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Mega operazione della Guardia di Finanza, scoperti 60 falsi dipendenti trentini di due aziende della Valsugana

I finti lavoratori pagavano i due datori per la fittizia assunzione e percepivano così indennità di disoccupazione, redditi di garanzia e di attivazione ed assegni per il nucleo familiare, per circa 250.000 euro erogati dai due enti a favore dei lavoratori

Pubblicato il - 08 novembre 2016 - 15:16

TRENTO. Parla di "una rilevante ed articolata frode ai danni dell'Inps e della Provincia" la Guardia di Finanza. L'operazione si chiama "Ghost Job", è stata condotta dagli agenti di Borgo Valsugana ed ha portato a segnalare alla procura della repubblica 60 persone residenti in provincia per le quali non è stata ritenuta reale l’assunzione da parte di due imprese edili della Valsugana nonché all’esecuzione fuori regione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Trento nei confronti dell’imprenditore.

 

Il tutto si è sviluppato nell'ambito dei controlli sviluppati dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Trento nel settore della spesa pubblica, le Fiamme Gialle Trentine, con la fattiva collaborazione delle locali strutture Inps e dell’Agenzia provinciale per l’assistenza e la previdenza integrativa della Provincia Autonoma di Trento (Apapi). Le Fiamme Gialle Trentine hanno ricostruito e contestato contribuzioni indebite, quali, a titolo esemplificativo, indennità di disoccupazione, redditi di garanzia e di attivazione ed assegni per il nucleo familiare, per circa 250.000 euro erogati dai due Enti a favore dei lavoratori. L’intervento svolto ha inoltre rilevato la sussistenza di ulteriori posizioni lavorative, attualmente al vaglio e relative ad altri dipendenti assunti nell’ultimo periodo di vita delle due aziende.

 

Dall’indagine, è emerso che i finti dipendenti versavano al presunto datore di lavoro, ora tratto in arresto, una prima rilevante somma di denaro all’atto della sottoscrizione del contratto di lavoro nonché ulteriori somme al ritiro delle false buste paga, mai retribuite, e di altri documenti relativi al medesimo rapporto lavorativo, utili al conseguimento delle indennità nonché di altre utilità individuali, quali, ad esempio, rinnovi di permessi di soggiorno. Di fronte agli esiti dell’attività investigativa ed alle conseguenti contestazioni mosse dai finanzieri, parte degli operai sentiti in atti non ha potuto far altro che confessare la fittizzietà dell’assunzione.

 

L’operazione odierna costituisce un importante tassello della complessiva attività svolta dalla Guardia di Finanza in Trentino nel delicato settore del controllo sul corretto impiego delle risorse pubbliche e dimostra anche l’importanza della collaborazione tra le Amministrazioni pubbliche quale prezioso strumento per il contrasto ai fenomeni fraudolenti in materia previdenziale, a garanzia della effettiva crescita produttiva e occupazionale delle imprese ed a tutela dei soggetti più deboli.

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