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Itas, per il Fatto Quotidiano "Agrusti ha accettato l'offerta delle ricche assicurazioni trentine". Domani il Cda per decidere sul "dopo Grassi"

Lo slittare della decisione in casa Itas forse non era dovuta a passi indietro del presidente Di Benedetto di fronte alle pressioni di delegati e soci quanto dalla necessità di attendere il Cda Rai di oggi. Domani si capirà di più

Di Luca Pianesi - 22 maggio 2017 - 18:40

TRENTO. Si dice che non ci sia due senza tre e domani è già tempo del terzo Cda in casa Itas per decidere chi andrà a prendere il posto di Grassi alla carica di direttore generale. Terzo giro e terza "fumata" che questa volta in molti si attendono possa essere "bianca". Addirittura la stampa nazionale lo dà per certo: sarà Raffaele Agrusti il futuro direttore generale. Ieri il "Fatto Quotidiano" nell'articolo firmato da Carlo Tecce titolato "Rai al disastro se ne va il direttore finanziario. Domani il Cda potrebbe mollare Campo dell'Orto" (sottotitolo: "Raffaele Agrusti dice addio per le ricche assicurazioni trentine") spiegava senza se e senza ma che "anche Raffaele Agrusti, direttore finanziario e presidente di RaiWay, sta per lasciare l’azienda. L’ex amministratore delegato di Generali ha accettato l’offerta di guidare il gruppo Itas (assicurazioni trentine) perché, per legge, la Rai gli ha dimezzato lo stipendio per rispettare il limite di 240mila euro".

 

Il Messaggero di oggi, con Mario Ajello, spiegava che l'uscita di scena di Agrusti da "mamma Rai" sarebbe legata non al dimezzamento dello stipendio quanto, piuttosto, dalle scarse prospettive di restare dell'attuale dirigenza Rai che se non verrà disarcionata oggi (data prevista per il Cda), verrà disarcionata nelle prossime settimane. E a questo punto anche i ritardi e le precedenti "fumate nere" degli scorsi Cda di Itas assumerebbero un altro significato. Più che dei passi indietro fatti dal presidente Di Benedetto per presunti cedimenti a posizioni contrarie espresse, con lettere e sui giornali, da soci e delegati sindacali, si tratterebbe di una semplice, fisiologica, attesa.

 


 

Bisognava aspettare che oggi si riunisse il Cda Rai. Prima di dare il via libera ad Agrusti si doveva attendere l'esito del consiglio d'amministrazione di via Mazzini, a Roma, dove si decideva presente e futuro del direttore generale Antonio Campo Dall'Orto il cui piano per l'informazione pare sia stato completamente bocciato questo pomeriggio. E da questa sera, quindi, in casa Rai "ognun per se e Dio per tutti". Agrusti sarebbe libero di accasarsi dove meglio crede e come meglio crede, magari davvero, come scrive il Fatto Quotidiano dalle "ricche assicurazioni trentine". Staremo a vedere. 

 

Domani è tempo di terzo Cda in casa Itas e tra notizie di indagini e accuse di vario tipo forse è giunto il tempo di "battere un colpo", di dare un segnale, magari di fumo magari "nero". Una fumata nera aiuterebbe a capire che strada prenderà il Gruppo con la più antica mutua assicuratrice d'Italia in attesa che i magistrati decidano di truffe, presunte estorsioni e facciano chiarezza su tutta la vicenda che ruota attorno all'ex direttore generale Ermanno Grassi.  

 

 

 

 

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