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Mercatini, passa la legge in Consiglio provinciale ma gli hobbisti non ne sapevano nulla: "Siamo sorpresi, ci avevano promesso di incontrarci"

I titolari delle bancarelle delusi: "Con questa legge si mette nero su bianco un caso unico in Italia, qualcosa di vergognoso. Si penalizzano non solo gli hobbisti ma anche i mercatini stessi che in molte realtà andranno a morire"

Foto di Niccolò Caranti
Di Donatello Baldo - 07 June 2017 - 20:17

TRENTO. I mercatini hobbistici regolamentati per legge. I Gaudenti, il mercatino di Rovereto e tutte le altre iniziative analoghe dovranno rispettare un regolamento provinciale che oggi è stato approvato dal Consiglio provinciale da una maggioranza trasversale.

 

Un testo che è stato condiviso, infatti, da maggioranza e minoranza, elaborato all’interno di un gruppo di lavoro che ha unificato le proposte dei tre consiglieri Civettini, Cia e Degodenz. Un testo di cui ci eravamo già occupati in questo articolo.

 

“Un disegno di legge che ripropone e corregge una materia interessante – ha detto uno dei proponenti, Claudio Civettini - e che delinea una 'liberalizzazione intelligente', identificando meglio ciò che forse era stato precedentemente troppo ingabbiato”

 

Il consigliere Claudio Cia, firmatario di una delle tre proposte, ha invece ringraziato gli altri colleghi e l’assessore Olivi che hanno favorito la costruzione di queste norme. “Con la precedente legge, nel voler contrastare gli abusi – spiega – si era scoraggiata la libera iniziativa di cittadini virtuosi, con conseguenze sfavorevoli anche per gli eventi aggregativi dei piccoli comuni: una legge che con queste modifiche tentiamo almeno parzialmente di superare”.

 

Pietro De Godenz parla di un provvedimento “che dovrebbe portare un po’ di serenità nel mondo degli hobbisti, pur partendo dal presupposto che è necessario tutelare anche artigiani e commercianti. Penso che abbiamo trovato un buon equilibrio condiviso”, ha affermato, esprimendo particolare soddisfazione per la trasversalità della proposta.

 

Il parere positivo della Giunta è stato espresso dall’assessore Alessandro Olivi: “Qui si tratta di una norma che è stata riadattata al contesto con umiltà, tenendo fermo il principio e restando convinti della necessità di una disciplina nel settore, ma nel contempo cercando un sistema più flessibile ed equilibrato, che offra più spazi alla passione e all’attività degli hobbisti.

 

“Sarebbe stato più facile aggiungere un testo della Giunta a quelli dei consiglieri – ha aggiunto Olivi – ma questo disegno di legge è la dimostrazione che operare offrendo supporto all’attività dei consiglieri non è una diminutio, ma nobilita il ruolo alto di questa assemblea”.

 

Ma gli hobbisti, quelli che mettono le bancarelle nelle piazze e sulle vie dei centri storici trentini sono arrabbiatissimi: "Ci avevano promesso un incontro, un confronto in cui discutere alcune parti della legge che sono penalizzanti per noi. Siamo i portatori di interesse - afferma Gianni Nicolini dell'associazione trentina Mercatino delle Pulci - ma né Olivi né Civettini e gli altri proponenti ci hanno contattati per spiegare ufficialmente la nostra posizione".

 

"Con questa legge - continua il presidente - si mette nero su bianco un caso unico in Italia, qualcosa di vergognoso. Chi volesse fare un mercatino al mese nei grossi centri non ne avrà la possibilità, solo otto volte nelle città oltre i 10 mila abitanti e sette nei centri più piccoli. E così - spiega - si penalizzano non solo gli hobbisti ma anche i mercatini stessi che in molte realtà andranno a morire".

 

A stimolare la Giunta e alcuni consiglieri è stata "la lobby degli artigiani", arrabbiati per la concorrenza: "Ma non non siamo in concorrenza con nessuno, noi rispettiamo le tre R che prevede l'Europa: Riciclo, Recupero, Riuso. Anzi - osserva - siamo un volano per il turismo, per l'indotto alle attività commerciali che hanno profitti maggiori nei giorni dei mercatini, questo è un dato di fatto". 

 

"Speravamo ci fosse spazio per discuterne - dice Roberto Buratti, vicepresidente dell'associazione - ma così non è stato, avevano già deciso. Questi (i consiglieri, ndr) non sono capaci nemmeno di guardarsi intorno e vedere la differenza che c'è a Bolzano. Lì sono gli stessi Comuni che ci chiamano, loro sanno il valore che portiamo, loro sì che valorizzano il turismo, anche attraverso i mercatini". 

 

 

 

 

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