione dei profughi con quelle cooperative che favoriscono il malaffare”.

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