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Orsi e lupi, l'Alto Adige chiede regole diverse, Rossi condivide. Gli allevatori: "Abbattimento predatori". Ma il Wwf: "Richiesta populista"

La battaglia per Ugo Rossi dev'essere europea: "Il progetto così come era stato pensato non funziona più e deve essere modificato. Necessario declinare la protezione del predatore in base alle caratteristiche del territorio"

Pubblicato il - 02 settembre 2017 - 10:44

TRENTO. L'Alto Adige, con Baviera, Tirolo, Vorarlberg e Salisburgo e Alto Adige, nei giorni scorsi si sono coalizzati per dire "no" al lupo. A comunicarlo l'europarlamentare dell'Svp Herbert Dorfmann che, assieme al direttore della federazione altoatesina degli agricoltori, ha preso parte a una giornata di lavori dedicata al tema "Il lupo nelle Alpi".

 

Ma il "no" è stato detto anche nei confronti dell'orso, annunciando l'intenzione, ribadita dal governatore sudtirolese, di voler chiedere maggiore capacità di azione contro i predatori selvatici. "Arno Kompatscher non l'ho ancora sentito - ha affermato Ugo Rossi - ma condivido la necessità di affrontare questo tema in modo comune. Noi vogliamo portare a casa la norma di attuazione su lupo e orso".

 

L'Alto Adige aveva anche annunciato l'uscita dal progetto Life Ursus, "ma in questo progetto l'Alto Adige non c'è mai stato. Come le Regioni vicine aveva semplicemente sottoscritto un accordo quando ad entrare nel progetto fu il Trentino", spiega il governatore. 

 

"Le regole da seguire - spiega rossi - sono quelle della direttiva Habitat. Sono comunque specie protette, sono tutelate, non si possono prelevare senza motivo. Altra cosa se, come successo da noi, un animale rappresenta un pericolo". 

 

La battaglia per Ugo Rossi dev'essere europea. "Il progetto così come era stato pensato non funziona più e deve essere modificato e condivido l'impegno di Dorfmann nella richiesta all'Europa di declinare la protezione del predatore in base alle caratteristiche del territorio". 

 

Il problema, più che l'orso è rappresentato dal lupo. "Questo animale non si adatta ai nostri territori in cui ci sono tante malghe con tanti allevamenti, diverso è se fosse in territori sterminati come la steppa russa ma credo sia incompatibile con l'economia di allevamento che c'è sui nostri territori". 

 

Ma su questa vicenda interviene anche il Wwf austriaco che definisce "assurda" la richiesta sollevata da allevatori a nord e a sud del Brennero, di bandire il lupo dalle Alpi orientali. "Gli abbattimenti non mettono in sicurezza i greggi, anzi, potrebbero addirittura aumentare il numero delle incursioni", afferma Christian Pichler, esperto di lupi del WWF austriaco all'Apa.

Studi negli Usa e in Europa avrebbero dimostrato che l'abbattimento di un lupo può scomporre la struttura sociale del branco. "Di conseguenza giovani lupi inesperti tendono ad attaccare animali meno protetti, portando addirittura ad un aumento degli sbranamenti - spiega Pichler - e le zone lasciate libere dal lupo abbattuto vengono velocemente occupate da un altro esemplare.

"Una richiesta populista non diventa vera ripetendola di continuo", afferma Pichler. L'unico metodo efficace di tutela delle pecore, per il Wwf, è la messa in sicurezza del gregge.

 

 

 

 

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