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Orso, primi avvistamenti in Trentino. "Fare rumore per segnalare la presenza, non avvicinarsi". Ecco le norme da seguire per non farlo "arrabbiare"

Il Servizio Foreste e Fauna: "L'esperienza dell'avvistamento dell'orso è qualcosa di unico, un'esperienza significativa. Se si seguono le norme di comportamento il rischio è pressoché nullo. L'importante è non avvicinarsi

Pubblicato il - 22 marzo 2017 - 13:37

TRENTO. E' primavera anche per gli orsi presenti nelle valli trentine. Da qualche settimana sono usciti dal letargo invernale, iniziano ad allontanarsi dalle loro tane per cercare cibo. "La loro presenza - spiega il Servizio Foreste e Fauna della Pat - rivela la straordinaria qualità dell'ambiente naturale trentino e l'inizio della stagione primaverile con i primi avvistamenti, che già avvengono in questi giorni, riportano all'attenzione il tema della convivenza fra uomo e animale".

 

"Una convivenza possibile - spiegano -  a patto che si rispettino alcune semplici regole di comportamento, regole che il Servizio Foreste e Fauna ricorda a tutti gli escursionisti con una serie di iniziative di comunicazione, la più immediata delle quali è la cartellonistica posizionata sul territorio, che segnala la presenza del plantigrado".

Considerato il risveglio dal letargo in corso in queste settimane e la possibile presenza di nuove cucciolate nei prossimi mesi, è utile ed importante che turisti e residenti vengano informati sulle norme di comportamento da seguire.

Ecco le principali:

- non attirare l’orso in alcun modo 
- non lasciare mai cibo o rifiuti organici a disposizione dell'orso
- in caso di avvistamento a distanza, non avvicinarsi
- in caso di incontro ravvicinato, non correre o muoversi con concitazione, allontanarsi lentamente
- segnalare per tempo la propria presenza facendo del rumore o parlando ad alta voce
- nel caso un orso mostri chiari segni di aggressività rimanere fermi con atteggiamento passivo 
- tenere i cani al guinzaglio
- comunicare eventuali segni di presenza chiamando il 335/7705966
- per le emergenze chiamare il numero 115

 

"Le situazioni a rischio sono quelle della mamma orsa con i piccoli - spiega il coordinatore del settore Grandi carnivori della Pat Claudio Groff - ma ora le cucciolate sono ancora nelle tane, da cui la mamma si allontana poco, rimanendo soprattutto all'interno di essa per allattare. I parti - continua Groff - sono avvenuti in dicembre-gennaio e le cucciolate inizieranno a muoversi in primavera inoltrata". 

 

Avvistamenti ce ne sono stati, "ma non nei centri abitati, non a valle", spiega il coordinatore. "Anche perché ora il bosco è ricco di faggiola, il seme del faggio di cui sono ghiotti i plantigradi. Ce n'è in abbondanza quest'anno e l'orso non lascia quindi le zone boschive per cercare cibo altrove". 

 

La popolazione degli orsi trentini, a fine 2015, era composta da 48 esemplari: 23 adulti (8 maschi e 15 femmine), 14 giovani (10 maschi, 4 femmine) e 11 cuccioli (2 maschi, 2 femmine e 7 indeterminati). I numeri attuali non sono certi, durante l'anno sono sicuramente aumentate le cucciolate, quelle del 2016 e quelle dell'inverno scorso. 

 

"L'esperienza dell'avvistamento dell'orso - spiega Groff - è qualcosa di unico, un'esperienza significativa. Se si seguono le norme di comportamento il rischio è pressoché nullo. L'importante è non avvicinarsi - spiega - e ancora più importante è non sorprendere l'orso. Per questo è consigliato di produrre rumore quando si attraversa un bosco dove è segnalata la presenza del plantigrado: battere le mani, chiacchierare, battere ogni tanto il bastone per terra". 

 

Alcuni escursionisti attaccano allo zaino un campanellino: "Questo metodo è usato in Nord America - spiega Groff - e può tornare utile. Io personalmente - ammette - non lo userei perché mi infastidirebbe l'escursione con il tintinnio di un campanello".

 

Il coordinatore ricorda che alla vista dell'uomo, o sentendo i rumori, le voci, l'orso scappa. "Se non succede è perché non si è accorto, perché è stato sorpreso dalla presenza di qualcuno che attraversa il bosco. In questo caso può mettere in atto falsi attacchi che non arrivano al contatto con l'uomo".


 

 

 

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