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La malaria? "Colpa degli immigrati" e/o "colpa dei vaccini". Zeni: "Chi lo dice sono sciacalli, roba da Tso"

Stanno circolando due filoni di bufale sulla drammatica vicenda legata alla piccola Sofia. Libero e il Tempo davano la colpa agli immigrati mentre su Facebook la pagina "Autismo e Vaccini" si lanciava in complottismi assurdi. Pubblichiamo la risposta dell'assessore Zeni che riporta un po' di realtà

Di Luca Pianesi - 06 settembre 2017 - 19:11

TRENTO. "Ci segnalano che questa bambina (mai vaccinata) ha ricevuto qualche giorno fa i 10 vaccini obbligatori finendo per appunto in coma". "Dopo la miseria portano malattie" riferito, ovviamente, agli immigrati. Questi i due titoli che sintetizzano i due filoni bufalari che stanno cercando di cavalcare il dramma di una famiglia. Quella della piccola Sofia che, come risaputo, è scomparsa per colpa della malaria lunedì scorso. Un lutto terribile, una vicenda assurda e drammatica che al momento pare essere senza spiegazioni (sono state aperte due indagini che verranno unificate in una unica). Ed è proprio quando la realtà è un po' più complicata di quel che si vorrebbe e necessita di tempo, approfondimento, di pensiero e analisi per essere spiegata ecco, pronti, i "venditori" di soluzioni rapide, immediate, definitive.

 

Il complotto le nutre e le bufale si trasformano in vettore di disinformazione. Sono loro che fomentano il pregiudizio di alcuni e lo rinsaldano. Noi stiamo continuando a dirlo: sono pericolose, fanno male al mondo, fanno male alla nostra società, non sottovalutiamole mai, a nessun livello. E compito di chi lavora con l'informazione deve essere smentirle, sempre e ad ogni costo. In questi giorni tutti ce ne stiamo rendendo conto perché la pioggia di bufale sta arrivano anche da fuori, dal resto del Paese e stanno colpendo tutti. Ci vogliono quattro secondi per smontarle ma non tutti hanno voglia di rinunciare al loro piccolo pregiudizio, che poi magari gli tocca rivedere gran parte del proprio pensiero. E allora basta un titolo e vai di condivisione.

 

Questa volta la doppietta bufalara non la smentiamo noi. Diamo spazio al post pubblicato dall'assessore alla salute della Provincia Luca Zeni. Qualcuno dirà: "Eh ma è un assessore del Pd", oppure "eh ma è uno che in una foto era vicino alla ministra Lorenzin" "è un vaccinista" "è un filo immigrazione" "è qui" "è lì". Ci interessa poco. E' una figura pubblica che si prende le sue responsabilità e in poche righe spiega cosa c'è che non va in quelle fesserie che stanno circolando. Le responsabilità di quanto accaduto e la ricostruzione della vicenda spetta solo alla magistratura, a questo punto. A noi cittadini il compito di tenere la mente ben sgomebra da chi costruisce barriere e sparge fango. A noi cittadini il compito di informarci e di non fermarci alla soluzione facile. A noi cittadini il compito di superare il nostro pregiudizio (piccolo o grande che sia) e cercare di capire tenendo sempre ben connesso il cervello. 

 

Ah dimenticavamo: il primo titolo è quello di un post diffuso dalla pagina Facebook "Autismo e Vaccini" che si definisce "Organizzazione di professionisti sanitari a tutela della salute del cittadino"; il secondo è il titolo del quotidiano Libero di oggi.

 

La scomparsa della piccola Sofia è una tragedia che colpisce profondamente, perché vedere una persona, una bambina, morire di malaria a Trento senza essere stati all'estero è una "prima assoluta" per la nostra Provincia.
Ho già avuto modo di esprimere la nostra vicinanza alla famiglia ed anche di entrare nel merito con comunicati stampa e dichiarazioni. 

In questo momento esperti stanno vagliando tutte le ipotesi per capire cosa possa essere successo. 
Non si esclude né che possa essere stata contratta prima dell'arrivo in ospedale, né che sia stata una zanzara il vettore. Le analisi dovrebbero dare almeno una parte delle risposte che cerchiamo.

Voglio però qui fare invece una riflessione politica.

Sono ormai abituato alla strumentalizzazione di alcune parti politiche e alla superficialità dei leoni da tastiera che si scatenano sui social. Ma questa volta confesso di aver provato fatica fisica. 
In un caso così delicato, nel quale le ipotesi sono tutte improbabili ma tutte sottoposte a verifica, dover rispondere a documenti politici che già trovano imputati e leggere commenti che sono al di là del bene e del male, è davvero faticoso.

 

Le posizioni più strampalate sono due:

1) è colpa dell'immigrazione. Personalmente non mi colloco certo nella categoria dei "buonisti". Ritengo che sia dovere di uno Stato regolare i flussi migratori, e credo si debba avere la pretesa di un rigoroso rispetto delle regole da parte di tutti.
Ma è desolante imputare ai profughi la malaria, perché tecnicamente è una bestialità. Serve scambio di sangue per prendere la malaria, ed il veicolo sono alcune specie di zanzara che non dovrebbero esserci alle nostre latitudini. Se dovessimo invece individuarle in Trentino, significa che il nostro clima è cambiato tanto da ospitarle. Qui non c'entra essere a favore o contro l'immigrazione, o sulla disciplina, qui si tratta di voler usare una bambina per fomentare odio o meno. Non capire tecnicamente che la malaria è una malattia che non si trasmette per contagio diretto, e che le zanzare non arrivano sui barconi, significa o essere totalmente ignoranti o talmente in malafede da essere sciacalli. 

 

2) è stata colpa dei vaccini. La bambina sarebbe stata vaccinata e la malaria o è un effetto collaterale o è una bugia per nascondere la verità. Qui siamo al di là del bene e del male, è talmente assurda che meriterebbe un tso ma gira davvero.

Dovremmo riaprire la discussione su quest'epoca in cui il rumore dei commenti senza senso rende difficile distinguere i ragionamenti e le argomentazioni dalle assurdità. Ma è tema lungo.
Penso sempre più spesso a Beniamino Andreatta, che argomentava in un parlamento vuoto sul bilancio dello Stato, non rinunciando mai all'approfondimento e a fare il proprio dovere. Chissà se nell'epoca dei social quella testimonianza è "popolare", i suoi discorsi oggi forse avrebbero pochi "mi piace", ma quella è l'unica strada che può dare una speranza di futuro.

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