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Kj2, palloncini con vernice rossa contro la Regione. Cresce la tensione per la manifestazione degli animalisti

Sabato arriveranno a Trento Enrico Rizzi (che su Facebook ha scritto di essere nel mirino dei trentini) e il suo Partito animalista europeo e altre associazioni. Pesanti insulti alla sorella di un aggredito dall'orso: "Ora che non devi più guardarti le spalle dall'orsa stai attenta agli stupratori, infame". Cia chiede misure straordinarie al questore

Di Luca Andreazza, Giuseppe Fin e Luca Pianesi - 17 August 2017 - 20:19

TRENTO. Dopo aver imbrattato la vetrata dell'Apt sul Monte Bondone (Qui articolo), la notte scorsa altro blitz degli animalisti che intorno alle 3.30, hanno lanciato alcuni palloncini pieni di vernice rossa contro l'insegna del Palazzo della Regione di Piazza Dante (vetrata subito ripulita e monitorata dalle telecamere. Le forze dell'ordine ora stanno vagliando i filmati per rintracciare gli autori).

 


 

Mentre il governatore Ugo Rossi è sceso nuovamente in campo per difendere il Trentino e la scelta della Provincia di abbattere l'esemplare, questa volta in collegamento radio su Rtl 102.5, cresce la tensione in vista di sabato, quando un corteo composto da diverse associazioni guidate dal Fronte animalista arriverà nel capoluogo per protestare contro l'abbattimento dell'orsa Kj2.

 

Attesa anche la presenza del Partito animalista europeo e quella di Enrico Rizzi, che in queste ore si è affidato a Facebook per denunciare il fatto di essere nel mirino dei trentini: "200 messaggi dai trentini con insulti e pesantissime minacce in appena 48 ore dall'annuncio del mio arrivo a Trento. Vorrei chiedere pubblicamente al Presidente #UgoRossi cosa ne pensa di questi suoi concittadini. Se lo vorrà, gli inoltrerò i messaggi più "carini" che mi sono pervenuti. Così, giusto per fargli capire il tenore...".


La maggioranza del presidente della Provincia non solo si trova a dover parare dall'esterno il colpo rispetto alla vicenda della gestione dell'orsa, ma deve far fronte anche al 'fuoco amico' delle minoranze tra accuse di inadeguatezza e incapacità

 

Leggermente fuori dal coro Agire per il Trentino, che oltre a evidenziare le criticità del governo provinciale, mette in luce anche "il risveglio - dicono Claudio Cia e Sergio Binelli - dal letargo di soggetti che si affermano animalisti, ma che in realtà rappresentano solo una cerchia violenta della nostra società".

 

"Siamo venuti a conoscenza - proseguono Cia e Binelli - del fatto che la sorella di un aggredito dall’orso, è stata minacciata pesantemente sui social network, e non è la prima volta che succede un fatto del genere; in proposito, riportiamo la frase pubblicata sulla sua pagina Facebook: 'Ora che non devi più guardarti le spalle dall'orsa stai attenta agli stupratori, infame'. Atteggiamenti di questo tipo sono assolutamente inaccettabili, indegni di una società civile. Quello che però preoccupa di più è che se siamo arrivati a questo punto già adesso, non possiamo immaginare cosa potrà accadere questo sabato dove a Trento è prevista un’altra manifestazione degli animalisti".

 

Gli esponenti politici si rivolgono direttamente al Questore: "Riteniamo - spiegano - che debba considerare l’idea di predisporre in quel giorno della vigilanza vicino alle abitazioni degli aggrediti dall’orso, al fine di evitare che si ripetano i fatti avvenuti a Pinzolo due anni fa. Noi trentini siamo corazzati contro le diffamazioni e i finti boicottaggi, ma purtroppo c’è chi ha già sofferto per via degli attacchi dei plantigradi e adesso teme per la propria incolumità: è dovere delle istituzioni proteggere queste persone, tenendo inoltre in dovuta considerazione il fatto che ad oggi nessun aggredito dall’orso risulta indagato, imputato o condannato per truffa o per comportamenti colposi: affermare il contrario è solo un’offesa calunniosa e gratuita".

 

Anche il Partito animalista europeo rispolvera la vicenda Daniza: "Questo - dichiara il presidente Stefano Fuccelli - è un copione già visto. La presunta vittima è stata aggredita secondo una dinamica mai accertata e si contraddisse più volte. L'aggredito fu un indigeno dipendente delle Funivie Pinzolo Campiglio e a seguito dell’abbattimento del plantigrado iniziarono i lavori dell’ampliamento dell’impianto sciistico precedentemente bloccati proprio per la presenza dell’orso".

 

Insomma un po' come se gli orsi andassero a osservare i cantieri come i pensionati e poi non filassero in letargo per l'inverno, il Partito delinea un parallelo tra i casi Daniza e Kj2: "Anche questa volta - dice Fuccelli - la vittima è un indigeno, anche questa volta le versioni sono contrastanti, anche questa volta non ci sono segni attribuibili all’aggressione di un orso adulto, anche questa volta è stato abbattuto. Il presidente Rossi avrebbe dovuto ordinare agli agenti della Forestale la cattura con sedazione rilasciando Kj2 in una zona più distante dall’abitato e non l’abbattimento diretto visto che è stato compiuto 'senza necessità'  per cui secondo i giudici di legittimità il concetto di necessità deve intendersi in senso analogo a quello previsto dagli articoli 52 e 54 c.p.".

 

"E’ incontrovertibile - aggiunge il presidente - che il principio della legittima difesa non si possa configurare a distanza di venti giorni dall’aggressione".

 

Arrivano critiche anche dal direttore del Parco nazionale d’Abruzzo, il quale afferma che in quarant'anni non è mai stato ucciso un orso, anche quando è entrato dentro una abitazione di un privato cittadino, "la nostra missione - afferma Carrara - è tenerli in vita e evitare che vengano uccisi dai bracconieri o dalle auto". 

 

"Abbiamo richiesto - conclude Fuccelli - alle maggiori piattaforme internazionali di prenotazione di strutture ricettive turistiche di sospendere tutti i contatti con la Provincia di Trentino, la provincia che uccide gli orsi anziché tutelarli come prevede il progetto Life Ursus, finanziato dall’Unione europea con milioni di euro di soldi pubblici e quindi non solo dei trentini. Sabato saremo presenti alla manifestazione a Trento organizzata dagli amici del Fronte Animalista con i quali abbiamo già organizzato precedenti proteste contro l’uccisione di Daniza, occupando il Palazzo del Governo locale e paralizzando i principali collegamenti con la Val Rendena con conseguente congestione dell’intera viabilità per un giorno intero, fatti che ricorderanno i cittadini di Trento. Nonostante i deplorevoli tentativi di intimidazione sui social, sabato saremo presenti".

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